Spring GDS, la logistica diventa strategia: tra rivoluzione doganale, sostenibilità e nuove rotte globali
Nuove regole UE, modelli logistici in evoluzione e decarbonizzazione stanno ridisegnando l’e-commerce internazionale: Spring GDS accelera su innovazione e sostenibilità per guidare il cambiamento. Ne parliamo con Gabriele Bavera, managing director e membro del board di Spring Italy
Gabriele Bavera
l 2026 segna un punto di svolta per l’e-commerce cross-border. La fine delle esenzioni doganali per i piccoli pacchi, la crescente complessità normativa e la pressione sulla sostenibilità stanno ridefinendo le regole del gioco. Le supply chain diventano più articolate, le rotte si spostano e il fulfillment evolve verso modelli sempre più integrati e flessibili. In questo contesto, la logistica non è più un semplice supporto operativo, ma un vero motore competitivo, capace di determinare la crescita e la resilienza dei brand a livello globale. Spring GDS si inserisce in questo scenario come uno degli attori più dinamici, spingendo su innovazione, trasparenza e decarbonizzazione, con soluzioni che vanno dai carburanti alternativi a nuovi modelli di gestione delle emissioni e delle dogane. Una trasformazione che coinvolge l’intero ecosistema, dai partner logistici ai merchant, fino ai consumatori finali. Ne parliamo con Gabriele Bavera, managing director e membro del board di Spring Italy.
Nel 2026 si chiude l’esenzione dei dazi per i pacchi sotto i 150 euro. Quanto rischia di cambiare gli equilibri dell’e-commerce internazionale?
«Parecchio, perché parliamo di un cambio epocale. La soglia de minimis esiste praticamente da quando è nato l’e-commerce moderno e ha influenzato profondamente il modo di gestire il commercio internazionale. L’impatto riguarderà soprattutto i grandi operatori extraeuropei che vendono sul mercato europeo, ma inevitabilmente coinvolgerà anche i consumatori, perché non sarà più possibile acquistare merce con le stesse modalità e le stesse condizioni fiscali del passato. Tutti i grandi player stanno cercando di capire come mantenere competitività: alcuni valutano la centralizzazione dei magazzini in Europa, altri investono nella digitalizzazione dei processi per preservare il vantaggio competitivo della produzione locale con distribuzione internazionale. I tempi però sono stretti e il mercato sta ancora cercando un nuovo equilibrio. Alcuni operatori potrebbero assorbire una parte dei costi nel breve periodo, ma nel medio-lungo termine serviranno modelli sostenibili. Per questo è probabile che aumenti la presenza di hub europei dai quali distribuire poi a livello intraeuropeo, cambiando radicalmente la logica attuale delle spedizioni extra UE».
Quanto diventa strategica, in questo scenario, la vostra competenza doganale?
«La competenza doganale è sempre più importante, anche se il cambiamento normativo riguarda principalmente l’importazione in Europa. Il nostro ruolo è soprattutto consulenziale: lavoriamo con grandi operatori internazionali e possiamo supportarli nella gestione operativa e logistica europea, ma le decisioni strategiche devono partire da loro. Noi mettiamo a disposizione il nostro know how sul trasporto europeo, le infrastrutture e la tecnologia. La sfida è aiutare i merchant a gestire complessità normative e operative sempre più elevate, evitando errori che potrebbero tradursi in costi molto più alti o addirittura nell’impossibilità di operare su determinati mercati».
Le rotte globali stanno cambiando rapidamente e l’Est Europa è sempre più centrale. Come si sta adattando la vostra rete?
«Spring ha sempre fatto della flessibilità uno dei suoi punti di forza. Siamo un’azienda asset light e questo ci permette di riposizionare rapidamente la supply chain. Sull’Est Europa abbiamo già avviato investimenti importanti: disponiamo di tre hub operativi e abbiamo recentemente aperto una nuova struttura in Polonia dedicata non solo al trasporto, che resta il nostro core business, ma anche al fulfillment. Per noi è fondamentale essere presenti in quell’area perché oggi molti operatori europei ed extraeuropei stanno spostando lì parte delle loro facilities e dei loro magazzini. Essere presenti significa poter intercettare nuovi volumi e offrire servizi di logistica e tecnologia applicata all’e-commerce in un’area sempre più strategica».
Esiste oggi una ricetta per garantire velocità, scalabilità e conformità normativa?
«La ricetta magica non esiste, anche perché il mercato cambia continuamente. Più che di formula parlerei di attitudine: stare vicino ai clienti, capire in anticipo i trend e investire nei fattori che fanno davvero la differenza, come tecnologia, digitalizzazione ed espansione della rete in aree strategiche. Un altro elemento fondamentale è la capacità di offrire informazioni precise e granulari ai merchant, soprattutto dal punto di vista doganale e normativo. Un errore di valutazione può avere conseguenze pesantissime sui costi o compromettere interi mercati. Per questo il nostro obiettivo è ridurre il rischio attraverso consulenza, trasparenza e supporto operativo».
A che punto siete invece sulla transizione verso una logistica a basse emissioni?
«Siamo a un buon livello. Tutta la parte di offsetting del trasporto su strada è ormai pienamente implementata da oltre due anni e oggi possiamo misurare con precisione i risultati. L’anno scorso, per esempio, grazie all’utilizzo di biodiesel abbiamo ottenuto un risparmio di emissioni equivalente a circa un milione di lampadine utilizzate nelle abitazioni. La novità più importante di quest’anno è l’estensione dell’offerta anche al traffico aereo. Spring lavora prevalentemente su strada, che rappresenta circa il 75-80% delle nostre distribuzioni, ma una quota significativa passa ancora dall’air cargo. Anche qui però il mercato sta cambiando: molti operatori preferiscono aprire magazzini locali negli Stati Uniti invece di spedire direttamente dall’Europa, e questo modifica inevitabilmente anche il peso del traffico aereo».
Quali saranno i fattori distintivi per competere nell’e-commerce cross border dei prossimi anni?
«Tecnologia, automazione e consulenza saranno centrali. L’automazione dei processi sarà indispensabile perché i clienti chiedono efficienza e costi sempre più controllati. Dobbiamo standardizzare e rendere più veloci i flussi operativi per aiutare i merchant a scalare. Accanto a questo, diventerà fondamentale la capacità di semplificare la complessità normativa e doganale. Oggi molti operatori si trovano improvvisamente a dover cambiare modelli che hanno funzionato per dieci anni senza problemi. Il nostro compito è aiutarli in maniera preventiva, offrendo stabilità, chiarezza e trasparenza, così da permettere loro di continuare a essere competitivi anche in uno scenario molto più complesso rispetto al passato».