Mobilità a rate: la svolta del trasporto pubblico passa dal “buy now, pay later” con Scalapay e at-autolinee toscane
L’accordo apre nuovi scenari tra accessibilità economica, digitalizzazione dei servizi e ridefinizione dell’esperienza utente nel TPL. Approfondiamo l’argomento con Matteo Ciccalè, VP growth di Scalapay, e Tommaso Rosa, direttore marketing e comunicazione di at - autolinee toscane
Tommaso Rosa e Matteo Ciccalè
Nel trasporto pubblico locale, la leva dell’innovazione non passa più solo da flotte e infrastrutture, ma sempre più da servizi digitali e modelli di pagamento. In questo scenario si inserisce l’accordo tra Scalapay e Autolinee Toscane, che introduce il “buy now, pay later” anche per l’acquisto di titoli di viaggio. Un passo che intercetta nuove abitudini di consumo e amplia le possibilità di accesso alla mobilità. La collaborazione segna un punto di contatto tra fintech e mobilità pubblica, due mondi finora poco integrati. E apre interrogativi concreti su impatti, opportunità e possibili evoluzioni del servizio. Ne parliamo con Matteo Ciccalè, VP growth di Scalapay, e Tommaso Rosa, direttore marketing e comunicazione di at - autolinee toscane.
Quali esigenze vi hanno portato alla partnership tra Autolinee Toscane e Scalapay?
Tommaso Rosa: «La prima esigenza è economica: un abbonamento annuale può costare tra 300 e 600 euro e spesso a pagarlo sono le famiglie degli studenti. Con Scalapay il costo viene diviso in quattro rate, rendendo la spesa più sostenibile. L’altra esigenza riguarda la modernizzazione del trasporto pubblico: vogliamo dimostrare che il trasporto pubblico è al passo con i tempi e vicino alle abitudini digitali delle persone».
In che modo Scalapay cambia l’esperienza di acquisto dei titoli di viaggio?
Matteo Ciccalè: «Scalapay rende più semplice l’acquisto online perché riduce alcune frizioni tipiche dei pagamenti digitali, come i passaggi di autenticazione bancaria. Inoltre permette di pagare anche con carte di debito e prepagate, uno strumento molto diffuso in Italia. Non bisogna stravolgere le abitudini delle persone, ma accompagnarle gradualmente verso il digitale».
Che impatto vi aspettate sul fronte dell’accessibilità?
Tommaso Rosa: «Per noi accessibilità significa non solo avere il mezzo pubblico disponibile, ma anche poterlo capire e pagare facilmente. Offrire più modalità di pagamento, comprese le prepagate, amplia l’accesso al servizio. Pensiamo soprattutto ai giovani e agli studenti, che spesso gestiscono le proprie spese con strumenti diversi dalla carta di credito tradizionale».
Questa partnership può incidere anche sulla domanda di abbonamenti?
«Sì, crediamo che possa aumentare la fidelizzazione. Se una persona sa di poter pagare il trasporto pubblico in modo più semplice e sostenibile, sarà più portata a utilizzarlo con continuità».
Quanto conta la comunicazione in un progetto del genere?
Matteo Cicalè: «È fondamentale. Innovare significa anche raccontare bene una nuova possibilità. Scalapay utilizzerà i propri canali digitali, dalle notifiche alle newsletter, per far conoscere il servizio. Noi invece lavoreremo sul racconto del trasporto pubblico come servizio moderno e accessibile».
Il trasporto pubblico ha davvero perso attrattività dopo il COVID?
Tommaso Rosa: «Sì, il ritorno ai livelli pre-pandemia non è stato completo. Durante il COVID i mezzi pubblici sono stati percepiti come luoghi di rischio e questo ha lasciato un segno. Allo stesso tempo sono aumentati gli spostamenti a piedi e in bicicletta. Per questo crediamo che innovare l’esperienza di utilizzo possa aiutare a riportare persone a bordo».
La Toscana è un caso unico in Italia?
«Come trasporto pubblico regionale siamo i primi in Italia a introdurre questa soluzione su scala così ampia. Pensiamo però che il modello possa interessare anche altre realtà del trasporto pubblico locale».
Il buy now pay later può diventare uno standard nei servizi pubblici e nella mobilità?
Matteo Cicalè: «Secondo noi sì. Il punto centrale è dare al consumatore la libertà di scegliere dove utilizzare il credito. Oggi molte persone, soprattutto giovani, non si riconoscono più nel modello tradizionale della carta di credito. Il buy now pay later permette una gestione più controllata delle spese».
Non c’è il rischio di incentivare l’indebitamento?
«Il credito va sempre usato con cautela, qualunque sia lo strumento. Noi però parliamo di rateizzazioni brevi e gratuite su importi contenuti. L’obiettivo non è spingere le persone a spendere di più, ma aiutarle a distribuire meglio le spese nel tempo».
Che valore sociale attribuite al trasporto pubblico?
Tommaso Rosa: «Per noi il trasporto pubblico è uno dei servizi essenziali, insieme a sanità e istruzione. Favorire l’uso dell’autobus significa anche ridurre traffico ed emissioni. Abbiamo calcolato che scegliere il bus al posto dell’auto privata può far risparmiare circa 3,5 tonnellate di CO2 all’anno».
Avete già registrato risultati concreti?
«Sì. Durante la fase di test abbiamo attivato Scalapay senza campagne pubblicitarie e oltre 130 persone hanno scelto spontaneamente questa modalità di pagamento, in diversi casi passando dalla biglietteria fisica all’acquisto online dell’abbonamento annuale».