Digitalia ‘08: l’audio si conferma come piattaforma media ad alto valore
La quinta wave dell’Osservatorio Audio della Concessionaria fotografa un ecosistema solido e trasversale: il 97,5% degli italiani ascolta contenuti audio ogni settimana, la radio resta centrale e il digital audio accelera tra i giovani
L’audio si conferma una delle piattaforme media più diffuse e pervasive nel panorama dei consumi culturali degli italiani. Lo certifica l’Osservatorio Audio 2025 di Digitalia ’08, progetto di ricerca avviato dalla concessionaria del Gruppo Mediaset nel 2019 per monitorare l’evoluzione dei comportamenti di ascolto e offrire a brand, investitori e operatori strumenti di lettura di un ecosistema in continua trasformazione. A pochi giorni dal World Radio Day, la giornata internazionale che celebra il ruolo centrale della radio come mezzo di informazione, intrattenimento e connessione sociale, la quinta wave dell’indagine conferma la solidità e l’attualità di un medium capace di evolversi e integrarsi pienamente nel digitale. La ricerca, realizzata dal team marketing research & insight delle concessionarie del Gruppo in collaborazione con l’istituto Human Highway, analizza un campione di 2.172 individui, rappresentativo di 35,6 milioni di italiani tra i 15 e i 64 anni.
Penetrazione ai massimi livelli
I dati restituiscono un quadro di forte continuità: la penetrazione settimanale dell’audio raggiunge il 97,5% della popolazione indagata. Il risultato descrive un ecosistema che cresce attraverso l’integrazione progressiva delle diverse modalità di ascolto e rafforza la capacità del mezzo di presidiare l’intera giornata grazie a una pluralità di contenuti, device e contesti di fruizione. All’interno di tale scenario la radio, nella componente lineare e in quella digitale, mantiene una posizione centrale. La penetrazione complessiva si attesta all’84,5%, in crescita di quasi 5 punti percentuali rispetto all’avvio dell’Osservatorio, quando nel 2019 era pari al 79,6%. Il canale si conferma il più solido in termini di copertura trasversale e amplia ulteriormente la propria base grazie allo sviluppo della radio digitale, che registra un incremento di quasi 12 punti percentuali rispetto al 2019 e contribuisce in modo significativo all’espansione dell’ascolto settimanale.
Radio tra tradizione e digitale
La dinamica evidenzia la capacità della radio di coniugare abitudine d’ascolto, frequenza di contatto e affidabilità, consolidando il ruolo del mezzo nelle strategie di comunicazione. Accanto alla componente lineare, l’offerta digitale estende e qualifica il sistema audio nel suo complesso. Ogni settimana la musica in streaming raggiunge il 55,9% della popolazione, i podcast il 21,8% e gli audiolibri il 13,4%. Ne emerge un panorama articolato e complementare, in cui i diversi contenuti coesistono e si affiancano, moltiplicando le opportunità di contatto attraverso modalità sempre più integrate.
Target diversi, stessa centralità
L’analisi per fasce d’età conferma la capacità dell’audio di coprire target eterogenei. La radio tradizionale mantiene una forte penetrazione nella fascia 25-54 anni, con una maggiore concentrazione nei segmenti più maturi. La radio digitale intercetta in modo significativo anche le generazioni più giovani e raggiunge il 55,4% tra i 18-24 anni. Nella stessa direzione si muovono musica in streaming e podcast, che mostrano una marcata affinità con il target under 24: i livelli di ascolto si attestano rispettivamente al 78% e al 32%. Il quadro delinea un equilibrio strutturale tra continuità e innovazione, dove la tradizione dialoga con le nuove abitudini senza perdere rilevanza.
Ascolto tra casa e mobilità
Rilevante anche la dimensione contestuale della fruizione. Considerando il consumo settimanale di radio, music streaming, podcast e audiolibri, la casa rappresenta il principale ambiente di ascolto con il 79,1%, seguita dall’automobile con il 61,8%. La possibilità di accedere ai contenuti in mobilità rafforza la presenza dell’audio anche in altri contesti, dai luoghi di lavoro agli spazi dedicati allo shopping e al tempo libero, fino ai mezzi pubblici. In tali ambiti il sistema raggiunge complessivamente il 46% degli individui, consolidando il proprio valore in termini di continuità, prossimità e integrazione nell’esperienza quotidiana delle persone. L’Osservatorio Audio 2025 consegna così la fotografia di un ecosistema maturo, dinamico e sempre più connesso, capace di evolvere senza perdere capillarità e di confermarsi punto di riferimento stabile nel panorama dei media italiani.