Autore: Redazione
21/04/2017

Il Washington Post ha tagliato tutti i partner pubblicitari che rallentano i tempi di caricamento del sito

La strategia del publisher americano è compensata dallo sviluppo di soluzioni advertising proprietarie. Intanto a marzo segnato il record di oltre 1 miliardo di pagine viste

Il Washington Post ha tagliato tutti i partner pubblicitari che rallentano i tempi di caricamento del sito

Il Washington Post è da sempre uno degli editori più attenti alla velocità di caricamento del proprio sito. E ora, l’azienda media di proprietà del fondatore di Amazon Jeff Bezos, è pronta a rivedere le modalità di utilizzo dei partner per la vendita della pubblicità in programmatic. Adeguarsi ai ‘limiti’ di velocità Nel corso del tempo, infatti, il Washington Post ha costruito una suite di prodotti advertising proprietari, tagliando diversi ad server, ad builder e interrompendo alcune collaborazioni in ambito native e video. Come ha spiegato a Digiday Jarrod Dicker, head of ad product & technology, la testata ha chiesto ai partner di velocizzare i tempi di caricamento, mantenendo attivi i rapporti commerciali con chi si è allineato e sospendendo invece quelli con chi non ci è riuscito. Riduzione significativa Dicker non ha voluto fare nomi, limitandosi a sottolineare come i partner siano stati ridotti in modo “significativo”. E il tool di tracciamento The Ghostery pare confermare le dichiarazioni: tra i publisher più trafficati a livello globale, il Washington Post è quello con meno tag attivi. Impossibile non notare il perché il giornale è stato capace di ridimensionare la propria dipendenza nei confronti di partner terzi. Negli ultimi anni, infatti, l’impianto strategico ha portato all’ideazioni di soluzioni proprietarie, alimentate da un continuo studio per il miglioramento del prodotto. Ma il Washington Post non potrà eliminare del tutto la dipendenza esterna: exchange e piattaforme programmatic sono necessarie  per la sopravvivenza pubblicitaria. I numeri del Post A marzo il sito del Washington Post ha totalizzato 86,5 milioni di utenti, il 18% in più rispetto a un anno prima. L’editore ha superato il traguardo record di 1 miliardo di pagine viste, mentre gli utenti hanno trascorso una media di 17 minuti nella fruizione dei contenuti. I lettori mobile sono 69 milioni, in impennata del 24% grazie a un fedele pubblico di millennials. Secondo un memo interno di dicembre scorso, il Washington Post ha chiuso un 2016 profittevole, grazie agli abbonamenti digitali e alla grande eco delle elezioni presidenziali americane.