In Usa Condé Nast spinge sul programmatic
Fornirà ai buyer una più vasta gamma di opzioni nell’uso dei suoi first party data. E l’editrice ha anche attivato un’offerta header bidding
Condé Nast sta ampliando la propria offerta programmatic, per fornire ai buyer una più vasta gamma di opzioni nell’uso dei suoi first party data. E l’editrice ha aggiunto anche l’header bidding alla sua offerta. La nuova proposta in questo settore è stata svelata mercoledì e avviene a tre mesi di distanza dalla nomina di Evan Adlman nel ruolo di head of programmatic, come sottolinea Adexchanger. L’obiettivo della casa editrice è quello di rispondere all’aumento dell’audience internet e alle nuove esigenze della domanda, alla luce della grande diffusione dell’automazione. Anche per questo Condé Nast non intende il programmatic come modalità di planning residuale ma come una via per transare pubblicità al pari della vendita diretta. In particolare l’editore potrà mettere a disposizione una serie di informazioni, ricavabili dai dati degli abbonamenti, delle ricerche di mercato e degli indirizzi delle proprie newsletter, contenute all’interno della sua DMP. E per la prima volta, abiliterà l’audience extension, consentendo l’uso dei suoi dati per comprare inventory all’interno del proprio network. E per il futuro sono attese novità, con il native e il video che entreranno nell’offerta programmatica della società.