Publicis completa l’acquisizione di LiveRamp: porte aperte a Omnicom e WPP
Arthur Sadoun conferma che anche i gruppi concorrenti potranno continuare a utilizzare la piattaforma di data collaboration. Intanto, per il CEO Scott Howe è previsto un pacchetto di compensi legati all’operazione fino a 32,5 milioni di dollari, nonostante il voto contrario degli azionisti
Publicis Groupe ha completato l’acquisizione di LiveRamp, la società statunitense specializzata in data collaboration e identificazione delle audience, per un’operazione dal valore di circa 2,2 miliardi di dollari. Con la chiusura del deal, annunciata il 2 novembre, si apre una nuova fase per una piattaforma utilizzata da numerosi operatori del mercato pubblicitario, compresi i principali concorrenti del gruppo francese.
Proprio sulla questione della neutralità di LiveRamp è intervenuto Arthur Sadoun, chairman e CEO di Publicis Groupe, ribadendo che l’ingresso della società nel gruppo non comporterà restrizioni per gli altri player. «Accoglieremo a braccia aperte i concorrenti che vorranno continuare a utilizzare la piattaforma», ha dichiarato Sadoun, riferendosi in particolare a Omnicom e WPP.
La rassicurazione arriva in un momento delicato. L’acquisizione aveva infatti sollevato interrogativi sulla possibilità che LiveRamp, una volta entrata nell’orbita di uno dei maggiori gruppi pubblicitari mondiali, potesse mantenere la propria indipendenza nei rapporti con le altre holding. Omnicom aveva già manifestato l’intenzione di ridurre la propria dipendenza dalla piattaforma, accelerando il passaggio verso soluzioni alternative basate su Acxiom, mentre anche altri operatori avevano espresso perplessità.
Le garanzie sulla neutralità
A consentire il via libera all’operazione è stato anche l’accordo raggiunto da Publicis con la Federal Trade Commission statunitense (FTC) il 19 ottobre. Gli impegni prevedono, per cinque anni, l’accesso ai servizi standalone di LiveRamp a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie per tutti i clienti, inclusi quelli delle agenzie concorrenti. Sono inoltre previsti specifici firewall per impedire a Publicis di accedere e utilizzare i dati dei clienti e le informazioni commerciali riservate raccolte attraverso i servizi indipendenti di LiveRamp. Il rispetto degli impegni sarà sottoposto a verifiche periodiche da parte di un organismo indipendente.
Publicis intende integrare le competenze di LiveRamp, che continuerà a operare con il proprio marchio e sotto la guida del CEO Scott Howe, con le tecnologie di identità di Epsilon e le altre attività del gruppo. L’obiettivo è sviluppare una piattaforma di crescita basata sull’intelligenza artificiale, capace di mettere in relazione dati proprietari, attivazione media, personalizzazione e misurazione dei risultati, lasciando ai clienti il controllo delle proprie informazioni.
Il caso dei compensi di Scott Howe
La conclusione dell’acquisizione riporta sotto i riflettori anche il pacchetto economico destinato al management di LiveRamp. In particolare, Scott Howe potrà beneficiare di compensi legati al cambio di controllo per un valore stimato fino a 32,48 milioni di dollari, tra liquidazione in contanti e componenti azionarie.
La cifra assume particolare rilievo alla luce del voto espresso dagli azionisti lo scorso 17 agosto. Pur avendo approvato quasi all’unanimità la vendita a Publicis, con oltre 51,5 milioni di voti favorevoli contro circa 60mila contrari, gli investitori hanno respinto la proposta relativa ai compensi straordinari per i vertici. Nel voto consultivo, 44,26 milioni di azioni si sono espresse contro il pacchetto, a fronte di 7,3 milioni di voti favorevoli.
Il parere degli azionisti, tuttavia, non era vincolante. La documentazione depositata presso la SEC specificava infatti che i compensi previsti dagli accordi contrattuali avrebbero potuto essere riconosciuti anche in caso di voto negativo.