Autore: Davide Sechi
02/07/2026

perseoweb, la strategia che unisce competenze, innovazione e formazione per guidare la crescita delle imprese

Dalla comunicazione integrata alla SEO evoluta, fino all’AI e alla valorizzazione dei giovani talenti: un modello che mette al centro metodo, reputazione e visione strategica per affrontare il futuro del marketing digitale. Ne parliamo con le due founder Loredana Lissoni e Carmen Bobbiesi

perseoweb, la strategia che unisce competenze, innovazione  e formazione per guidare  la crescita delle imprese

Loredana Lissoni e Carmen Bobbiesi

La trasformazione digitale sta modificando profondamente il mercato del lavoro e il modo in cui le aziende comunicano, si organizzano e crescono. Accanto all’evoluzione tecnologica emerge una sfida altrettanto decisiva: formare professionisti capaci di interpretare strumenti, linguaggi e opportunità che cambiano a velocità crescente. In questo scenario, molte imprese faticano a trovare competenze adeguate, mentre giovani e neolaureati cercano percorsi che consentano di trasformare la teoria in esperienza concreta. perseoweb, agenzia di comunicazione che ha sviluppato un processo strutturato di affiancamento, formazione e inserimento professionale dedicato specificamente ai giovani che desiderano costruire una carriera nel complesso e altamente competitivo settore del marketing e della comunicazione, ha scelto di affrontare questa sfida investendo direttamente sulla crescita delle persone e sull’innovazione continua dei servizi offerti ai clienti. Ne parliamo con le due founder, Loredana Lissoni e Carmen Bobbiesi (ospiti di DailyOnAir - The Sound Of Adv).

Quali elementi hanno ispirato la nascita dell’agenzia e come si è evoluta nel corso degli anni?

«perseoweb è nata ormai quasi dieci anni fa, partendo dalle competenze nella SEO e nello sviluppo web. All’inizio eravamo soprattutto operative: aiutavamo le aziende a farsi trovare online, a costruire il proprio sito e a rendere più efficace la loro presenza digitale. Con il tempo ci siamo evolute perché, lavorando con tante imprese e grazie all’esperienza maturata sia io sia Loredana, prima come clienti e poi come consulenti, abbiamo imparato a leggere meglio le esigenze delle aziende e a incrociare i loro obiettivi di business con quelli della comunicazione. Oggi siamo un partner strategico: accompagniamo le imprese nel raggiungimento dei loro obiettivi, mantenendo comunque una forte componente operativa. Crediamo infatti che sia indispensabile coordinare e governare tutte le attività di comunicazione. Molto spesso le aziende hanno un buon sito o presidiano i social media, ma manca una direzione strategica. Noi forniamo proprio quella direzione e ci occupiamo anche della fase operativa, trasformando la roadmap in azioni concrete e coordinate».

Succede spesso, soprattutto nel nostro Paese, che esistano competenze e forza lavoro, ma manchi una direzione. È davvero così?

«Sì, purtroppo succede molto spesso, soprattutto nelle piccole e medie imprese, ma talvolta anche nelle aziende più grandi. L’operatività quotidiana assorbe gran parte delle energie: ci si concentra sul business e la comunicazione finisce per non essere una priorità. Si pensa al sito da aggiornare, al post su LinkedIn o Facebook, alla newsletter, ma senza chiedersi quale sia l’obiettivo finale: generare nuovi lead, aumentare le vendite o supportare in modo strutturato la rete commerciale. Se non si definiscono obiettivi chiari, è molto difficile raggiungerli».

Come è possibile che la comunicazione non sia ancora considerata una priorità? Oggi raccontarsi è fondamentale.

«È una situazione che sorprende anche noi, soprattutto quando incontriamo aziende strutturate dalle quali ci aspetteremmo una strategia già definita. Invece spesso siamo proprio noi a chiedere: “Qual è il vostro obiettivo di comunicazione? Dove volete arrivare tra un anno?”. E molte volte non c’è una risposta precisa. Si procede per tentativi. È un peccato, perché oggi chi non comunica rischia semplicemente di essere invisibile. Spesso, quando si devono ridurre i costi, il primo budget a essere sacrificato è proprio quello del marketing, invece di considerarlo un vero motore di crescita. Raccontarsi significa permettere alle persone di capire chi sei, cosa fai e quale valore puoi offrire».

Quali sono i settori con cui lavorate maggiormente?

«Siamo fortemente orientate al B2B e collaboriamo con piccole e medie imprese, ma anche con aziende più strutturate e marchi internazionali. Lavoriamo inoltre con studi professionali e con tutte quelle realtà che desiderano costruire o rafforzare una presenza online coerente ed efficace. Ogni attività viene misurata e condivisa con l’imprenditore o con il team marketing, affinché gli obiettivi di comunicazione rimangano sempre allineati agli obiettivi di business. Il nostro compito è fare in modo che tutte le attività dialoghino tra loro e producano risultati concreti».

Parliamo di formazione. Avete scelto di investire sui giovani talenti attraverso un percorso di mentoring e inserimento progressivo. Da dove nasce questa scelta e quali risultati state osservando?

«Nasce dalla convinzione che le competenze digitali, così come tutte le competenze tecniche, non si acquisiscano soltanto studiando, ma soprattutto facendo esperienza, mettendosi in gioco, commettendo errori e imparando a correggerli lavorando su progetti reali. Abbiamo capito che per formare davvero una persona serve un percorso strutturato: non basta inserirla in azienda e affidarle subito delle attività. Occorre accompagnarla, aiutarla a costruire un metodo di lavoro e, soprattutto, farle comprendere non solo cosa deve fare, ma anche perché deve farlo e quale impatto avranno le sue attività sul progetto complessivo».

Come avete organizzato concretamente questo percorso?

«Abbiamo costruito un metodo molto strutturato. Parliamo dei nostri due ultimi ingressi: Martina è entrata con un tirocinio extracurricolare e oggi prosegue il suo percorso con un contratto di apprendistato, sviluppando competenze soprattutto nell’area SEO e nel project management. Melanie, invece, ha svolto con noi due anni di alternanza scuola-lavoro e successivamente ha iniziato un tirocinio extracurricolare. Si occupa principalmente di social media, grafica, copywriting e supporto operativo. I risultati sono molto positivi perché entrambe stanno crescendo non soltanto sul piano tecnico, ma anche nella capacità di ragionare sui progetti. Il nostro obiettivo non è formare persone che eseguano semplicemente dei compiti, ma professioniste capaci di avere una visione complessiva, comprendere gli obiettivi, individuare le azioni necessarie per raggiungerli e valutarne gli effetti sull’intero progetto».

Il marketing digitale richiede competenze sempre più trasversali. In un vostro progetto tipo, come riuscite a integrare strategia, contenuti, ADV, sviluppo web e relazioni pubbliche?

«Come dicevamo, svolgiamo attività molto diverse, dalla strategia allo sviluppo dei siti web, dalla gestione dei social media fino a molte altre aree della comunicazione. La vera sfida non è offrire tanti servizi, ma costruire progetti nei quali ogni competenza abbia un ruolo preciso. Il mondo del digitale evolve a una velocità enorme ed è impossibile trovare professionisti realmente competenti in ogni ambito. Per questo, nel tempo, abbiamo costruito un modello che ci vede impegnate nella definizione della strategia, nel coordinamento delle risorse e nella relazione con il cliente, affiancandoci a specialisti esterni altamente qualificati nei rispettivi settori. Il nostro compito è tenere insieme tutte queste competenze, definire una direzione condivisa e trasformare gli obiettivi del cliente in attività concrete. In questo modo possiamo creare team di progetto su misura per ogni realtà e garantire una gestione efficace di tutte le fasi operative».

C’è quindi una forte attività di coordinamento.

«Assolutamente sì. Uno dei nostri principali punti di forza è l’esperienza maturata in oltre vent’anni di lavoro nel marketing. Entrambe abbiamo ricoperto ruoli differenti, sia all’interno delle aziende sia come consulenti, e questo ci permette di coordinare la strategia collegandola alle singole attività. Avendole svolte direttamente, studiate e implementate negli anni, riusciamo a osservare il progetto da una prospettiva più ampia e a comprendere gli effetti che ogni singola azione produce sul risultato finale».

Come state integrando AI, SEO evoluta e GEO nei vostri processi e nei servizi che offrite?

«Siamo di fronte a un vero cambio di paradigma. L’intelligenza artificiale ha trasformato profondamente il nostro settore e, più in generale, il mondo in cui viviamo. Si sente spesso dire che la SEO sia morta, ma non è così: la SEO rappresenta ancora la base della GEO, cioè dell’ottimizzazione per la ricerca generativa. Noi utilizziamo l’intelligenza artificiale soprattutto nelle fasi esplorative e di analisi. Naturalmente serve una guida competente: come diceva un celebre slogan, “La potenza è nulla senza controllo”. È esattamente ciò che vale anche oggi. L’intelligenza artificiale costituisce un eccellente punto di partenza, ma sono l’esperienza e le competenze a permettere di indirizzarla verso risultati realmente utili. Oggi è fondamentale essere visibili sia per gli esseri umani sia per i sistemi di intelligenza artificiale. Il panorama è ancora in piena evoluzione, ma la direzione è ormai chiara e richiede un approccio nuovo».

Qual è questa direzione?

«Sta andando verso un ecosistema molto più integrato. In passato, quando si parlava di SEO, si ragionava soprattutto in termini di parole chiave e intento di ricerca. Oggi, invece, i motori di ricerca generativi raccolgono contenuti da fonti differenti, li elaborano e costruiscono una risposta. Che l’informazione sia corretta oppure no, chi legge tende comunque ad attribuirle credibilità proprio perché arriva da un’intelligenza artificiale. Per questo diventa fondamentale produrre contenuti di qualità e aiutare questi sistemi a interpretarli correttamente. Non possiamo più considerare separate le diverse attività: il sito deve comunicare in un certo modo, la SEO deve evolvere verso la GEO, ma serve anche lavorare sul branding e sul valore del marchio. Tutto può cambiare, ma la reputazione resta il patrimonio più importante di un’azienda. È un bene difficilmente replicabile e sarà sempre più determinante, mentre gli strumenti possono cambiare e sono molto più facilmente manipolabili».

Si torna quindi al tema della comunicazione come leva strategica e non come semplice costo.

«Esattamente. Reputazione e comunicazione sono elementi fondamentali. Continuano invece a essere considerate, troppo spesso, attività accessorie o sacrificabili. In realtà rappresentano una parte essenziale dello sviluppo di qualsiasi impresa».

L’innovazione riguarda anche l’organizzazione del lavoro. Quanto contano oggi flessibilità, inclusione e valorizzazione delle competenze nella cultura aziendale?

«Contano moltissimo. Per noi innovazione non significa soltanto adottare nuovi strumenti, ma anche costruire un modo di lavorare più sostenibile e più adatto alle persone. perseoweb è una realtà con una forte componente femminile e questo ci ha portato a dare grande importanza alla flessibilità, alla collaborazione e alla valorizzazione delle competenze. Lavoriamo prevalentemente da remoto, mantenendo momenti di presenza in ufficio dedicati alla formazione, al confronto e alla condivisione dei progetti. Crediamo nell’autonomia delle persone, ma un’autonomia accompagnata da punti di riferimento chiari, obiettivi definiti e un percorso di crescita continuo. Con Martina e Melanie stiamo cercando di capire quali attività le appassionano maggiormente, così da valorizzarne le inclinazioni. Come Carmen segue principalmente la SEO, io mi occupo maggiormente di comunicazione, social media e advertising, gestendo personalmente alcuni progetti anche per continuare ad aggiornarmi. Per noi inclusione significa creare le condizioni affinché le nuove risorse possano entrare in azienda, imparare, essere ascoltate, crescere professionalmente e contribuire allo sviluppo di perseoweb, con l’auspicio che possano costruire il loro futuro insieme a noi».

Come immaginate l’evoluzione di perseoweb e, più in generale, del mondo della comunicazione e del digital marketing?

«Vogliamo continuare a crescere senza perdere la nostra identità: essere un’agenzia capace di affiancare le aziende con un metodo, una visione strategica e una concreta capacità operativa. Spesso chi offre consulenza strategica non segue l’operatività quotidiana, mentre chi lavora sull’operatività perde la visione d’insieme. Il nostro obiettivo è continuare a integrare questi due aspetti, unendo strategia, contenuti, SEO evoluta, GEO e tutte le attività necessarie a costruire una presenza digitale efficace. Le aziende avranno sempre più bisogno di capire come restare visibili e autorevoli in un ecosistema che cambia continuamente. Cambiano i motori di ricerca, cambia il modo in cui le persone cercano informazioni: siamo passati dalle ricerche testuali a quelle vocali e oggi l’intelligenza artificiale sta modificando ancora una volta le nostre abitudini. In questo scenario sarà sempre più importante costruire autorevolezza, reputazione e un brand forte. Noi continueremo ad accompagnare le imprese affinché guardino oltre il sito web o il singolo canale social, sviluppando una visione complessiva del percorso da intraprendere. Inoltre misuriamo costantemente ogni attività, così sappiamo con precisione che cosa funziona, che cosa funziona meno e possiamo intervenire per migliorare continuamente i risultati».

Negli ultimi anni, con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, il vostro lavoro è cambiato radicalmente? Le richieste sono aumentate?

«Sì, il cambiamento è stato molto significativo. L’intelligenza artificiale ci sta aiutando a velocizzare numerosi processi che prima richiedevano moltissimo tempo. Attività di analisi, organizzazione dei dati e formattazione che occupavano giornate intere oggi vengono svolte molto più rapidamente. Questo ci permette di seguire un numero maggiore di progetti. Allo stesso tempo è evidente che siamo soltanto all’inizio di una trasformazione destinata a proseguire. Per questo è fondamentale imparare a utilizzare questi strumenti senza timore. Curiosità, sperimentazione e formazione continua sono gli elementi che consentono di sfruttarne davvero il potenziale».

Quindi la differenza continua a farla la competenza delle persone.

«Esattamente. Si è davvero in grado di utilizzare bene l’intelligenza artificiale soltanto quando si possiedono solide competenze sull’argomento che si sta affrontando. Un imprenditore potrebbe pensare di poter sviluppare autonomamente una strategia di comunicazione semplicemente utilizzando un sistema di AI, ma senza competenze il risultato difficilmente sarà quello migliore. L’intelligenza artificiale è progettata per fornire una risposta; quando però non dispone di basi sufficientemente solide può anche generare informazioni inesatte, le cosiddette allucinazioni. Per questo insegniamo alle nostre collaboratrici a ragionare prima come farebbero senza intelligenza artificiale e soltanto dopo a utilizzarla come un supporto operativo, un collaboratore capace di svolgere le attività più ripetitive e di liberare tempo da dedicare al valore aggiunto che solo le competenze umane possono garantire».