La Corte di Giustizia europea sancisce la responsabilità degli intermediari sui contenuti. Anche quando prodotti da utenti
La sentenza contro The Pirate Bay crea un precedente contro le piattaforme di condivisione che organizzano o indicizzano il materiale pubblicato da terzi. E anche giganti come Facebook o Google potrebbero esserne coinvolti
Una sentenza che è una vera tragedia per chi organizza o indicizza il materiale pubblicato dagli utenti, su cui così - secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea - condivide la responsabilità. “Anche se i contenuti in questione sono messi online dagli utenti della piattaforma di condivisione, i gestori di quella piattaforma recitano una parte essenziale nel rendere disponibili quei contenuti”, dice il tribunale europeo.
A due provider olandesi, Ziggo e XS4ALL, è stato imposto tramite la decisione di un tribunale locale di bloccare dominio e IP di The Pirate Bay, che secondo la sentenza è una piattaforma particolarmente utilizzata dai clienti dei due ISP. La questione è poi arrivata fino al tribunale europeo dopo essere passata per la Hoge Raad der Nederlanden, cioè la Corte suprema dei Paesi Bassi. “Gli operatori di The Pirate Bay non possono non essere al corrente che questa piattaforma fornisce l’accesso a contenuti pubblicati senza il consenso dei possessori dei diritti”, si legge nella sentenza della Corte di Giustizia Europea, che sottolinea come la gestione di una piattaforma simile generi “considerevoli introiti pubblicitari”. In modo del tutto nuovo rispetto ad altre decisioni precedenti sullo stesso argomento, è stata messa in luce la chiara intenzione di diffondere i materiali presenti sulla piattaforma, il che rende ininfluente che questi siano stati o meno caricati dagli utenti.
“La Corte sottolinea che gli operatori della piattaforma indicizzino i file torrent in modo che i contenuti ai quali quei file fanno riferimento possano essere facilmente trovati e scaricati dagli utenti”, si legge nella sentenza. “The Pirate Bay offre anche, oltre a un motore di ricerca, delle categorie basate sul tipo di contenuti, sul loro genere o la loro popolarità. Inoltre, i gestori cancellano file torrent obsoleti o non funzionanti e filtrano in modo attivo alcuni contenuti. Gli stessi gestori mostrano espressamente, su blog e forum accessibili su quella piattaforma, la propria intenzione di rendere contenuti protetti disponibili agli utenti e incoraggiano questi ultimi a fare delle copie di questi lavori”, aggiunge la Corte.