Autore: Redazione
05/02/2026

JAKALA: supera quota 500 milioni di euro di fatturato nel 2025 e presenta l’AI Factory, ecosistema di collaborazione tra umani e algoritmi per migliorare l’efficacia nei processi aziendali

Più lavori specializzati, nuove competenze e crescita industriale sostenibile in Europa: il punto di vista di Stefano Pedron, Global CEO del Gruppo

JAKALA: supera quota 500 milioni di euro di fatturato nel 2025 e presenta l’AI Factory, ecosistema di collaborazione tra umani e algoritmi per migliorare l’efficacia nei processi aziendali

Stefano Pedron

L’intelligenza artificiale crea valore quando aumenta l’efficacia dei processi aziendali: qualità delle decisioni, velocità di esecuzione, capacità di generare crescita. Su questo principio si fonda l’AI Factory di JAKALA, un modello operativo che integra dati, persone e intelligenza artificiale in un unico sistema responsabile, orchestrato su basi solide e governate. L’obiettivo non è l’automazione fine a sé stessa, ma la costruzione di un sistema capace di apprendere, scalare e produrre impatto nel tempo. Al centro dell’AI Factory c’è il capitale cognitivo delle aziende: dati, conoscenze e significati che spesso esistono ma non vengono utilizzati.

L’AI come fattore competitivo nei processi decisionali

“L’AI diventa un fattore competitivo quando viene incorporata nei processi decisionali e operativi delle aziende - afferma Stefano Pedron, Global CEO di JAKALA -. Per questo stiamo lavorando con il modello dell’AI Factory, una vera e propria fabbrica dell’intelligenza artificiale, pensata come un ecosistema ibrido in cui persone e agenti intelligenti lavorano insieme lungo tutte le fasi del processo, dalla strategia all’attivazione. La sfida centrale è saper orchestrare la collaborazione tra esseri umani e algoritmi. Per questo diventano cruciali nuove competenze e profili capaci di coordinare queste due dimensioni”. Oggi molte aziende dichiarano di investire in AI, ma poche riescono a trasformare queste iniziative in risultati concreti. Il gap non è tecnologico, ma organizzativo. La trasformazione è lenta perché richiede di riprogettare il modo in cui le imprese operano. “Nella maggior parte dei casi vediamo organizzazioni che non hanno una visione chiara del proprio capitale cognitivo - osserva Pedron -. I dati sono spesso frammentati, difficili da usare o addirittura non accessibili. Eppure è proprio lì che si trova la nuova materia prima. Il punto di svolta è questo: il dato, in sé, non ha valore. Il valore nasce quando se ne comprende il significato e lo si traduce in leve per rinnovare i processi dell’azienda.

Strategia, dati e risultati in un unico framework responsabile

L’AI Factory non rappresenta solo un’evoluzione dei modelli organizzativi aziendali, ma una leva strategica per la competitività dell’intero sistema industriale europeo. È in questo contesto che JAKALA si posiziona come player europeo della performance data-driven e AI-powered, traducendo l’innovazione tecnologica in impatto concreto per le imprese. Un approccio che supera l’uso generalista dei large language model per puntare su modelli più specializzati e ancorati ai dati proprietari delle aziende, riducendo rumore ed errori e massimizzando l’impatto di business. “La competizione sull’AI non si gioca solo sulla potenza computazionale, ma sulla capacità di trasformare il capitale cognitivo in risultati concreti. È qui che si decide la crescita delle imprese europee nei prossimi anni”, conclude Pedron. Intanto, l’agenzia – che ha sede a Milano e vari uffici internazionali – ha comunicato di aver chiuso il 2025 con un fatturato superiore ai 500 milioni di euro, con un team di 3.500 professionisti che serve oltre 1.000 clienti in più di 40 nazioni.