WPP propone un aumento delle sue quote in ADK se l’acquisizione da parte di Bain Capital dovesse fallire
Nonostante gli attriti tra le due company, la holding mira all’acquisto di media in Giappone attraverso l’agenzia nipponica, in cui intende accrescere la propria partecipazione dal 25 al 33% per scongiurare l’operazione
WPP ha dichiarato di essere disposta ad aumentare la propria partecipazione in ADK se l’offerta pubblica di acquisto di Bain Capital, che scade il 21 novembre, dovesse fallire.
Come DailyMedia ha riportato qualche giorno fa, WPP, che detiene una partecipazione di quasi il 25% in ADK, ha ribadito in una dichiarazione il rifiuto dell’offerta di acquisizione dell’agenzia giapponese da parte di Bain Capital, in quanto, sottovaluterebbe la società, “i suoi asset e le sue opportunità future”.
Conferma dell’impegno
Nonostante sia stata molto critica nei confronti della strategia commerciale e della leadership di ADK, WPP ha dichiarato di voler confermare il suo impegno nei confronti dell’azienda giapponese e che, previa approvazione delle altre parti interessate, intende aumentare la sua partecipazione in ADK dal 25 al 33%. Il suggerimento di lavorare per rafforzare ADK, che WPP non ha sollevato nelle sue precedenti dichiarazioni, può essere visto come un ulteriore sforzo per convincere gli azionisti di ADK a unirsi contro Bain.
ADK è contraria
L’operazione crollerà se meno del 50,1% degli azionisti accetta di vendere le proprie partecipazioni. Nei suoi risultati finanziari di nove mesi pubblicati all’inizio di questa settimana, tra l’altro, ADK ha ribadito l’intenzione di sciogliere i legami con WPP. Le due società hanno, da tempo, intrattenuto un rapporto di parentela, che entrambe hanno definito improduttivo. Tuttavia, le agenzie WPP si affidano alla partnership con ADK per l’acquisto di media in Giappone. Shinichi Ueno, presidente e ceo di ADK, ha detto pubblicamente che l’alleanza è effettivamente alla fine, indipendentemente dal successo dell’accordo di Bain. WPP, infatti, ha tentato di scacciare Ueno a marzo, ma quasi il 60% degli azionisti ha votato per rieleggerlo.