Autore: Redazione
07/09/2016

Upa conferma le stime a oltre il +3%, ma Sassoli esprime preoccupazione per il 2017: «Troppe incognite»

Il presidente dell’associazione degli utenti registra il già consolidato rallentamento dell’economia e dei consumi, che comunque non dovrebbe influire in misura significativa sui risultati di quest’anno

Upa conferma le stime a oltre il +3%, ma Sassoli esprime preoccupazione per il 2017: «Troppe incognite»

Apparentemente, sul fronte dello spending pubblicitario, le cose stanno andando discretamente bene, con il giro di boa di metà anno attestato al +5,1% secondo le rilevazioni dell’istituto Nielsen aggiornate, appunto, a giugno e rese note ai primi di agosto. Nuove nubi sul fronte economico, oltre a quelle già evidenti a livello socio-politico, si stanno però addensando sulle prospettive di sviluppo e dei consumi; e Lorenzo Sassoli de Bianchi - che ha partecipato ieri alla presentazione dell’edizione 2016 di Best Brands, il premio promosso da Serviceplan e patrocinato da Upa (vedere anche articolo a pag. 11, ndr) - non ha mancato di evidenziare le sue preoccupazioni sugli effetti che questo scenario potrebbe avere sul trend degli investimenti nel 2017. Per quanto riguarda, invece, il 2016, il presidente dell’associazione degli utenti ha così confermato le stime di una crescita di oltre il 3% (il famoso pi greco del 3,14%) già fornite in occasione dell’assemblea dell’organismo tenutasi alla fine dello scorso giugno, ma anche anticipato che difficilmente questo tasso potrà essere confermato anche nei prossimi dodici mesi. Sassoli non ha formulato ancora una più legittimata previsione, che verrà fornita nell’ultima parte di quest’anno, ma ha chiaramente esternato il suo “sentiment di preoccupazione” per il prossimo. «In realtà, il rallentamento è già evidente - ha detto il presidente, alludendo anche agli ultimi dati sul Pil e a quelli dell’Istat sull’andamento di economi e consumi - ed è inevitabile che le conseguenze anche sugli investimenti pubblicitari si faranno sentire. Tutto questo si inserisce in un quadro mondiale attraversato da tensioni e incertezze, al di là di problematiche situazioni interne legate ad appuntamenti di rilievo come il Referendum costituzionale. Dal Sud viene poi l’incognita dei sempre ingenti fenomeni migratori, e da Nord quella della Brexit e della disgregazione dell’Europa; da Est, inoltre, cresce la spinta competitiva, mentre da Ovest la robotica è una minaccia per l’occupazione. In Italia, inoltre, ci sono aggiustamenti sul fronte delle telco che aprono scenari ancora non chiari, e le aggregazioni su quello dei mezzi, culminate, ora, con l’acquisizione di RCS MediaGroup da parte di Cairo Communication, destinate anch’esse a ripercuotersi sullo spending in comunicazione».