Autore: Redazione
25/01/2017

Sprint Media acquisisce un terzo del servizio di streaming musicale targato Tidal

Il Gruppo ha sborsato circa 200 milioni di dollari per una valutazione della società di Jay Z pari a 600 milioni

Sprint Media acquisisce un terzo del servizio di streaming musicale targato Tidal

Nonostante le aziende attive nel segmento fatichino a produrre utili, lo streaming musicale sta vivendo un momento di grande fermento, sia per abbonamenti e ricavi e in crescita, sia per un mercato molto effervescente sul fronte dei M&A (Merger & Acquisitions). A tal proposito lunedì sera circa un terzo del capitale di Tidal, il servizio di Jay Z è stato acquisito da Sprint Media per 200 milioni di dollari, per una valutazione complessiva di 600 milioni. L’anno scorso si era parlato di un interessamento di Apple nei confronti di Tidal, per creare sinergie con Apple Music, la soluzione della Mela che sta crescendo velocemente. Anche Samsung era stato inserito tra i papabili acquirenti della società. Ma a spuntarla, almeno per ora, è stato Tidal. La strategia di Tidal è quella di offrire contenuti esclusivi e i sottoscrittori di Sprint Media saranno accontentati. Non si sa se Sprint Media abbia un opzione per rilevare il controllo di Tidal, ma alcuni giornali americani, tra cui ReCode, hanno avanzato questa ipotesi. Tuttavia Sprint Media dovrà risolvere, o almeno tentare, il problema legato alla non profittabilità delle sigle di streaming musicale. A maggior ragione se si pensa che Tidal ha solo 3 milioni di abbonati mentre Spotify ne può vantare 40 milioni ed Apple Music la metà. Sprint Media, dal canto suo, è fortemente interessata allo streaming musicale: la compagnia è controllata da SoftBank, che in passato ha tentato senza successo di acquisire Universal Music, niente meno che la più grande etichetta musicale al mondo. Ecco perché è difficile credere che Sprint Media voglia tirarsi indietro o possa accettare l’ingresso di concorrenti nell’azionariato di Tidal.