Anche Publicis e Wpp convocate dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti nell’indagine sulla manipolazione dei prezzi nel settore della produzione pubblicitaria
Si aggiungono anche tre sussidiarie del gruppo Wpp e Publicis alla lista delle grandi holding citate in giudizio dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti nella sua indagine sulla manipolazione dei prezzi nel settore della produzione pubblicitaria. Secondo quanto riportato da CMO Today, al mandato di comparizione di Omnicom, venerdì scorso si è aggiunto quello di Wpp e del colosso francese (Interpublic lo aveva ricevuto la settimana precedente). Il Wall Street Journal per primo aveva riportato all’inizio del mese che il Dipartimento di Giustizia stava esaminando se le agenzie pubblicitarie avessero manipolato le gare d’appalto favorendo i propri dipartimenti interni a scapito di agenzie indipendenti nel business della produzione di spot pubblicitari. Quello della produzione di spot pubblicitari negli Stati Uniti è un business da circa 5 miliardi di dollari all’anno e comprende tutta una serie di attività come la regia, il suono, gli effetti luce. Le agenzie indipendenti che lottano per aggiudicarsi un contratto sono centinaia, ma quelle più grandi negli ultimi anni hanno aumentato la loro presenza in questa fase produttiva, cogliendone la possibilità di guadagno. Rebecca Meiklejohn, l’avvocato governativo specializzato in antitrust sta interrogando da mesi i dirigenti di agenzie del settore: aveva già contribuito a mandare alcuni dirigenti pubblicitari in prigione nei primi anni 2000. Come riporta Business Insider, questa indagine potrebbe essere solo l’inizio delle procedure d’esame del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti nelle pratiche poco chiare del settore della pubblicità.