Autore: Redazione
16/06/2017

Programmatic audio, Nielsen compie un passo avanti e sigla intesa con Westwood One

Il broadcaster utilizzerà la sua DMP per guidare le pianificazioni a partire non solo dai dati online, ma anche dagli acquisti offline

Programmatic audio, Nielsen compie un passo avanti e sigla intesa con Westwood One

Nielsen scrive un nuovo capitolo del programmatic audio, e più in generale del radio broadcasting, grazie all’accordo con Westwood One, che utilizzerà la Data Management Platform (DMP) della società americana per segmentare l’audience e l’inventory digitale. Più in dettaglio, segnala un articolo di Adexchanger, Westwood One userà Nielsen Marketing Cloud per connetter i dati degli ascoltatori ricavati dagli streaming digitali, dai podcast, e dalle stazioni radio, alle informazioni sugli acquisti offline alle quali potrà attingere tramite Nielsen Catalina Solutions e Nielsen Buyer Insights. Il broadcaster, così come i futuri clienti, potranno altresì raccogliere dati a partire dalle abitudini televisive dei consumatori e dai loro interessi nel lifestyle. E i marketer potranno anche utilizzare dati di prima parte, il CRM e dati terzi per arricchire la qualità delle pianificazioni. Nielsen vuole essere apripista Per Nielsen, si tratta della prima volta che gli advertiser possono raggiungere il pubblico radiofonico in modo così granulare, mentre Westwood One ha detto che grazie all’intesa potrà competere con giganti dello streaming musicale quali Pandora e Spotify, più avanti a livello di qualità della profilazione degli annunci. Attivare i dati online e mischiarli con gli acquisti offline è un po’ quello che gli inserzionisti di oggi richiedono, come confermano le numerose partnership in materia annunciate nel corso degli ultimi mesi. I primi test delle campagne condotte con la DMP di Nielsen sulle properties del broadcaster hanno incrementato il ROI, triplicando le vendite dei buyer. Nonostante quest’ultimi siano in grado di vedere l’audience attraverso i canali radio e digitali di Westwood One, non sarà possibile finalizzare l’acquisizione di spazi in tempo reale su entrambi i media per via delle limitazioni del programmatic audio. E perché solo una piccola porzione dell’inventory radio del boradcaster è transabile in programmatic. Scala, addressability e targeting Finora i grandi spender nazionali americani, provenienti da diversi settori di consumo, hanno guardato alla soluzione con grande attenzione: scala, addressability e targeting possono veramente fare la differenza sulla comunicazione. Ma occorre educare, perché il programmatic audio è un’area ancora poco conosciuta e perlopiù legata ad esperimenti. Anche per questo Nielsen ha avviato i colloqui con tutti i principali broadcaster radio a stelle e strisce. L’obiettivo della società è guidare la transizione verso nuovi modelli pubblicitari, in grado di sfruttare a pieno la potenza dei dati, siano essi legati all’online o all’offline.