Autore: Redazione
13/06/2016

Native Advertising Italia: a che punto siamo?

Nel quinto atto della rubrica We Believe in Native Art Attack native adv inquadra un settore in esplosione

Native Advertising Italia: a che punto siamo?

Il mercato del native advertising è uno dei trend emergenti del mercato digital italiano e mondiale, sia per la grande offerta di servizi sia per l'interesse dimostrato dalle aziende. DailyNet vuole proporre ai lettori una rubrica periodica di approfondimento sui temi più dibattuti. Art Attack native adv, agenzia che idea e crea brande content per i propri clienti dal 2010 ed è attiva dagli albori del native, si occuperà della realizzazione dei contenuti in collaborazione con la redazione. Buona lettura con We Believe in Native.

Clicca per leggere la prima uscita Perché tutti parlano di Native Advertising? Clicca per leggere la seconda uscita Orientarsi nello scenario del Native Advertising Clicca per leggere la terza uscita Perché il native adv NON è content marketing Clicca per leggere la quarta uscita Ecco perché l’ad block è “ottimo” per il native

Native Advertising Italia: a che punto siamo?

Articolo a cura di Pasquale Borriello, Account Director @ ARTATTACK native adv - ‎netnoc
 

Il Native Advertising sembra essersi affermato ormai anche in Italia. A ben guardare, sono anni che facciamo native senza accorgercene. Ora, in più, abbiamo una maggiore familiarità con i formati e un mercato frizzante e in crescita.

Quanto vale in Italia il Native Advertising?

Secondo i dati dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, nel 2015 l’internet advertising vale in Italia 2,15 milardi di euro ed è il secondo mezzo, con il 29% del totale, dopo la TV - che raccoglie il 49% degli investimenti. Per la prima volta è stato stimato dall’Osservatorio il valore del Native Advertising che è circa l’1% del totale, se consideriamo soltanto i recommendation widget e le unità in-feed. Ma a ben guardare, se applichiamo la definizione di Native di IAB US, recepita da IAB Italia, il native vale in realtà già oggi il 56% del mercato. Possiamo infatti considerare native anche i classified, tutto il search, i post sponsorizzati sui social e i contenuti sponsorizzati degli editori.

art-attack

L’attenzione al Native adv è in crescita

Questi dati stanno a significare anche che in realtà il Native Advertising lo facciamo da anni: Facebook e Google hanno incentrato il loro business su formati "native" per definizione.  E l’attenzione a questo tema del settore è in costante crescita. L’anno scorso proprio un evento focalizzato sul native ha aperto la stagione degli IAB Seminar. Durante quell’occasione è stato presentato un playbook IAB Italia molto ben fatto. Da pochissimo è poi arrivato in Italia Sharethrough. Da noi è ancor poco conosciuto, ma negli Stati Uniti è considerata la piattaforma di riferimento per tutto il native advertising al di fuori di Facebook, Google e gli altri colossi della Silicon Valley. Di recente è uscito il primo libro sul tema in Italia, scritto da Claudio Vaccaro ed edito da Hoepli. E c’è da scommettere che il prossimo IAB Forum di novembre dedicherà maggiore attenzione all’argomento. Insomma il Native in Italia è più vivo che mai.