Autore: Redazione
11/10/2016

Nasce la CPA. L’obiettivo è promuovere l’etica nel mercato e anche nei rapporti con le aziende clienti

Le case di produzione tornano a “fare sistema”. Contratti, nuovi preventivi e le relazioni con i fornitori tra le prime attività dell’associazione; e alla presidenza l’avvocato Giannino Bettazzi

Nasce la CPA. L’obiettivo è promuovere l’etica nel mercato e anche nei rapporti con le aziende clienti

Promuovere comportamenti etici, e istituire strumenti per regolare i rapporti con i committenti: questi i due principali obiettivi della CPA - Case di Produzione Associate, la nuova associazione delle case di produzione pubblicitaria che si è presentata sabato scorso nell’ambito di IF! Italians Festival. Dopo parecchi anni le case di produzione tornano a pensare come sistema, dopo il fallimento della APP - Associazione delle Case di Produzione Pubblicitarie. Le strutture che si sono unite nel progetto sono dodici: Akita, Bedeschifilm, BRW Filmland, Enormous, Filmmaster, H films, Karen, Mercurio, NCN, TheBoxfilms, Think Cattleya, The Family: insieme, rappresentano la maggioranza del mercato italiano. Alla presidenza del Consiglio di Amministrazione, in cui siedono Giovanni Bedeschi, Luca Fanfani e Stefano Quaglia, è stato chiamato Giannino Bettazzi, avvocato e figura super partes che dovrebbe fare da “garante” in un settore dove a volte la competizione è stata confusa con il dumping. Il codice etico è quindi la prima condizione da accettare per poter essere ammessi in questa associazione, la quale propone però alcuni strumenti a difesa del rapporto con i clienti, come il contratto, e un nuovo modello di preventivo. In Italia si lavora senza pezzi di carta e questo mette le cdp nelle condizioni di anticipare soldi ai fornitori senza garanzie di essere a loro volta pagate, spiega l’executive producer di Mercurio Cinematografica Luca Fanfani, il quale però sottolinea anche la poca competitività del mercato italiano rispetto a quello, a esempio spagnolo, dei servizi alle produzioni. Nel mirino dell’associazione ci sono gli orari di lavoro, attualmente otto ore più una, e in particolare le tariffe extra per i notturni, i festivi e gli straordinari. Questo è un tema in discussione con i rappresentanti dei lavoratori del settore, ma è cruciale per evitare di trasferire all’estero troppe produzioni italiane e impoverire il nostro mercato. Un altro punto all’ordine del giorno è la creazione di una garanzia assicurativa da offrire ai clienti a tutela dell’effettiva realizzazione del lavoro, nel caso in cui una società di produzione si trovasse nell’impossibilità di concludere una commessa. Inoltre, la CPA ha in animo di promuovere percorsi di formazione all’interno delle strutture e lo sviluppo di giovani professionalità sia nell’ambito dei producer sia della regia, e in particolare rivolgendosi ai registi under 25. Dice Stefano Quaglia, socio di The Family: «CPA nasce per condividere conoscenza, promuovere lo sviluppo del settore ma anche per mettere un freno a certe cattive pratiche che si sono affermate in questi tempi» e che non solamente si riferiscono al dumping tra agenzie, ma anche alla tendenza dei clienti a pagare in ritardo o a pretendere condizioni di accesso ai budget, quali garanzie o fideiussioni, spesso proibitive. La collaborazione con altre associazioni, in primis ADCI, completa il quadro delle attività a cui si dedica CPA. Infine, quest’ultima intende cooperare con l’associazione europea delle cdp per confrontarsi e condividere in ambito internazionale l’esperienza e le competenze italiane, e si dichiara aperta ad altre adesioni.