Autore: Redazione
07/05/2018

WhatsApp: dopo le dimissioni di Jan Koum sull’app in arrivo la pubblicità

Per ora nessuna tempistica, ma conferme in questo senso sono arrivate sia alla CNBC sia al Corriere della Sera

WhatsApp: dopo le dimissioni di Jan Koum sull’app in arrivo la pubblicità

La pubblicità è pronta a sbarcare su WhatsApp. La conferma è arrivata alla CNBC direttamente dal vice president of messaging products, David Marcus e al Corriere della Sera, che ha preso parte a un evento negli Stati Uniti. Dunque, dopo aver sborsato 19 miliardi per una piattaforma da 500 milioni di utenti e averla portata nel giro di quattro anni a 1,5 miliardi di user mensili, Facebook sarebbe pronto a monetizzare l’app di messaggistica più usata in Italia.

Maggiore apertura

A dire il vero, le speculazioni su una imminente introduzione della pubblicità su WhatsApp erano montate nei giorni scorsi, quando il fondatore Jan Koum ha annunciato di aver lasciato Facebook. “Per quanto riguarda l’advertising, stiamo diventando più aperti”, ha detto Marcus alla CNBC. Il quale ha poi aggiunto che darà la possibilità anche alle grandi aziende di integrare una nuova API per inviare e ricevere messaggi con le persone sulla piattaforma Whatsapp. Una funzionalità per ora resa disponibile solo alle imprese di dimensioni inferiori.

Pubblicità integrata

In un evento a San José, il chief technical officer di Facebook Mike Schroepfer ha confermato al Corriere della Sera la volontà di introdurre posizionamenti promozionali all’interno della piattaforma. “La nostra esperienza con Facebook ci insegna che quando la pubblicità è integrata nel prodotto funziona e soddisfa le persone. Quindi anche per la messaggistica immagino qualcosa di molto più integrato nell’esperienza dell’applicazione che piaccia sia agli utenti sia alle aziende”, ha dichiarato Schroepfer al Corriere della Sera. “Stando a quando affermato da Schroepfer, si può immaginare la presenza di account o contenuti sponsorizzati in testa alla pagina delle finestre di conversazione o nello spazio dedicato agli stati, aperto e sfruttato quotidianamente da 450 milioni di persone”, si legge ancora nell’articolo del giornale di Via Solferino.