Doxa e Influse lanciano l’Influser Detector, così si individuano i nuovi anticipatori di consumi
L’istituto di ricerca guidato da Vilma Scarpino ha realizzato la quantitativa che contribuisce a realizzare l’identikit del consumatore votato all’individuazione e alla diffusione delle novità
Una nuova categoria socioculturale si affaccia nel mondo del marketing per diventare essa stessa strumento di comunicazione, in un mercato che pretende ingaggio sempre più forte da parte dei brand. Si tratta dell’“influser”, un “anticipatore di consumi” da non confondere con l’influencer. Quest’ultimo è un personaggio noto, con grande seguito, che viene coinvolto in prima persona nella comunicazione di prodotto; il primo è una persona molto attenta alle novità, propensa a condividere le proprie scoperte con una congrua cerchia di persone che le riconoscono queste prerogative, che si attiva naturalmente. “Influser” è il neologismo coniato dalla società di comunicazione Influse che insieme a Doxa ha realizzato una ricerca quali-quantitativa con cui si definisce questa categoria. Ieri, a Milano, le due aziende hanno presentato Influser Detector, uno strumento volto a individuare le persone che, nell’ambito di comunità ben precise, hanno le caratteristiche dell’“influser”. L’obiettivo è attivare per mezzo di queste persone un passaparola positivo presso target che sono refrattari agli strumenti di marketing tradizionali. Un esempio è la campagna digital di lancio di “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino, realizzata da Influse per Sony Pictures/Warner Bros. Entertainment Italia, che ha attivato due community online dedicate rispettivamente alla musica indie e al design con contenuti pensati appositamente.

La ricerca Influser Detector
In Italia, gli “influser” sono per lo più uomini (75%), non necessariamente giovanissimi. I millennials, infatti, sono presenti nella categoria al 38% contro il 62% degli oltre 35enni individuati dalla ricerca quantitativa Doxa. Gli “influser” si trovano in tutta Italia, ma soprattutto nel Nord Ovest (37%) e nel Sud/Isole (38%) e possiedono un livello di istruzione a livello di diploma superiore. Sono anche pochi: solo il 4% degli intervistati corrisponde al profilo: «Come è giusto che sia - commenta Vilma Scarpino, amministratore delegato di Doxa -, mentre la maggioranza degli intervistati si colloca nel segmento dei curiosi, in equilibrio tra passato e futuro, aperti al nuovo se convinte che faccia bene alla loro vita». Questi “curiosi” sono il 57% degli intervistati, principalmente donne, diplomate, principalmente concentrate nel Sud e nelle Isole. La ricerca Doxa ha individuato quattro profili di “influser”, tra “profeti”, “pionieri”, “apripista” ed “esploratori”. Questo è il secondo profilo più diffuso con il 18%, seguito dagli “osservatori”, al 17%, persone molto legate al proprio tempo sebbene incuriosite dal progresso. È Influse a disegnare il ritratto dell’“influser”: «Una persona che costruisce la propria riconoscibilità sociale sull’essere sempre aggiornato e anticipatore delle novità, e sulla possibilità di rilasciare le informazioni alla sua cerchia di relazioni. In definitiva, è il primo “booster” dei consumi» spiega il socio fondatore di Infuse, Gianmaria Padovani. Sono persone che coltivano interessi diversi, prevalentemente in campo tecnologico - inteso come innovazione in tutti gli ambiti -, e poi nel food, nei viaggi e nell’intrattenimento “veloce” (film, serie tv, concerti). Internet è il principale strumento quotidiano di interfaccia con il mondo, attraverso i social e le community che condividono gli stessi interessi. In rete individuano le novità e ne parlano, contribuendo ad attivare i consumi attraverso il passaparola.

Le attività di Influse
L’idea di Influse si ispira alle teorie del sociologo americano Everett Roger sui gruppi di persone in grado di recepire le novità in anticipo rispetto alla massa: gli “innovatori” e gli “early adopters”, di cui gli “influser” sono la evoluzione contemporanea. L’azienda si pone, oggi, come consulente per le aziende che vogliano avvicinare queste persone in modo convincente, quindi non attraverso i linguaggi tradizionali. L’Influser Detector è un test sviluppato dallo psicologo sistemico Marpa Simone Crisciani che identifica le principali caratteristiche dell’“influser” - passione per la novità, capacità di rilascio tenendo conto che mediamente un “influser” ha una cerchia di cento contatti - in una comunità di discussione, blog, canale digitale in modo da capire in quali ambiti sia più utile per attivare conversazioni virtuose. «Dopo l’estate potremo aggiungere queste metriche alla nostra reportistica tradizionale» commenta Padovani. Influse opera da anni, prima all’interno di un incubator e, dal febbraio 2017, ufficialmente con il proprio brand. «Il nostro obiettivo è capire come e dove si innesca la dinamica del passaparola - spiega la general manager Simona Battaglino -, non solo in ambito social o digital, ma anche direttamente tra le persone. Il nostro lavoro interviene all’inizio delle attività di lancio. Quest’anno ci concentriamo sull’ampliamento del nostro raggio d’azione. Abbiamo lavorato molto con la moda, ma dalla ricerca apprendiamo che il primo settore in grado di attirare gli “influser” è quello dell’innovazione tecnologica, in tutti campi tra cui il food, l’ecologia, i tessuti, l’abbigliamento tecnico, e quindi vogliamo sviluppare questi canali verticali».
