Criteo chiude un terzo trimestre solido. Ma c'è l'incognita ITP di Apple
La società francese ha registrato un aumento di fatturato e un utile per 22 milioni di dollari. Ma il nuovo strumento della Mela ha eroso le entrate per 1 milione di dollari e la previsione per l’ultima fetta dell’anno si aggira attorno ai 20 milioni di dollari di mancati introiti
Criteo ha comunicato nella giornata di mercoledì i risultati trimestrali al 30 settembre, riportando entrate per 564 milioni di dollari (+33%). L’azienda francese ha però rivisto al ribasso le stime per l’ultimo e più importante quarter dell’anno, per via della recente introduzione di Intelligent Tracking Prevention (ITP) da parte di Apple, che potrebbe impattare tra l’8 e il 10% del fatturato nel quarto trimestre. Da quando la Mela ha lanciato lo strumento a metà settembre, la stima è che questo sia costato meno di 1 milione di dollari a Criteo, ma nel quarto trimestre arrivare a pesare per 20 milioni. Per questo la società francese ha detto di attendersi entrate tra i 260 e i 263 milioni nel trimestre che terminerà il 31 dicembre, a fronte di un forecast degli analisti sui 280 milioni. Le previsioni della compagnia ad tech sulla crescita dei ricavi sono state aggiustate in una forchetta del 26-27%.
Intelligent Tracking Prevention
ITP complica di quelle terze parti che ottengono dati rilevando la navigazione degli utenti su Safari, impedendone il tracciamento tramite cookie. L’attuale soluzione a ITP di Criteo consente di collezionare dati di ecommerce anonimizzati utilizzando il protocollo di sicurezza http, che può creare un customer ID con cui gli advertiser possono erogare pubblicità sul network di siti. Tale tecnologia permette alla società transalpina di mitigare circa metà del potenziale impatto di ITP. L’amministratore delegato Eric Eichmann ha detto di essere al lavoro per integrare la tecnologia con gli ad exchange dove compra spazi pubblicitari, oltre ad assicurarne l’adozione diretta da parte degli editori. Ma non sarà semplice riuscire ad armonizzare la tecnologia con tutti gli operatori, ha ammonito Eichmann. Se ITP è dunque una minaccia per il business di Criteo, come lo è per molte altre sigle ad tech, dall’altro la norma General Data Protection Regulations che entrerà in vigore in Europa da maggio dell’anno prossimo non avrà invece conseguenze. “C’è ancora incertezza su cosa significhi esattamente”, ha detto Eichmann in riferimento alla norma, aggiungendo di attendersi un paio di cose positive.
Le ultime novità di Criteo
Criteo ha anche deciso di ritirare la soluzione Predictive Search, a un anno dal lancio e utilizzata da 200 clienti. La scelta è motivata dalla volatilità del mercato e dalla difficile scalabilità del prodotto. In compenso la società ha da poco presentato il nuovo posizionamento come Commerce Marketing Ecosystem, che secondo Eichamnn “sta riscontrando grande interesse”, e i lanci di prodotto dell’ultimo periodo sono stati, sostenuti da forti investimenti tecnologici. L’azienda francese è senza dubbio una delle big ad tech, forse la migliore tra quelle di piccole-medie dimensioni in Borsa. Nel terzo trimestre dell’anno, infatti, Criteo ha segnato buoni risultati: ricavi a 564 milioni, e a 234 milioni esclusi i costi di acquisizione traffico. L’Ebitda rettificato è aumentato del 48% a 79 milioni mentre l’utile netto è progredito del 51% a 22 milioni. Criteo ha infine sottolineato gli sforzi in tema di brand safety, concretizzatesi in un miglior sistema per filtrare il traffico invalido e indirizzi IP sospetti grazie a una partnership con tre società esterne. Criteo è anche membro della Coalition for Better Ads. Criteo ha terminato il trimestre con 930 nuovi clienti per un totale di oltre 17.000 e una retention del 90%. Criteo Identity Graph ha continuato a crescere in scala ed efficienza, fornendo ottime o migliori tariffe di CRM onboarding rispetto ai più grandi player Internet. Criteo Direct Bidder, la nostra tecnologia di header bidding di futura generazione, è ora connessa a 950 editori a livello mondiale.