Citynews: il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari anche per l’editoria digitale
L’a.d. del Gruppo, Luca Lani, interviene sul tema e non risparmia la campagna FIEG: «Ancora deve essere approvato il decreto attuativo»
Il tema del credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari è al centro del dibattito della nostra industry, in attesa che il provvedimento trovi una forma definitiva. Anche il Gruppo Citynews, la società di cui è ceo Luca Lani che pubblica la testata nazionale Today.it, oltre a 44 edizioni locali, sta seguendo l’iter con grande interesse. DailyNet ha incontrato Lani per fare chiarezza sulla norma.
Cosa ne pensa della legge?
«Tramite USPI, associazione di cui facciamo parte, monitoriamo costantemente l’evoluzione della norma. E, devo dire, che siamo rimasti sorpresi dalla recente campagna della FIEG: con loro condividiamo l’entusiasmo per la novità, ma con maggiore cautela. Questo perché la campagna lanciata di recente dall’associazione è stata frettolosa e non prende in considerazione diversi, importanti aspetti».
Quali?
«Innanzitutto niente è ancora certo: il Governo, infatti, è al lavoro sul decreto attuativo, un fatto che impone sicuramente prudenza. E poi nel copy dell’operazione promozionale della FIEG si parla di “carta stampata”, generando confusione nel mercato, dato che la legge non esclude il digitale».
Quindi l’online non può essere escluso?
«Assolutamente no. Consideriamo anche che tutte le pianificazioni vengono condotte in logica integrata: per un gruppo media con una presenza declinata tra carta, sito ed edizione digitale si creerebbe una situazione problematica. In altre parole sarebbe impossibile calcolare il credito d’imposta in un sistema multimediale. A quanto ci risulta il Governo si è già mosso settimana scorsa aprendo con la prima riunione di un tavolo di lavoro interministeriale al fine di stendere il testo del decreto entro metà ottobre, per poi partire nel 2018. E sempre a quanto ci risulta la volontà della Presidenza del Consiglio è di considerare il credito d’imposta valido anche per l’editoria digitale».
Ne è sicuro?
«Sì, anche alla luce di una motivazione di natura giuridica. Dal 2001, in tutte le norme riguardanti l’editoria, il termine “Stampa” comprende al suo interno anche il digitale. E da allora i contributi all’editoria sono stati destinati anche alle aziende presenti solamente in rete. Il limite riguardo all’online, è dato dalla necessità che una testata, per rientrare nella legge, sia registrata in tribunale. Ciò significa che sono davvero tantissimi i siti che potranno beneficiare del credito d’imposta e per questo emerge un nuovo problema: con una platea di fruitori più ampia, ed un fondo di finanziamento con un tetto, il rimborso del 75% potrebbe non essere possibile e si andrebbe a ripartizione. La cifra del fondo sarà prestabilita e secondo nostre valutazioni potrebbe essere compresa tra i 50 e i 100 milioni di euro».
Come si sta muovendo Citynews?
Stiamo aspettando, e non abbiamo assolutamente promosso la norma presso i clienti. Anche perché, stando a quanto sappiamo, per l’online potrebbero essere inseriti dei requisiti minimi, come per esempio la certificazione del traffico da parte di soggetti esterni. Un fatto che taglierebbe fuori in molti che non possono permettersi la certificazione. In questo caso demanderei all’AgCom la ricerca di una soluzione soddisfacente, che tenga conto delle esigenze e delle specificità di tutta la filiera.
E se il credito d’imposta verrà, infine, applicato solo alla carta stampata?
«È un’ipotesi che escludo, ma siamo pronti a fare ricorso nelle sedi competenti, perché il decreto sarebbe in palese violazione con quanto previsto dalla legge, oltre che dal buon senso».