Autore: Redazione
31/10/2017

La Germania si oppone al dominio degli Stati Uniti e richiede maggiori poteri per l’Europa alla Coalition for Better Ads

Lo scenario odierno vede un mercato pubblicitario continentale molto frammentato; in Paesi quali Ucraina e Polonia si fa ancora affidamento sui formati pop-up, definiti oggi inadoperabili

La Germania si oppone al dominio degli Stati Uniti e richiede maggiori poteri per l’Europa alla Coalition for Better Ads

Europa e America, sebbene abbiano molti punti di contatto, pensano e agiscono seguendo trame diverse. È probabilmente una questione culturale, che però si riflette in tutte le venature del tessuto territoriale, anche nell’advertising. L’idea di fondo della Coalition for Better Ads è condivisa in tutti e due i continenti, ma i mercati sono molto diversi, e così la Germania sta iniziando a esigere più voce in capitolo nelle discussioni del gruppo. La coalizione è nata lo scorso anno da membri come Google, P&G, GroupM, Axel Springer, le associazioni statunitensi relative all’advertising (ANA, 4A’s, IAB US), l’European Publishers Council e altre corporazioni trade del Vecchio Continente, per dar battaglia all’utilizzo di pubblicità disturbanti e fastidiose che spesso apparivano – e a volte ancora appaiono – sui siti degli editori. Entrare a far parte dei membri, poi, costa tra i 20.000 e i 100.000 dollari. Le associazioni tedesche richiedono un “Capitolo Europeo” L’accordo sull’estirpare le inserzioni che offrono una cattiva esperienza agli utenti è totale, ma quello sul processo decisionale, per le associazioni di settore tedesche BVDW e OWM – che corrispondono a IAB -, non è bilanciato. Le due sigle hanno quindi scritto, giovedì scorso, una lettera aperta chiedendo un “Capitolo Europeo”, in cui loro stesse potessero controllare le aree su cui le regolamentazioni interverranno sul mercati mercati digitali europei. In effetti le polemiche ultimamente hanno ricevuto un po’ di spinta, quando Google ha annunciato il lancio nel prossimo anno dell’adblocker integrato a Chrome, che schermerà automaticamente tutte le ads che non rientreranno nei parametri della Coalition for Better Ads (CBA). Si diceva infatti che Big G stesse prendendo le redini della coalizione per dare più forza alla sua agenda. Le associazioni americane vogliono evitare che Google operi da solo Qualche giorno prima della richiesta delle due associazioni tedesche, un’altra lettera aperta era stata presentata alla Coalizione. Questa volta firmata da 4A’s, IAB US e ANA. I tre gruppi avevano avanzato la necessità di creare un framework coalition-based, evitando così imposizioni per singolo browser e andando incontro anche alle necessità dei membri editori e advertiser, che si troverebbero di fronte a un blocco improvviso proprio per mano di un altro membro. Le tedesche non ci stanno: rigettato il dominio degli USA, potere a ogni mercato “Le associazioni tedesce credono che una commissione centrale di monitoring, proposta ultimamente dalle associazioni americane, sia altamente problematica. Il mercato europeo dell’advertising, proprio come ogni altro mercato pubblicitario regionale del mondo, non dovrebbe essere controllato in questo modo dagli USA. Questa presa di poszione nella forma di certificazione con costi e controllo da parte degli USA è respinta dai partner tedeschi”, recita la lettera di BVDW e OWM. La richiesta di una divisione europea darebbe ai membri più indipendenza nell’implementazione del programma della coalizione in ogni mercato, con la possibilità di aggiustare gli standard sulle sfumature di ogni country. Le relazioni tra il mercato tedesco e quello americano sono piuttosto ruvide, e quindi non sorprende che siano proprio i teutonici a lanciare l’appello. Sembra però che Italia e Francia abbiano verbalmente dato appoggio alle istituzioni tedesche. Le nuance europee Il mercato pubblicitario europeo è molto frammentato. In paesi come Ucraina e Polonia si fa ancora molto affidamento su formati pop-up, che la coalizione ha indicato come assolutamente inadoperabili, ed eliminarli per partito preso potrebbe azzoppare due mercati tra i meno avanzati su scala continentale. Paesi come questi potrebbero incorrere in pesanti rischi economici se un approccio del genere venisse messo in pratica. “I piani attuali minacciano di gettare il CBA in una posizione distorta. Non deve emergere nessun custode che possa abusare un giorno o l’altro di una posizione dominante. Restare uniti è troppo importante”, spiega la chairman di OWM e digital and media director di Nestlé Germany, Tina Beuchler.