Le dieci tendenze principali che stanno animando la trasformazione del settore, raccontati da Stefano Daelli, Partner di Futureberry e Head of Strategy & Content
Dieci tendenze che provano a spiegare come si stanno trasformando le nostre esperienze di acquisto. Dieci trend per capire cosa sta cambiando, cosa dobbiamo aspettarci da un futuro già in atto e come stiamo vedendo trasformarsi sotto i nostro occhi il mondo del retail. L’approfondito sforzo d’indagine arriva fa Futureberry, la “Innovation Design Company” milanese guidata dal ceo Dino Torrisi, che propone un modello di business guidato da una metodologia originale pensata per far crescere idee, persone e aziende. Perché nella filosofia di Futureberry innovare significa soprattutto “rinnovare” e disegnare nuove strategie con un metodo che genera creatività, competenze e una nuova cultura nelle organizzazioni. Con un approccio che lo mette al centro, il cliente è l’attore protagonista del cambiamento in relazione al mercato. E Market Revolution, l’Inspiration Company di Futureberry, aiuta, dunque, le aziende e i brand a leggere, comprendere e adattarsi ai cambiamenti nei consumer trend, nei modelli di business e nella tecnologia per costruire le organizzazioni del futuro. «Il nostro approccio all’innovazione - ha esordito in sede di presentazione di “The Future is Coming - I Trend del Retail 2017” Stefano Daelli, partner di Futurberry e Strategic & Content Director - è l’ispirazione. E’ il punto di partenza, per decodificare gli impatti sul business e progettare nuove soluzioni. E perché, oggi, l’evoluzione del retail è un tema così caldo?» - si è chiesto lo scenarista nella sede milanese di Tag Milano Calabiana, che ha ospitato il meeting. «Perché suscita un interesse così trasversale?» ha continuato Daelli, citando il concetto sempre più diffuso della expectation economy. «I consumatori non vogliono niente di meno del “meglio del meglio” - ha sentenziato -, alzando costantemente l’asticella delle loro aspettative a ogni interazione, esperienza, acquisto. E più aumenta il tempo in cui un servizio è presente, ad esempio, in una città, più si accresce la richiesta delle performance da parte degli utenti, in ogni direzione. Così, il retail come interfaccia tra fisico e digitale cambia a una velocità mai vista prima, facendo emergere la nascita di retailer “ottimizzati” per nuovi bisogni e nuove aspettative». Daelli, entrando nel “cuore” della presentazione, ha quindi iniziato a elencare i dieci trend individuati dall’accurata analisi che confluirà nel prossimo settembre nell’uscita di un Trend Report ancora più approfondito.
Peer 2 Purchase
«Già da tempo - ha spiegato - il parere dei nostri “peer” è entrato prepotentemente nelle fasi di scelta del nostro percorso d’acquisto. Ma per un numero crescente di consumatori, il momento cruciale in cui ricercare “approvazione sociale” è proprio davanti allo scaffale». E tra i segnali concreti in questo ambito, Daelli ha citato “l’appendiabiti sociale” di Tyrers e il Pinterest Board di JC Penney.
See Through Receipt
Per un numero sempre maggiore di consumatori la consapevolezza è diventata diffidenza. «Per questo - ha detto Daelli - vogliono “guardare attraverso” ciò che acquistano per valutarne ogni aspetto: non solo la qualità, ma anche processo, percorso e prezzo». Come nel caso della “lente trasparente” di Lunettes Pour Tous, con la possibilità di guardare il processo produttivo delle proprie lenti e la garanzia di una montatura nuova in dieci minuti; e ancora l’estrema chiarezza proposta da Everlane, che offre un “transparent pricing” per far capire quanto costa davvero la moda e come viene costruito il prezzo finale, con il break down di ogni singolo elemento di costo.
Big Box In The Block
«Emerge nelle grandi città una nuova generazione di cittadini dallo stile di vita “liquido” - ha sottolineato lo Strategic & Content Director -, con Dna cosmopolita e alla ricerca costante di iperlocalizzazione. Per questo chiedono ai brand e ai retailer che li appassionano di avvicinarsi a loro per continuare a rimanere in contatto». Come propongono, ad esempio, Bmw con i suoi City Sales Outlet, oppure Ikea con i City Stores.
Egovation
Intanto, con il diffondersi di una cultura orientata all’innovazione e al futuro, un target in grande crescita non si accontenta dell’ultimo prodotto disponibile, ma lo desidera subito, prima degli altri e con l’accesso a una relazione privilegiata. Co-creare per arrivare primi, allora, come stimola a fare Sampling Lab, facendo testare ai consumatori prodotti in development, o come suggerisce la casa alla moda sempre connessa, l’Open House di Target, che collaborando con start-up e maker per avere i prodotti più recenti disponibili per tutti, mostra all’interno di una casa trasparente, come i prodotti connessi possano aiutarci in vari momenti della vita quotidiana.
Premium For Money
Qui la domanda è impellente: perché scegliere? E perché essere sempre costretti a scendere a compromessi tra quello che si desidera e ciò che si è disposti a spendere? «Questi consumatori si aspettano la qualità e il servizio migliori, senza rinunciare ad accessibilità e convenienza», ha aggiunto Daelli. Ecco, allora, Jet.com, l’ecommerce per chi vuole avere la comodità dello shopping online con la convenienza della spesa all’ingrosso; e il supermercato organic robotizzato, Whole Foods 365, che abbatte prezzi e tempi grazie a digital - tablet, comunicazione in store, casse robotizzate -, per un’esperienza di shopping semplice, rapida ed economica.
Templemark
Ma c’è un altro quesito: e se non bastasse ammirare i prodotti più esclusivi negli spazi più ricercati, ma volessimo “celebrare” il nostro brand preferito? Siamo, cioè, alla ricerca di uno spazio consacrato alla marca, in cui ritrovarsi, appunto, per celebrare il suo presente, passato e futuro. Con adidas Runbase, la storia del brand si unisce alla storia, in questo caso, di una città, in un luogo attraverso cui rivivere le tappe, anche tragiche, della mitica maratona di Boston. Così, la corsa ha il suo museo, mentre con Drive by Volkswagen, il gruppo automobilistico celebra il suo culto, facendo convivere i suoi dodici marchi nel medesimo spazio da quattromila metri quadrati, dove spiccano i modelli storici, le concept car del futuro, la gamma di prodotti finanziari e accessori, in uno spazio che si apre al pubblico anche per mostre, eventi, spettacoli e concerti .
Uber Shopper
Però, i consumatori pretendono sì l’accesso a un’offerta potenzialmente illimitata ma nel modo più semplice possibile; un’esperienza che lascia il controllo totale integrandosi in modalità seamless con il loro stile di vita. E’ per questo che Affirm consente di pagare, nel momento in cui si finalizza l’acquisto, on e offline, attraverso un prestito a tre, sei o dodici mesi. Mentre con Shopify o anche Uber Rush, la boutique, ormai, è a domicilio.
Fitwarding
In tutto questo, uno stile di vita attivo e salutare è sempre più percepito non tanto come una scelta personale, ma come requisito sociale. «Per questo - ha ribadito Daelli - molti consumatori sono alla ricerca di aziende che non solo li supportino concretamente, ma che arrivino a motivarli premiandoli». Lo consente Nike+, che nella sua nuova versione permette di seguire allenamenti personalizzati e raggiungere gli obiettivi anche per accedere allo store con prodotti in esclusiva e limited edition. Mentre nel caso di Walgreen’s Balance Rewards, prevenire è meglio che curare. Così, i clienti possono scegliere di condividere con la catena di farmacie, attraverso i dispositivi di monitoraggio personale, l’andamento del peso, l’attività sportiva o magari la pressione sanguigna, per poi ricevere sconti, coupon, vantaggi e promozioni.
Learning By Shopping
Si fa strada, inoltre, una modalità di fare shopping diventando più “ricchi” di prima. Non è impossibile farlo. «Per questi consumatori è l’occasione per un percorso di empowerment, una trasmissione di conoscenze e competenze al fine di continuare a migliorarsi» ha sintetizzato lo scenarista. Per questo Apple ha previsto una nuova area per utenti business dove specialisti consiglieranno soluzioni digitali a 360 gradi per i clienti, con programmi e piattaforme che seguano il cliente dall’inizio alla fine. Oppure c’è la finanza spiegata a tutti secondo MoneyFarm, che si trasforma in uno spazio-museo, con installazioni, lezioni ed eventi per far conoscere il mondo degli investimenti finanziari, educando persino bambini e studenti.
Zero Experience
«E se l’esperienza è diventata uno dei driver d’acquisto più rilevanti, per alcune tipologie di prodotti e servizi, già oggi, il numero di interazioni che i consumatori apprezzano è… nessuna» ha concluso Daelli. E la quantità esatta di esperienza che ricercano è desolatamente pari a zero. In Dash Replenshiment Service, al detersivo pensa, infatti, la stessa lavatrice: avviene l’integrazione totale con gli elettrodomestici della casa - dalla lavatrice, appunto, alla macchina del caffè -, mettendoli in comunicazione con la piattaforma di ecommerce, gestendo automaticamente ordini e acquisti, facendoli recapitare a casa e lasciando, così, al cliente il tempo di fare ciò che preferisce. E infine, per aiutare i consumatori nella scelta, Spring, collaborando con Facebook e i suoi bot Messenger, dà la possibilità di “fare shopping” semplicemente con una bella chiacchierata, prendendosi cura di tutto il resto.
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