Autore: Davide Sechi
04/03/2026

Futura Company, a Sanremo nasce il nuovo paradigma delle brand experience

Con FUTURA HUB a Casa Sanremo la società inaugura un modello proprietario e scalabile che integra brand experience, creator economy, podcast live e tecnologie digitali in un ecosistema phygital misurabile. Le parole della co-founder e CEO Valentina Cammarata

Futura Company,  a Sanremo nasce il nuovo paradigma delle brand experience

Valentina Cammarata

Durante l’ultima edizione del Festival di Sanremo, Futura Company, società specializzata in management, conusulenza aziendale e creazione di format, ha ricoperto il ruolo di media partner a Casa Sanremo, dando vita a FUTURA HUB, il digital hub che ha rappresentato il cuore progettuale e creativo dell’iniziativa. Pensato come spazio interamente dedicato alle brand experience e alla produzione di contenuti cross-mediali, FUTURA HUB ha integrato attivazioni fisiche e digitali, coinvolgendo talent, creator e aziende in un ecosistema dinamico e immersivo. Simulatori, photobooth, corner esperienziali, make-up artist, fumettisti e format live hanno trasformato l’area in un laboratorio permanente di contenuti e storytelling in tempo reale. Numerosi i partner che hanno aderito al progetto, con attivazioni su misura e un forte orientamento all’interazione diretta con il pubblico. Centrale anche l’area dedicata ai podcast live, che ha ampliato la narrazione del Festival attraverso nuovi linguaggi digitali. In collaborazione con DoubleDuck per la direzione artistica, FUTURA HUB ha così consolidato il proprio posizionamento come piattaforma capace di coniugare musica, creatività e strategia di brand. 

I risultati a Casa Sanremo

Nel corso della settimana del Festival, appena conclusa, all’interno di Casa Sanremo, FUTURA HUB ha fatto registrare oltre 15.000 presenze in sei giorni di attività (23–28 febbraio), confermandosi tra gli spazi più frequentati del palinsesto. Più di 250 artisti hanno gravitato nell’hub, dando vita a un flusso continuo di interviste, live session, shooting, podcast e produzioni digitali. Sul fronte partnership, oltre 12 brand hanno attivato progetti dedicati e corner esperienziali, contribuendo alla costruzione di un ecosistema integrato tra esperienza fisica e amplificazione digitale. L’impatto social ha consolidato ulteriormente la portata dell’iniziativa: i contenuti pubblicati su @wearefutura hanno generato oltre 1 milione di visualizzazioni, superato le 2.000 condivisioni e portato a una crescita di oltre 7.000 nuovi follower in quattro giorni, trasformando la presenza onsite in engagement concreto e misurabile. Un’esperienza che oggi diventa il punto di partenza per approfondire visione, obiettivi e traiettoria dell’agenzia. Dell’iniziativa sanremese e delle attività della società parliamo con la founder e CEO Valentina Cammarata.

Sanremo rappresenta il cuore dell’intrattenimento italiano: perché avete scelto proprio Casa Sanremo per lanciare FUTURA HUB e quale valore strategico ha per voi questo contesto?

«Casa Sanremo è considerato il punto di riferimento per il Festival della musica italiana, per diversi motivi ma soprattutto perché è il luogo di ritrovo per artisti, talent, clienti e giornalisti. L’idea è stata proprio quella di essere presenti all’evento non in maniera marginale ma nel punto nevralgico di tutte le connessioni possibili tra artisti, talent brand e giornalisti. Questo ci ha dato la possibilità di creare un hub creativo che potesse unire tutte le nostre competenze Lanciare FUTURA HUB in tale contesto significa inserirsi nel momento di massima attenzione mediatica nazionale, ma soprattutto presidiare un luogo ad alto valore strategico: qui si generano connessioni, partnership e conversazioni che hanno un impatto ben oltre la settimana del Festival. Per noi è il terreno ideale per affermare un nuovo modello di brand experience evoluta».

FUTURA HUB viene definito il primo spazio interamente dedicato alle brand experience durante il Festival: cosa lo distingue concretamente dalle tradizionali attivazioni presenti a Sanremo?

«Le attivazioni tradizionali a Sanremo sono spesso focalizzate su visibilità e presenza. FUTURA HUB, invece, nasce come piattaforma esperienziale integrata. La differenza rispetto agli altri spazi è che non si tratta d uno spazio dedicato sollo alle interviste o al prodotto, ma c’è la possibilità di svagarsi con diverse attivazioni multimediali, dalla Nintendo alla Formula1 alla possibilità di ravvivare il proprio make-up o poter avere uno sketches divertente che raffiguri il tuo look. Non è solo uno spazio fisico, ma un ecosistema progettato per: co-creare contenuti con talent e creator; attivare dinamiche di engagement in tempo reale; raccogliere dati e insight qualitativi e quantitativi; amplificare ogni esperienza in chiave cross-mediale. La differenza sostanziale sta nel passaggio da “presenza di brand” a “progettazione di esperienze misurabili”, capaci di generare valore nel breve e nel lungo periodo».

Il progetto ha unito musica, creatività e sperimentazione digitale: quali tecnologie, dal digital engagement all’intelligenza artificiale, stanno ridefinendo oggi il modo in cui i brand dialogano con pubblico e talent?

«Possiamo affermare con certezza che l’intelligenza artificiale sta portando un grande apporto alla parte creativa, fonti che gli stessi talent e brand possono utilizzare, il che permette ovviamente di dare una qualità migliore ai contenuti in termini di storytelling, per poi creare una narrazione difficile da progettare se immaginata in maniera reale. In un contesto come il Festival di Sanremo, dove l’attenzione digitale è altissima, simili tecnologie permettono ai brand di essere rilevanti, tempestivi e culturalmente allineati».

In che modo FUTURA HUB integra dimensione fisica e contenuti cross-mediali per creare un ecosistema realmente immersivo e misurabile in termini di performance?

«Cerchiamo sempre di dare cross-medialità ai progetti che realizziamo. Il FUTURA HUB ha voluto unire l’esperienza fisica del brand con la presenza degli artisti, content creator e talent, fino ad avere un area podcast interattiva che raccontava e ampilficava il festival. La possiamo definire come una logica “phygital”: ogni esperienza fisica genera contenuti digitali e ogni contenuto digitale rimanda a un’esperienza reale».

Il settore della creator economy è in continua evoluzione: quale ruolo giocano talent, influencer e format podcast all’interno della vostra visione strategica?

«Il nostro focus è proprio la cross-medialità quindi tutti questi elementi vengono interconnessi per realizzare un prodotto cross-mediale che possa scalare e soprattutto avere target differenti».

Quali sono gli obiettivi di business e di posizionamento che Futura Company intende raggiungere attraverso FUTURA HUB nel breve periodo?

«Nel breve periodo, gli obiettivi sono: consolidare il posizionamento di Futura Company come partner strategico nell’ambito entertainment & innovation; generare nuove partnership con brand nazionali e internazionali; dimostrare la scalabilità del modello FUTURA HUB attraverso risultati concreti in termini di reach, engagement e ROI; rafforzare il network di talent, media e stakeholder. FUTURA HUB è un asset strategico che rafforza la nostra identità come player capace di connettere creatività, tecnologia e business».

Guardando al futuro, FUTURA HUB è un progetto legato esclusivamente a Sanremo o rappresenta il primo passo verso un format replicabile su scala nazionale e internazionale?

«Sanremo rappresenta il punto di partenza, non il punto di arrivo. FUTURA HUB nasce con una visione modulare e scalabile: il format è pensato per essere replicato in altri grandi eventi, musicali, culturali, sportivi e fieristici, sia in Italia sia all’estero. L’obiettivo è trasformarlo in una piattaforma proprietaria di brand experience itinerante, capace di adattarsi ai diversi contesti mantenendo intatto il suo DNA: integrazione tra fisico e digitale, centralità dei creator, misurabilità delle performance e forte impatto mediatico».