Autore: Redazione
12/10/2016

EasyJet, per la prima volta dal 2009 calano gli utili

Nel dettaglio, l’utile lordo è atteso in flessione del 28%, tra i 490 e i 495 milioni di sterline (pari a 556-562 milioni di euro). Tra i motivi della debacle ci sono: Brexit, sterlina debole e attacchi terroristici

EasyJet, per la prima volta dal 2009 calano gli utili

Le nostre previsioni per il lungo termine sono positive. Ci aspettiamo che la domanda nei mercati in cui operiamo rimanga sostenuta e che EasyJet, su questi mercati, continui a vincere. Per quanto riguarda la compagnia, prevediamo una crescita annua dei passeggeri del 7%, supporteremo il margine grazie al controllo rigoroso dei costi, continuando nel trend positivo di profittabilità. Rimaniamo focalizzati nell’offrire ai nostri passeggeri tariffe convenienti e un servizio di qualità». Sono passati solo 12 mesi da quando Carolyn McCall, il ceo di EasyJet, ha parlato con gli analisti, commentando i risultati record registrati nel 2015 (ricavi totali +3,5% a 4,686 milioni di sterline, 68,8 milioni di passeggeri che hanno utilizzato i collegamenti del vettore con un incremento del 6% e un load factor record in agosto pari al 94,4 per cento). Ma tutte le sue previsioni, a un solo anno di distanza, sembrano non avere niente a che fare con quanto effettivamente verificatosi nel 2016. La compagnia aerea britannica, infatti, stando quanto comunicato su base preliminare avrebbe fatto registrare un brusco scivolone, con il titolo che sulla Borsa di Londra è crollato, segnando la peggiore performance del Ftse100 sui minimi da tre anni. L’anno in corso, che fiscalmente si è chiuso per la società lo scorso 30 settembre, si preannuncia il primo con gravi perdite degli utili dal 2009 a oggi. Nel dettaglio, l’utile lordo è atteso in flessione del 28%, tra i 490 e i 495 milioni di sterline (pari a 556-562 milioni di euro). I risultati, però, saranno annunciati il 15 novembre. Pesano Brexit e allerta terrorismo I motivi di questa cattiva performance? Una sterlina molto debole - provocata dalla Brexit - e l’incognita terrorismo che attanaglia l’intero Vecchio Continente. La compagnia aerea, dal canto suo, non ha fatto nessun riferimento diretto all’esito del referendum di quattro mesi fa, nonostante appaia evidente come l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue possa mettere in discussione molti aspetti “di volo”. A conferma di quelle che, al momento, rimangono solo previsioni, ci sono le attività registrate dal titolo di Borsa, che ha perso sul listino circa il 35% da giugno. L’amministratore delegato McCall ha affermato che EasyJet nel corso di quest’anno “È stata colpita in maniera sproprzionata da eventi straordinari”, nonostante abbia registrato un aumento del 6,6% dei passeggeri. L’impatto negativo dei tassi di cambio è stimato in 90 milioni di sterline sul bilancio. La società, inoltre, è stata penalizzata anche dagli effetti di scioperi di controllori di volo e piloti, ma ha beneficiato del calo dei prezzi del greggio sulla bolletta carburante. I risultati non sembrano pesare sul fronte comunicativo È di circa un mese - lo scriveva il DailyMedia in data 16 settembre - la notizia che la compagnia aerea britannica ha stanziato un budget di 5 milioni di euro per comunicare, cifra in crescita rispetto allo scorso anno. La protagonista è la nuova campagna multimediale “Why Not?”, pensata per celebrare le caratteristiche della generation EasyJet e ispirare sempre più persone a viaggiare, pianificata su tv, ooh, digital e social da OMD. Al centro della comunicazione uno spot, veicolato attraverso una pianificazione che include tv, digital, esterna e innovativi formati digitali out-of-home, creato per raccontare le diverse ragioni per volare e offrire coinvolgenti occasioni per farlo. La creatività è di VCCP, che già segue il brand a livello internazionale, mentre FCB Milan, che è la nuova agenzia locale della compagnia da inizio anno, ne ha curato gli adattamenti, oltre che gli sviluppi sui social.