Autore: Redazione
12/10/2026

Chimera Agency ha presentato Carlotta: intelligenza artificiale a servizio del talent management

Uno strumento AI rende interrogabile il know-how dell’agenzia, permettendo a brand e aziende di orientarsi nel roster a partire da brief ed esigenze concrete

Chimera Agency ha presentato Carlotta: intelligenza artificiale a servizio del talent management

Chimera Agency – agenzia di talent management dell’ecosistema To Be All Group – presenta Carlotta, un agente AI pensato per trasformare il classico roster aziendale da un catalogo statico da consultare a uno strumento con cui dialogare. L’iniziativa risponde a un’evoluzione strutturale in atto nel mercato della creator economy e dell’influencer marketing, seguendo la transizione da una ricerca basata su parametri metrici tradizionali, come follower o categorie generiche, a un approccio centrato sulle reali competenze e sui bisogni di comunicazione delle aziende.

Oggi, per individuare il talento adatto alla propria esigenza, brand e agenzie devono spesso muoversi tra metriche quantitative come follower o engagement rate, oppure conoscere già il nome del profilo desiderato. Carlotta nasce per rispondere a una situazione differente: offrire una guida quando il cliente ha chiaro il proprio obiettivo di comunicazione ma non sa ancora quale competenza sia più indicata per realizzarlo.

Carlotta ha confini operativi precisi: non tratta compensi, non gestisce trattative economiche, non cerca creator all’esterno dell’agenzia e non prende decisioni al posto delle persone. Partendo da un brief reale o dal racconto di un’esigenza strategica (dall’organizzazione di una convention tematica allo sviluppo di un format editoriale), brand e agenzie possono interagire con lei raccontando il proprio progetto. L’agente AI analizza la richiesta ed estrae dal roster Chimera i profili più coerenti, motivando le opzioni suggerite e indicando i contesti e i linguaggi in cui ciascun talento riesce a esprimersi al meglio.

Il valore del progetto risiede dunque nel lavoro di codifica della conoscenza svolto all’interno dell’agenzia. Per permettere all’agente AI di rispondere in modo accurato, il team di Chimera ha dovuto formalizzare e strutturare quell’insieme di informazioni qualitative che fino a quel momento risiedevano esclusivamente nella testa dei manager: competenze verticali, attitudini, tono di voce, contesti ideali e, soprattutto, i territori da evitare.

«La parte più complessa e interessante del progetto non è stata costruire l’algoritmo, ma capire quanta conoscenza del nostro lavoro fosse ancora soltanto nella testa delle persone», spiega Matteo Altieri, co-fondatore e CEO di To Be All Group. «All’inizio Carlotta sbagliava le proposte perché leggeva soltanto i dati pubblici e non il nostro know-how. Questo ci ha costretto a rendere esplicito il nostro metodo: cosa sa fare davvero una persona, in quale contesto rende meglio e dove non la proporremmo mai. Il vero valore non è l’AI in sé, ma la capacità di codificare e mettere a disposizione il patrimonio di competenze che abbiamo costruito sui nostri talent».

Attraverso questo strumento, Chimera crea un punto d’accesso diretto alla propria conoscenza proprietaria, mantenendo la centralità delle persone nelle fasi decisive del lavoro. L’intelligenza artificiale interviene infatti esclusivamente nella prima fase di scouting, orientamento e lettura del bisogno; la definizione delle strategie, le relazioni umane, la negoziazione contrattuale e la costruzione dei progetti rimangono interamente affidate alla responsabilità e alla sensibilità del team di talent manager.

«Oggi un cliente che entra sul sito di una talent agency si trova davanti a un catalogo e deve già sapere chi cerca, oppure orientarsi tra filtri e metriche tradizionali», racconta Gigi Calcagno, co-fondatore di Chimera. «Con Carlotta ribaltiamo questa logica: il punto di partenza non è “chi stai cercando?”, ma “cosa devi fare?”. Permettiamo alle aziende di raccontare un’esigenza reale e di individuare le competenze più adatte nel nostro roster. Per noi la tecnologia non nasce per sostituire il talent manager o gestire trattative, ma per risolvere un problema concreto di fruizione del roster, lasciando al team la centralità della strategia e delle relazioni umane».

In prospettiva, l’utilizzo di Carlotta potrà offrire all’agenzia un punto d’osservazione privilegiato sull’evoluzione del mercato. Analizzare come brand e agenzie esprimono i propri bisogni quando possono formulare richieste libere permetterà a Chimera di raccogliere insight sui nuovi trend di ricerca, sulle competenze emergenti e sulle reali necessità di comunicazione delle aziende, adattando così al meglio il proprio roster e offrendo soluzioni ideali per i clienti.