Carlo Noseda: «L’IA accelera il cambiamento, IAB Italia continui a guidare il settore»
Dopo la nomina a presidente onorario, il manager racconta come immagina il nuovo incarico, riflette sull’impatto dell’IA e spiega perché continuità, dialogo e collaborazione saranno decisivi per l’evoluzione dell’associazione e del mercato digitale
Carlo Noseda
Dopo l’annuncio della revisione dello statuto di IAB Italia, che introduce una governance più ampia e rafforza il ruolo della presidenza onoraria, Carlo Noseda torna sulla nuova fase dell’associazione. Nominato presidente onorario al termine di dodici anni alla guida del Chapter italiano dell’Interactive Advertising Bureau, il manager racconta il significato del nuovo incarico, analizza le sfide che attendono il mercato digitale e indica le priorità che, a suo giudizio, accompagneranno l’evoluzione dell’associazione nei prossimi anni. Noseda sottolinea il valore della continuità istituzionale, individua nell’intelligenza artificiale il principale fattore di trasformazione dell’ecosistema digitale e guarda con favore a una governance capace di mettere a sistema competenze ed esperienze maturate in fasi diverse della storia di IAB Italia.
La riforma dello statuto rafforza la presidenza onoraria e amplia la governance. In termini pratici, come cambierà il suo contributo a IAB Italia e quali ambiti ritiene di poter supportare maggiormente nella nuova fase dell’associazione?
«Credo che la presidenza onoraria possa rappresentare un punto di continuità, mettendo a disposizione esperienza, relazioni e conoscenza del percorso costruito insieme a IAB Italia in questi dodici anni. Sarò lieto di contribuire al dialogo con il mercato, al consolidamento delle relazioni con gli attori dell’ecosistema digitale e al rafforzamento del ruolo associativo che IAB Italia continua a svolgere per l’intero settore. Lo considero soprattutto un ruolo di accompagnamento, nel pieno rispetto di chi oggi guida l’associazione».
Durante i suoi dodici anni di presidenza il mercato è passato dal digitale come canale emergente a un ecosistema dominato da dati e IA. Qual è, a suo giudizio, la sfida più urgente che IAB Italia dovrà affrontare nei prossimi tre-cinque anni per continuare a rappresentare il settore?
«Oggi l’intelligenza artificiale sta chiaramente accelerando ulteriormente questo cambiamento. Credo che la sfida più importante per IAB Italia sarà continuare ad accompagnare il mercato nella comprensione e nella valorizzazione dell’innovazione, favorendo un confronto aperto tra tutti gli attori della filiera e contribuendo alla definizione di standard, best practice e modelli sostenibili. In uno scenario che evolve così rapidamente, il ruolo di un’associazione come IAB Italia sarà sempre più quello di creare dialogo, rappresentare il settore e aiutare il mercato a cogliere e persino anticipare le opportunità del cambiamento».
Oggi IAB Italia può contare contemporaneamente su due presidenti onorari. Come immagina la collaborazione con Layla Pavone e quale valore aggiunto può offrire una governance che mette a sistema esperienze e competenze maturate in momenti diversi della storia dell’associazione?
«Ho per Layla una grande stima, sia per il contributo che ha dato alla crescita di IAB Italia nel corso degli anni sia per il ruolo che continua a svolgere come punto di riferimento per il nostro settore. Non abbiamo ancora avuto modo di confrontarci su programmi specifici legati a questa nuova configurazione della governance, ma sono certo che ci saranno opportunità di collaborazione e di scambio. Poter contare su esperienze maturate in momenti diversi della storia dell’associazione rappresenta un valore importante: significa mettere a fattor comune prospettive complementari, preservando la continuità del percorso di IAB Italia e, allo stesso tempo, accompagnando l’evoluzione in un contesto in costante trasformazione».