Autore: Vittorio Parazzoli
02/04/2025

Barilla chiude la gara per il planning globale da 150 milioni, di cui oltre la metà in Italia, a favore di Publicis Media, che sarà operativa con una bespoke solution dedicata da luglio

Al pitch, condotto con l’advisoring di Ebiquity Italia, hanno partecipato anche OMD, che gestiva il cliente da 15 anni, dentsu ed EssenceMediacom, esclusa dopo la prima fase

Barilla chiude la gara per il planning globale da 150 milioni, di cui oltre la metà in Italia, a favore di Publicis Media, che sarà operativa  con una bespoke solution dedicata da luglio

Si è conclusa a favore di Publicis Media la gara indetta da Barilla per rivedere l’incarico media globale del valore stimabile di 150 milioni di euro, di cui oltre 70 per il nostro mercato. Confermando la notizia a Dailyonline, l’azienda ha specificato che l’incarico sarà operativo dal prossimi 1 luglio. Publicis Media attiverà un’apposita bespoke solution che subentrerà a OMD, che ha gestito l’azienda di Parma per circa 15 anni e che ha partecipato all’ultima fase del pitch al pari di dentsu mentre alla prima – come anticipato da Dailyonline – aveva preso parte anche EssenceMediacom. Il pitch si è svolto con l’advisoring di Ebiquity Italia. Barilla è la prima azienda di food a livello mondiale per reputazione: così la classifica l’edizione 2024 del Global RepTrak, che prende in considerazione qualità di prodotti e servizi ma anche obiettivi e i valori condivisi delle società esaminate.

I risultati

Il capitale della Barilla fa capo per la maggioranza ai fratelli Guido, Luca, Paolo ed Emanuela. Granaria Sapa, l’accomandita di famiglia, controlla infatti al 100% Barilla Holding. Con circa 9 mila dipendenti e 30 siti produttivi, dei quali la metà in Italia, il Gruppo – come anticipato dall’Economia del Corriere della Sera, stima di chiudere il 2024 con un giro d’affari di circa 4,9 miliardi di euro, in crescita a cambi costanti del 2% dal 2023. “Nel mondo, l’apprezzamento per la nostra pasta sale”, ha detto in un’intervista il Vicepresidente Luca Barilla, che prevede un’ulteriore crescita quest’anno anche in forza delle ultime due acquisizioni, Back To Nature negli Usa e Pasta Evangelists nel Regno Unito. Sull’apertura del capitale la posizione è allineata a quella del padre Pietro, che dopo una parentesi di sette anni si ricomprò nel 1979 l’azienda dagli americani di W. R. Grace: famiglia al centro. “Per ora la Borsa non è un’opzione – ha detto sempre Luca Barilla -. Ci piace gestire autonomamente l’azienda che ha sempre dimostrato di potere restare indipendente e continuare il cammino con mezzi propri. Va in questa direzione il piano quinquennale d’investimenti da un miliardo. Di questi, la metà in Italia”. 

Il piano di investimenti

Avviato nel 2022 con obiettivo al 2026, il piano d’investimenti risulta oggi attuato per 600 milioni, in gran parte nel Paese – continua l’articolo -. Non a caso, molto nelle fabbriche, anche per la tecnologia proprietaria che riduce il rischio di copie. E nella ricerca: è di quest’anno il nuovo centro R&S da 20 milioni, a Parma. L’accelerata è significativa in un momento in cui l’Italia delle imprese alimentari deve fronteggiare l’incognita dei dazi USA, la coda dell’aumento delle materie prime e il calo del potere d’acquisto. Infatti, se l’Italia copre circa il 36% di ricavi di Barilla, l’Europa il 38% e la regione Asia-Pacifico il 2%, restano rilevanti gli USA dove il Gruppo realizza circa il 24% del fatturato e progetta di continuare lo sviluppo con la produzione locale.