AdblockPlus entra nell’ad tech, in rampa di lancio c’è un ad exchange
Il brand di Eyeo è pronto a varare una “Acceptable Ads Platform” in partnership con ComboTag. In realtà non è altro che un’automazione del business con cui la società si sostiene da tempo
AdblockPlus, il tool per bloccare gli annunci pubblicitari online di proprietà dell’azienda tedesca Eyeo, ha annunciato di essere pronto a entrare nel mondo dell’ad tech, anche se in realtà già da tempo opera in questo business. La società, infatti, ha sviluppato un ad exchange, che consentirà agli editori di inserire i cosiddetti “acceptable ads”, che non saranno dunque vietati dal software. In sostanza si tratta di una piattaforma di distribuzione pubblicitaria automatizzata di annunci considerati in whitelist. Per la realizzazione della stessa, Eyeo ha stretto un’intesa con la britannica ComboTag, dando vita a quella che ha chiamato “Acceptable Ads Platform”, pronta per essere lanciata questo autunno. La piattaforma si configura come un marketplace di pubblicità che gli editori possono inserire, solo previa approvazione di AdblockPlus a seconda o meno che rispetti gli standard di accettabilità. A livello tecnico, i publisher che vogliono usare la piattaforma, devono prima integrare un tag. In contemporanea la piattaforma consente alle demand-side platform (DSP) di comprare la pubblicità degli editori coinvolti.
Le provocazioni di Till Faida
In un comunicato stampa, Till Faida, ceo di Eyeo, ha dichiarato: “Ci sono due tipologie di consumatori online al momento: una costituita da persone che bloccano pubblicità intrusiva e altri che non lo fanno. La Acceptable Ads Platform consente agli editori di raggiungere il primo gruppo senza modificare nulla di come raggiunge il secondo. Abbiamo aspettato anni affinché l’ad tech industry facesse qualcosa di consumer-friendly come questo, così finalmente abbiamo deciso di farlo noi stessi”. Un commento che sicuramente non troverà tutti d’accordo, visto il modello di business di AdblockPlus fino a oggi. Il software, infatti, monetizza attraverso la richiesta a grandi media company, come Google, Criteo, Amazon e Taboola, di fee per far entrare nella whitelist i propri annunci. Il costo è pari al 30% delle revenue addizionali date dallo sblocco di queste unità pubblicitarie. I più critici hanno definito questo metodo come “mafioso”, in un contesto in cui l’utilizzo di filtri per la pubblicità sta impennando. L’annuncio di Eyeo avviene a soli due mesi di distanza dalla comunicazione di Shine, altro tool per evitare la visualizzazione di annunci pubblicitari, con cui svelava i suoi piani di lancio di una piattaforma di ad verification, in arrivo a ottobre.
La polemica innescata dal Wall Street Journal
Un’ulteriore polemica è stata innescata da alcune frasi scritte dal Wall Street Journal sulla notizia emersa due giorni fa. Per la testata, Google e AppNexus, società di cui Wpp detiene una quota, sarebbero state in qualche modo coinvolte nella creazione della piattaforma. Secche le smentite delle due società. In ogni caso, Google ha chiuso ogni rapporto con ComboTag.