Autore: Redazione
06/07/2016

Incertezza: il settore media Uk alle prese con il Brexit

Enders Analysis ha preferito rivedere al ribasso le proprie previsioni: a soffrire di più potrebbe essere la stampa. E’ in salvo la televisione

Incertezza: il settore media Uk alle prese con il Brexit

L’incertezza del Brexit rischia di avere un impatto gravoso sul settore media britannico. E non solo in termini di investimenti pubblicitari così come descritto da Zenith e GroupM. Questa volta a tentare di fare luce sulle conseguenze del referendum che ha determinato l’uscita della Gran Bretagna dall’UE è un report di Ender Analysis. La Brexit, infatti, “non promette alcun beneficio per il settore creativo britannico, offre solo la prospettiva di un danno. La domanda è quanto”, si legge nella ricerca. La parola d’ordine è una sola: incertezza Enders sostiene che questo periodo di transizione potrebbe durare fino a cinque anni. I Tories devono trovare un nuovo leader, così come i laburisti; deve essere attivato l’articolo 50 per attivare il processo di uscita; il Governo britannico deve negoziare gli accordi commerciali, con l’incognita del mercato unico. Una situazione abbastanza problematica che ha ricadute negative sui consumi e sugli investimenti pubblicitari. Per questo Ender ha rivisto al ribasso le proprie proiezioni sul mercato media britannico. Il Brexit può far male al mercato pubblicitario Quando Enders ha pubblicato il suo ultimo forecast, a metà febbraio, indicava come il 2015 fosse stato un anno positivo per l’advertising all’interno del Regno Unito. E anche il 2016 sembrava favorevole, nonostante qualche piccolo segnale di rallentamento dell’economia. “La situazione è cambiata in modo drammatico”, continua Enders, riferendosi proprio agli elementi di incertezza già citati. E gli effetti non sono quantificabili con precisione, alimentando ancora i punti di domanda. La stampa soffre più di tutti Come nel nostro Paese è il comparto della stampa quello che potrebbe soffrire di più e i rischi sono i più alti per un ulteriore calo a causa dell’esposizione con la domanda dei consumatori. Nel peggiore dei casi la contrazione potrebbe superare il 20%. Non dovrebbe calare, invece, la televisione che chiuderà il periodo gennaio-agosto in salita del 2-3%, principalmente per la considerazione del mezzo da parte dei marketer. Per Enders, quest’anno, il piccolo schermo continuerà con il segno più, mentre una performance negativa è attesa per il 2017.