Gli analisti rivedono al ribasso il giudizio sui titoli delle holding pubblicitarie
Questa prima parte dell’anno non è stata uno dei periodi migliori per le grandi holding pubblicitarie mondiali. Almeno dal punto di vista finanziario. Dopo un downgrade del titolo di WPP, da parte di una delle più influenti istituzioni, Pivotal Research Group ha abbassato la valutazione dell’intero settore pubblicitario, inclusi i suoi attori più noti come Interpublic, Omnicom, Publicis e, per l’appunto, WPP. “Prima della pubblicazione dei bilanci relativi al secondo trimestre, rivediamo l’outlook e la valutazione per ciascuna [agenzia]”, ha dichiarato in una nota l’analista Brian Wieser. Nonostante ciò la società continua a tenere il giudizio “Hold”, vale a dire che si attende una traiettoria invariata o magari rialzi minimi da parte degli attori presi in esame.
Frammentazione, trasparenza e programmatic
“In un contesto in cui continuiamo ad aspettarci la crescita delle agenzie, le sfide più importanti emerse quest’anno stanno comprimendo l’espansione rispetto alle precedenti attese”, ha proseguito Wieser, secondo cui le condizioni attuali del mercato rappresentano un’ulteriore difficoltà all’azione e al business delle grandi holding internazionali. Trasparenza e programmatic, con tutti i problemi connessi a queste pratiche, quali, per esempio, brand safety e ad fraud, rappresentano gli elementi al centro del dibattito dell’intera industry, impegnata in un panorama media frammentato in cui i modelli operativi cambiano a una velocità sempre più elevata.