Confcommercio diventa “Confcom”: nuova immagine a cura di Wow Tapes dopo gara
La pianificazione tv e social è in onda da ieri, l’obiettivo è valorizzare il ruolo della Confederazione a fianco delle imprese italiane; ne parla il regista e co-founder dell’agenzia Fabio Reitano
È on air la nuova campagna istituzionale di Confcommercio, firmata da Wow Tapes, che introduce ‘Confcom’ come abbreviazione del proprio nome: un riposizionamento che punta a valorizzare il ruolo della Confederazione a fianco dell’economia e della società italiane, di cui è protagonista da più di 80 anni con, oggi, oltre 700.000 imprese associate. La boutique creativa fondata da Fabio Reitano, Giuseppe Lombardi e Simone Menin si è aggiudicata l’incarico a seguito di una gara. La comunicazione tv prevede tre soggetti da 15 secondi, pianificati da ieri da The Gate Communications su reti Rai, Mediaset, Sky, La7. Il claim “Siamo Confcommercio, per gli amici Confcom” sintetizza il nuovo posizionamento: la stessa solidità e lo stesso impegno di sempre, con un tono più diretto, vicino e umano. Ne parliamo con Fabio Reitano, regista e co-founder di Wow Tapes.
La campagna segna un cambio di passo nell’immagine di Confcommercio: come nasce l’idea creativa alla base e come è stata declinata sui diversi mezzi?
La sfida è stata innanzitutto strategica: il riposizionamento di Confcommercio iniziato con l’abbreviazione del logo, è un percorso graduale che punta a ridisegnare il rapporto della confederazione con i suoi associati, mantenendo inalterata l’autorevolezza dell’associazione nelle relazioni istituzionali. Nel corso di questa transizione, l’autenticità come approccio creativo ha dato i suoi frutti. La nostra idea ‘Per gli amici’ descrive la confidenza e l’affetto con cui siamo soliti chiamare le persone a noi vicine, non con i loro nomi propri - quantomeno non sempre - ma con nomignoli, vezzeggiativi, abbreviazioni. E così il ruolo e l’impegno Confcommercio resta tale, ma per gli amici diventa Confcom, instaurando una relazione più inclusiva, informale e innovativa. La declinazione è venuta da sé, sfruttando il mezzo televisivo come microfono principale per il concept della campagna, il mezzo social come cassa di risonanza per ampliare la conversazione attorno al marchio.
Cosa raccontano i tre soggetti televisivi?
I tre soggetti raccontano storie diverse accomunate da un’unica dinamica: la vicinanza. L’esigenza era di includere i tanti settori di rappresentanza Confcommercio all’interno di un rinnovato legame di fiducia tra la confederazione, gli associati e i loro clienti. Perciò abbiamo messo in scena il legame di simpatia che noi tutti abbiamo con il barista sotto casa, la gentilezza che incontriamo nel supermercato di fiducia, l’impegno condiviso che ci unisce ai nostri collaboratori. E in ognuna di queste micro-interazioni quotidiane compare sempre lui, il nickname: espressioni come “ciao Leo”, “tutto bene raga” o “grazie prof” sono automaticamente associate ad un tono amichevole proprio grazie al nomignolo, che nel claim finale viene ricondotto al cliente: “Siamo Confcommercio, per gli amici Confcom”.
Come si articola la campagna social?
Il format social è figlio dello stesso concept originale e sviluppa in una serie di mini-reel che approfondiscono il tema della vicinanza in tutti gli altri settori Confcom, coinvolgendoli direttamente sul modo in cui i legami professionali e commerciali possano evolvere con la confidenza e l’informalità. La campagna sarà pubblicata durante l’estate sui profili ufficiali Confcom, per continuare il dialogo con gli associati ed estenderlo al grande pubblico.
Quali altri progetti state curando, che vedremo a breve?
In questo momento stiamo curando la pre-produzione di una nuova campagna TV che vedrà la luce prima dell’estate, una serie di explainer video per alcuni nostri affezionati clienti e due shooting all’estero in partenza - i progetti internazionali restano una grande fetta delle nostre attività creative.
Come nasce la vostra agenzia e quali sono i suoi tratti distintivi?
A proposito di progetti internazionali, Wow Tapes è nata fuori dall’Italia. Prima che Wow Tapes diventasse ‘questa’ agenzia creativa, era uno studio nomade attivo principalmente all’estero, animato dalla passione di un gruppo di filmmakers amici nella vita. In principio io, Simone Menin e Giuseppe Lombardi, tutti collegati al mondo della comunicazione, del cinema e delle arti visive, abbiamo iniziato a filmare i nostri viaggi in giro per il mondo. Alcuni di questi hanno riscosso così tanto successo che gli enti turistici delle nostre destinazioni hanno iniziato a commissionarci quella tipologia di film. Il successo nella travel industry ci ha spinti a dare vita allo studio creativo nel 2017. Ci siamo circondati di talenti che hanno completato il set di competenze necessarie per costruire progetti di comunicazione più ampi e ci siamo aperti ad altri settori di mercato, dal tech, al luxury fino alla space economy; e finalmente collaborare anche con brand italiani. Ciò che ci rende unici è proprio questo: idee da creativi e visione da registi, l’unione perfetta del pensiero d’agenzia e dell’ossessione per la qualità cinematografica.