Autore: Redazione
16/06/2016

La Cina punta forte sull’ad tech americano

Si stanno moltiplicando le acquisizioni di company pubblicitarie e programmatic a stelle e strisce. Digiday spiega il perché

La Cina punta forte sull’ad tech americano

La Cina punta forte sull'ad tech americano e si fa sempre si fa sempre più programmatica, con le società ad tech della terra del dragone che vanno a fare la spesa all’estero dove trovano mercati molto meno competitivi. Su questo tema Digiday ha scritto un articoli sottolineando come dall’inizio dell’anno siano state diverse le acquisizioni: l’ultima è quella di Smaato da parte della pechinese Spearhead Integrated Marketing Communication Group per 148 milioni di dollari mentre a febbraio Opera Mediaworks è passata nelle mani di un conglomerato di company per 1,2 miliardi e NativeX è stata comprata da Mobvisa per poco meno di 25 milioni. E non è finita qui: PapayaMobile, una mobile company con headquarter a Pechino e una valutazione di 2,2 miliardi, ha detto di voler acquisire due società programmatic entro la fine dell’anno, di cui almeno una negli Usa.  

Cina, un mercato particolare

Famoso per la censura, il mercato cinese è concentrato e chiuso: la gran parte del traffico è sviluppata da colossi come Baidu, Alibaba e Tencent. Ma, a differenza di Google e Facebook, queste company non hanno ancora aperto le loro API: perciò gli advertiser non possono concludere deal programmatic con terze parti. “È veramente dura sopravvivere in un mercato del genere”, ha detto il ceo di PapayaMobile Si Shen. Ma quale elemento delle aziende Usa attrae i cinesi? Il fatto che non siano costose a causa delle basse valutazioni, sostiene Shen. Tutto ciò contribuisce ad abbassarne il prezzo. A fare gola poi sarebbe soprattutto l’avanguardia tecnologica delle company ad tech a stelle strisce, molto più avanti rispetto a quelle cinesi.