Autore: Davide Sechi
11/05/2026

XTB, la fintech che unisce sport, marketing ed educazione finanziaria per creare nuovi investitori consapevoli

Tra innovazione fintech, attivazioni digitali e partnership sportive internazionali, XTB punta a rendere l’educazione finanziaria più accessibile e coinvolgente per una community globale di investitori. Le parole di Gaia Zerbola, marketing and partnerships manager di XTB

XTB, la fintech che unisce sport, marketing ed educazione finanziaria  per creare nuovi investitori consapevoli

Gaia Zerbola

Dalla crescente attenzione verso il risparmio e gli investimenti digitali fino al ruolo sempre più centrale dello sport come leva di comunicazione globale, il mercato finanziario sta cambiando linguaggio e strumenti per dialogare con nuove community. In questo scenario si inserisce XTB, fintech globale che offre accesso immediato ai mercati internazionali tramite una piattaforma online innovativa e un’app mobile, con oltre 11.000 strumenti finanziari disponibili e più di 2 milioni di clienti nel mondo. Formazione, contenuti educational, innovazione tecnologica e partnership strategiche sono i pilastri della sua crescita, come dimostra il recente accordo globale con SSC Napoli per promuovere una mentalità di investimento più consapevole e responsabile. Ne parliamo con Gaia Zerbola, Marketing and Partnerships Manager di XTB (ospite di DailyOnAir - The Sound Of Adv).

XTB nasce come piattaforma fintech per democratizzare l’accesso agli investimenti: qual è oggi la vostra missione e come si è evoluta negli anni per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più ampio e diversificato?

«La direzione è sempre stata quella di rendere gli investimenti più accessibili, anche se le modalità sono cambiate nel tempo. XTB nasce come broker tecnico, pensato per trader esperti, e inizialmente ci rivolgevamo a un pubblico che aveva già familiarità con i mercati, cercava strumenti avanzati e performance. Negli anni abbiamo però visto cambiare il contesto: sempre più persone hanno iniziato ad avvicinarsi al mondo degli investimenti, perché la gestione del proprio denaro riguarda tutti. Abbiamo quindi capito che la vera sfida non era soltanto offrire strumenti potenti, ma renderli comprensibili e utilizzabili da un pubblico più ampio. Per questo negli ultimi anni abbiamo lavorato molto sull’esperienza utente, sull’interfaccia e sull’educazione finanziaria. L’obiettivo è rimasto lo stesso: ridurre le barriere tra gli individui e i mercati finanziari, senza però semplificare eccessivamente qualcosa che per sua natura resta complesso».

Come nasce la scelta di legarsi al Napoli e in che modo lo sport può diventare un acceleratore di brand awareness ed engagement?

«Quando abbiamo iniziato ad aprirci a un pubblico più ampio siamo partiti da una considerazione semplice: il tema della gestione del denaro e della pianificazione del proprio futuro non riguarda soltanto chi investe già in modo attivo, ma coinvolge chiunque. Da qui è nata l’esigenza di uscire da una comunicazione più verticale e parlare a un’audience più ampia, e lo sport, da questo punto di vista, è stato un passaggio molto naturale. Negli anni abbiamo lavorato anche con altre discipline, non solo con il calcio, come le arti marziali e il mondo MMA, proprio per la componente di disciplina, controllo e visione di lungo periodo, qualità condivise anche dal mondo degli investimenti. In questo percorso si inserisce la partnership con il Napoli, una realtà con una dimensione globale e una tifoseria estremamente coinvolta. Chi segue il calcio sa bene cosa significa gestire le aspettative, accettare l’incertezza e restare coerenti con una strategia: dinamiche molto vicine anche agli investimenti. Per noi questa partnership non è una semplice operazione di visibilità, ma un’opportunità concreta per entrare in relazione con un pubblico più ampio e accompagnarlo verso una maggiore consapevolezza finanziaria».

A che punto è oggi l’educazione finanziaria in Italia e come lavorate su questo fronte?

«L’Italia purtroppo resta uno dei mercati europei con il più basso livello di educazione finanziaria, anche se qualcosa sta cambiando. Negli ultimi anni abbiamo visto crescere la curiosità sia tra le generazioni più giovani sia tra le fasce più adulte, quindi l’interesse è trasversale. L’educazione finanziaria è parte del DNA di XTB fin dall’inizio, perché offrire accesso agli strumenti finanziari non basta se le persone non vengono messe nelle condizioni di utilizzarli in modo consapevole. Per questo siamo impegnati ogni giorno nello sviluppo di contenuti e strumenti formativi completamente gratuiti e accessibili: webinar, videocorsi, e-book, quiz e materiali pensati per accompagnare le persone in un percorso di apprendimento progressivo. Il nostro obiettivo è costruire un ecosistema tra piattaforma e formazione, rendendo l’accesso all’educazione finanziaria più semplice e consapevole. Oggi vediamo un pubblico sempre più interessato e ricettivo».

Come affrontate l’accelerazione dell’innovazione tecnologica e le difficoltà che parte del pubblico può avere con la digitalizzazione?

«Dal punto di vista della piattaforma abbiamo lavorato molto sull’accessibilità e sulla user experience, perché una piattaforma potente, se non è intuitiva, rischia di diventare una barriera soprattutto per gli investitori alle prime armi. La prima risposta quindi è rendere l’esperienza il più semplice e chiara possibile, in termini di accessibilità, per ogni età e per ogni tipologia di investitore. Abbiamo inoltre un customer support molto attivo: non ci basiamo soltanto sull’intelligenza artificiale, ma mettiamo a disposizione persone reali che accompagnano l’investitore dall’apertura del conto e lo supportano lungo tutto il percorso, aiutandolo a chiarire dubbi o difficoltà. Infine c’è il tema dell’educazione finanziaria, che per noi resta fondamentale: forniamo materiali educativi accessibili proprio per preparare l’investitore, perché è importante essere prima informati e poi iniziare a investire, non il contrario».

Che ruolo hanno i social media nella vostra strategia di comunicazione e divulgazione?

«Siamo molto attivi sui social media e ci concentriamo sempre sull’educazione finanziaria. Abbiamo un analista di mercato dedicato per il mercato italiano, David Pascucci, che rappresenta anche il volto presente sui nostri canali social. I contenuti che proponiamo sono informativi ed educativi: analizziamo notizie di mercato, commentiamo grafici e approfondiamo situazioni geopolitiche che possono interessare gli investitori. I social media sono uno strumento molto potente e tutto dipende da come vengono utilizzati. Noi stiamo cercando di usarli in modo positivo e proattivo, sempre con l’obiettivo di democratizzare l’educazione finanziaria».

Quali sono oggi le principali sfide e opportunità per XTB in Italia?

«L’Italia è ancora uno dei mercati europei con il livello più basso di educazione finanziaria e proprio per questo il nostro obiettivo è diffondere maggiore consapevolezza e interesse verso il mondo degli investimenti. Le sfide concrete non mancano: da un lato c’è un contesto regolatorio in continua evoluzione, dall’altro una concorrenza sempre più agguerrita. A questo si aggiunge un elemento che consideriamo soprattutto un’opportunità: gli utenti oggi cercano esperienze sempre più intuitive, semplici e personalizzate. In sintesi, il nostro obiettivo è costruire un rapporto di fiducia e creare una vera community, trasformando curiosità e interesse verso i mercati finanziari in un’abitudine consapevole. In fondo, la sfida più importante è cambiare il rapporto degli italiani con il proprio denaro».