Autore: Davide Sechi
15/01/2026

Wow Haus, la manifattura creativa che trasforma la comunicazione in crescita economica

Dalla visione nata in un garage a un modello integrato che unisce creatività e business, la neo struttura guarda al 2030 con obiettivi di crescita internazionale, nuovi progetti proprietari e un campus dedicato all’innovazione e alla contaminazione tra competenze; le parole del CEO Andrea Pilotto

Wow Haus, la manifattura creativa che trasforma la comunicazione in crescita economica

Andrea Pilotto

C’è un luogo, a Spinea nel Veneziano, in cui creatività, tecnologia e strategia d’impresa si incontrano per dare forma a un nuovo modo di fare marketing e comunicazione. È Wow Haus, il polo del digitale nato attorno alla holding Wow Solution, un gruppo composto da cinque realtà che lavorano in modo sinergico: dalla progettazione 3D alle produzioni video e cinematografiche, dallo sviluppo di piattaforme digitali alla costruzione di nuovi modelli di business. Con una trentina di professionisti e un fatturato in costante crescita, oggi proiettato verso i tre milioni di euro, Wow Haus si definisce una vera e propria “manifattura creativa”, capace di affiancare le aziende non solo nel racconto, ma nella costruzione concreta del loro valore economico. Di visione, numeri e futuro del gruppo ne parliamo con il CEO Andrea Pilotto.

Wow Solutions nasce come un ecosistema creativo ispirato a un’idea di progettazione integrata. Da quali esigenze di mercato e da quale visione imprenditoriale ha preso forma il gruppo ormai nel lontano 2017?

«Nasce nel modo più classico possibile: da un garage. Avevamo poco più di vent’anni e una visione molto precisa, quella di diffondere la meraviglia. “Wow” è un nome ambizioso, certo, ma anche una responsabilità. Crediamo che moltissime aziende, anche quelle che non lo immaginano, possano far crescere il proprio modello di business attraverso marketing e comunicazione, sfruttando la capacità di farsi ricordare. Alla fine non rammentiamo una giornata intera, ma un istante che ci ha emozionato. La memorabilità di un messaggio, di un brand o di un prodotto nasce da lì. Una riflessione semplice, che per noi è diventata una vera visione d’impresa».

Si parla di un legame ‘filosofico’ con il movimento Bauhaus. Cosa vuol dire? Che cosa rappresenta per voi?

«Il Bauhaus è un modello a cui aspiriamo perché ha segnato profondamente la storia dell’architettura, dell’arte e della creatività. Per noi rappresenta la possibilità di costruire un metodo in cui la creatività è al servizio della crescita di un progetto, della sua trasformazione e della sua visibilità. Significa unire due dimensioni che spesso nelle aziende creative restano separate: da un lato la spinta artistica e il desiderio di creare qualcosa di memorabile, dall’altro la capacità di strutturare e rendere scalabili i processi. Non per svilire la creatività, ma per valorizzarla. Crediamo che esistano modalità, proprio come insegnava il Bauhaus, che permettono alle persone di crescere e ai processi di evolvere, rendendo ogni parte del percorso importante quanto il risultato finale».

La vostra, come detto, è una realtà articolata, avete varie anime al vostro interno che sono anche delle società. Come funziona il vostro sistema?

«Sono società distinte, ciascuna con il proprio team, un consiglio di amministrazione e un modello di business che deve funzionare anche in autonomia. Il sistema però esprime il massimo valore quando entra in gioco l’integrazione. Da un lato c’è quella fisica: Wow Haus è anche un luogo. In un mondo sempre più orientato al full remote, crediamo nella contaminazione che nasce dalla vicinanza. Abbiamo creato uno spazio dove sviluppatori, creativi, strategist e produttori condividono momenti, idee e quotidianità. Dall’altro lato esiste un’integrazione progettuale. Wow Solutions, la holding, non svolge solo funzioni di staff o investimento, ma coordina project manager con competenze di business, che costruiscono team verticali dedicati ai singoli progetti. Ogni persona lavora nella propria società, ma entra anche in squadre trasversali, temporanee e fortemente integrate. È una matrice operativa che tiene insieme autonomia e collaborazione».

La vostra cifra è quella di spingere la creatività come leva di crescita. Come fate a dimostrare che la vostra consulenza effettivamente produca la crescita che promettete ai vostri clienti?

«È la nostra sfida principale e la affrontiamo con strumenti di monitoraggio e trasparenza. Per ogni progetto strutturato costruiamo un business plan dedicato, con KPI chiari e misurabili. Analizziamo ritorni economici, nuovi ricavi, ottimizzazioni ed efficienze interne ed esterne, fino ad arrivare a una valutazione concreta dei risultati. La comunicazione non si esaurisce in un sito o in una brochure. Per noi la creatività riguarda anche il modello di business, l’offerta e le nuove opportunità di sviluppo. L’obiettivo è che ogni progetto produca valore reale e misurabile».

Operate tra architettura, design, real estate, turismo e enogastronomia. Quali sono i mercati di riferimento più strategici e quali settori mostrano un maggior potenziale di sviluppo a oggi?

«Confermo. Siamo volutamente agnostici rispetto ai settori. Una scelta che ci ha aiutato molto negli anni più complessi, permettendoci di diversificare e di contaminare competenze. Abbiamo applicato logiche del real estate al fashion e viceversa. Oggi il gruppo è trainato da quattro pillar principali: il real estate, inteso più come progettazione di modi di abitare che come edilizia pura; il mondo travel e dell’esperienza; l’ospitalità di alto livello, dagli hotel cinque e sei stelle alla ristorazione d’eccellenza; infine la manifattura, un elemento centrale per il nostro territorio di origine, il Nord-Est, che continua a esprimere grande valore nonostante le sfide globali».

Ha accennato alla dimensione territoriale, ma come si inserisce Wow Haus in un contesto sempre più globale e digitale?

«Il nostro modello è sostenibile solo con una forte proiezione internazionale. Oggi quasi il 50% del fatturato arriva dall’estero, tra Stati Uniti, Lussemburgo, Francia, soprattutto Costa Azzurra, e Paesi arabi. Il brand Italia, il gusto e la capacità di unire cultura creativa e cultura di business rappresentano un vantaggio competitivo enorme. Continuiamo a lavorare molto sul territorio, anche attraverso iniziative di restituzione e contaminazione imprenditoriale come Facup Night e TEDx, ma la crescita più significativa arriva dal mercato internazionale. In Italia siamo una buona agenzia; all’estero riusciamo a esprimere pienamente il valore del nostro approccio».

Con un fatturato di tre milioni e nuovi progetti in incubazione, quali sono gli obiettivi di medio e lungo termine e come immaginate l’evoluzione di Wow Haus nei prossimi anni?

«Vogliamo continuare a diffondere la meraviglia, sviluppando progetti ambiziosi, nostri o dei partner. L’obiettivo è arrivare al 2030 con 10 milioni di ricavi, 100 collaboratori e un campus che incarni ancora di più lo spirito Wow House, favorendo contaminazione e crescita. Puntiamo sugli stessi valori di sempre: curiosità, lealtà, giustizia e trasformazione. Le competenze del gruppo non saranno solo al servizio dei clienti, ma anche di progetti proprietari, nuovi modelli di business e startup interne. Non prevediamo una crescita per acquisizioni, ma per consolidamento, sviluppo organico e innovazione interna».