Autore: Redazione
13/11/2018

Webranking misura la trasparenza nella comunicazione corporate: Eni, Hera e Snam al top

In pubblicazione i risultati della nuova edizione dell’indagine realizzata da Lundquist in collaborazione con la sigla svedese Comprend. Quest’anno sono state considerate 111 grandi aziende quotate in Italia e oltre 800 imprese a livello europeo

Webranking misura la trasparenza nella comunicazione corporate: Eni, Hera e Snam al top

Sono stati pubblicati i nuovi dati della ricerca Webranking, che valuta la trasparenza della comunicazione corporate sul digitale, realizzata da Lundquist in collaborazione con la società svedese Comprend. Quest’anno sono state considerate 111 grandi aziende quotate in Italia e oltre 800 imprese a livello europeo. E questi sono i risultati principali: Eni, Hera e Snam sono al top del ranking nella comunicazione corporate sul digitale, mentre un grande miglioramento caratterizzat le performance italiane. Cattolica, Pirelli, Italgas e Coima Res realizzano, infatti, aumenti di punteggio da record. Oltre la trasparenza In un contesto internazionale sempre più competitivo le aziende italiane scontano, però, l’incertezza del sistema Paese. Ora, la sfida è quella di andare oltre la trasparenza formale e i top manager devono assicurare che la visione e la strategia di business siano comunicati in modo efficace. In tema di informazioni non finanziarie, la nuova normativa ha portato solo a un aumento della rendicontazione, ma non ha stimolato le aziende ad assumere impegni di sostenibilità, collegando le performance non finanziarie a quelle del business. “La sfida non è più solo quella di essere trasparenti, ma soprattutto di definirsi in modo credibile e autorevole nei confronti di tutti gli interlocutori per rafforzare il proprio business e crescere in nuovi mercati” commenta Joakim Lundquist, Chief Executive Officer di Lundquist. Le novità nella top10 Ma veniamo agli elementi di novità che contraddistinguono il ranking. Dopo anni di grande stabilità al vertice della classifica, caratterizzati dalla presenza delle stesse aziende nelle prime dieci posizioni, quest’anno si registra l’entrata nella top10 di Pirelli e Italgas, che fanno parte dei best improver. Per arrivare all’eccellenza, tuttavia, è necessario un lavoro costante e di lungo respiro, come conferma il trio di testa: Eni, Gruppo Hera e Snam tengono le prime tre posizioni da diversi anni. Quest’anno, il 70% delle aziende del campione ha registrato un aumento della propria performance, con una crescita del punteggio medio di 4,4 punti rispetto allo scorso anno (e una media totale italiana di 43,5 punti su 100), uno degli incrementi più significativi nella storia della ricerca e di molto superiore alla crescita europea (a quota 1,5). Best improver Guardando ai best improver, vale a dire le aziende che hanno migliorato maggiormente il loro punteggio, si notano progressi consistenti: Cattolica e Pirelli superano i 50 punti di incremento e sono i best improver anche tra le oltre 900 aziende considerate a livello internazionale dalla ricerca, mentre Italgas e Coima Res superano i 25 punti. Dunque, considerando i miglioramenti ottenuti dalle aziende italiane è chiaro che per la maggior parte delle imprese la sfida non è più quella di migliorare la propria trasparenza sul digitale. I top manager devono, ora, assicurare che la visione e la strategia di business siano comunicati in modo efficace. E qui affiuora un problema: quasi la metà del campione italiano, in effetti, non presenta la propria strategia e solo un quarto dichiara gli obiettivi finanziari sul proprio sito, che rappresenta il punto di riferimento per tutti gli stakeholder. Emblematico della scarsa capacità di “metterci la faccia” e assumere impegni concreti è il fatto che in meno di metà delle aziende italiane i top manager si presentano con la propria foto sul sito. Valutando le performance nelle diverse aree della ricerca, si nota che l’Italia è ormai allineata alla media europea nelle aree più legate alla rendicontazione e alla presentazione di informazioni e dati passati: presentazione dell’azienda, comunicati stampa, bilanci e informazioni sul titolo. Nonostante i progressi compiuti, le aziende italiane hanno tuttavia margini di miglioramento per quanto riguarda la comunicazione della visione futura, presentazione di obiettivi ed esempi di azioni, racconto della sostenibilità, abilità nell’attrarre i talenti. Missione, strategia, obiettivi e investment story sono meno frequenti rispetto al campione europeo. Impatto deludente Considerando, invece, gli aspetti non finanziari, la recente direttiva europea ha certamente portato una maggiore attenzione all’argomento, ma purtroppo non si è visto un segnale positivo dal punto di vista della strategia e degli impegni di sostenibilità. “Dall’analisi emerge che in Italia la direttiva ha spostato l’attenzione delle aziende verso la rendicontazione degli aspetti non finanziari, senza riuscire a spingerle a tradurre le proprie priorità in obiettivi strategici e azioni concrete” conclude Joakim Lundquist. Quella targata 2018-2019 di Webranking è la 22esima edizione a livello internazionale e la 17esima in Italia e ha coinvolto, come già sottolineato, 111 società analizzate in Italia e oltre 800 a livello globale, con 100 punti totali di protocollo per arrivare a coprire tutti gli aspetti della comunicazione corporate. Infine, sono state oltre 500 le risposte fornite ai due questionari Webranking by Comprend, dedicati, rispettivamente, ai mercati finanziari e a chi è alla ricerca di un lavoro.