Autore: Redazione
30/06/2016

Upa: Sassoli alza le stime sull'adv e rilancia la tax credit

Il presidente degli utenti pubblicitari invita a non farsi fuorviare da Brexit; la previsione sulla spesa pubblicitaria 2016 resta al 3% «più un pi greco»

Upa: Sassoli alza le stime sull'adv e rilancia la tax credit

L’assemblea 2016 dell’Upa si è svolta, ieri, sotto il segno della Brexit, l’ennesima tegola inaspettata che si abbatte sui mercati e sul precario equilibrio dell’Unione Europea. Ma per il presidente dell’associazione, Lorenzo Sassoli de Bianchi, si tratta di una “tempesta imperfetta”: «Facciamo ancora fatica a capire la magnitudo dello shock ma, secondo me, gli anticorpi già ci sono. Aumenta l’incertezza, a cui però siamo abituati. Ricordo che l’anno scorso avevamo a che fare con la Grexit. Per questo, invito tutti a non farsi prendere dall’emotività, a non ondeggiare tra isterismi e cupezze. Le aziende continuino a investire, i nostri marchi sono un’ottima àncora rispetto alle fluttuazioni. Dobbiamo continuare a fare bene ciò che facciamo».

Stime 2016 in rialzo: settori trainanti e andamento mezzi

Sassoli de Bianchi, anzi, riconferma al rialzo la previsione di chiusura anno del 3% indicata recentemente a proposito degli investimenti pubblicitari: «Oggi mi spingo al pi greco, vale a dire qualcosa più del tre». I settori trainanti sono l’alimentare, la gdo e le tlc, mentre l’auto è in lieve rallentamento, «ma ricordiamo che viene da due anni molto buoni. E si sta affacciando un nuovo player, l’ecommerce, che opera online ma comunica offline». Per quanto riguarda i mezzi, la tv - che rappresenta la metà circa del mercato - ha un segno positivo, così come la radio, che si integra sempre meglio con la televisione e diventa sempre più interessante per gli investitori. Il web risulta plafonato nell’area display, mentre social e search sono in netta crescita. La stampa viene data sulla strada della stabilizzazione, in recupero sulla parte digitale.

L'agenda di Upa: panel Auditel, Tax credit, dialogo con TER, Rai, Libro Bianco sul programmatic

L’assemblea Upa è l’occasione per dettare l’agenda strategica: «Torno sul tema del tax credit sugli investimenti incrementali, da affiancare ai vantaggi fiscali derivanti dal Patent Box. Chiediamo 400 milioni da spalmare sul sistema, di cui 100 da destinare agli investimenti incrementali sulla stampa, a tutela della democrazia e del giornalismo professionista che non può essere sostituito dal citizen journalism». Sassoli ha anche sottolineato il recente completamento del nuovo panel Auditel, «completamente sostituito e secretato nei tempi annunciati, e che ora funziona al 100%, a cui si aggiungerà quello di 10 mila famiglie entro la fine di luglio. Da quella data partirà la sperimentazione che dovrebbe dare i primi dati del Super panel pubblicabili dall’inizio del 2017». Entro la fine del prossimo anno Auditel dovrebbe, inoltre, essere allargato agli altri device digitali, smartphone, pc e tablet. A proposito dell’ingresso della società in Borsa, prospettato proprio durante l’assemblea degli utenti dell’anno scorso, «ha subìto un rallentamento a fronte delle altre priorità sopraggiunte, ma il progetto è nelle mani del presidente Andrea Imperiali. Credo che la quotazione sia uno strumento in grado di garantire trasparenza, dopo l’autodafè dello scorso novembre, e risorse da destinare alle implementazioni della ricerca che si affronteranno in futuro». Sempre in tema di misurazioni, per quanto riguarda il tema “caldo” delle copie digitali multiple di ADS «abbiamo chiesto la sospensione di questo dato in attesa che si faccia chiarezza, ricordando che in Francia hanno lo stesso problema e in questi giorni lo hanno fermato anche lì». Sulle audience radiofoniche «apprezziamo il Tavolo degli editori (TER - Tavolo Editori Radio), che abbiamo incontrato e con cui abbiamo un rapporto positivo, grazie anche al fatto che sono tutti d’accordo, ma ribadiamo la nostra posizione, ossia che vogliamo l’introduzione di strumenti di misurazione tecnologica». Sulla nuova Rai a guida Antonio Campo Dall’Orto «non esprimo giudizi. Noi ci aspettiamo una Rai coraggiosa, che sperimenti e scuota le convenzioni, che mescoli “teche” e contemporaneità; e che diventi una digital media company, come ha detto il direttore generale, ricordando il ritardo di dieci anni da recuperare in dieci mesi. Per noi è importante che vada in questa direzione, e mi sembra lo stia facendo». Sassoli de Bianchi ha voluto ricordare Enrico Gasperini, fondatore di Digital Magics e presidente di Audiweb al momento della sua scomparsa, come figura chiave del digitale in Italia, e ha annunciato l’intenzione di realizzare, in collaborazione con centri media, mezzi e investitori, un Libro Bianco sul programmatic buying. «Il programmatic è una buona opportunità, ma ha bisogno di trasparenza e regole condivise da tutto il sistema». Per quanto riguarda, invece, l’iniziativa Upa per la Cultura, «il portale funziona bene e ci sono centinaia di progetti».

Quale futuro con la Brexit

Tornando sulla Brexit e le ricadute in Italia «potrebbe portare maggiore flessibilità nella UE e, per noi, rappresentare maggiori risorse per lo sviluppo, per esempio della banda larga, così come nuove occasioni da cogliere, come intelligentemente ha fatto il nuovo sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha proposto Milano come sede dell’Authority bancaria europea. Ritengo che non ci saranno grossi danni all’export, gli accordi commerciali dovranno rimanere in piedi. Semmai, il danno è principalmente per l’Uk. Credo ci sia stato un grave errore di comunicazione legato ai termini “brexit” e “remain”. Avrebbero dovuto adottare lo slogan “brain in”, mettici la testa». Su un altro tema caldo come le concentrazioni editoriali in atto, Sassoli afferma che «non ci sarà riduzione di spazi pubblicitari, mai come in questo momento c’è stata così tanta offerta»: adesso, poi, che anche le tlc diventano broadcaster. Interrogato sullo stato dell’arte in merito ai diritti di negoziazione ha infine spiegato: «Il legislatore ha deciso di non intervenire, ma noi abbiamo fatto emergere la questione e le nostre aziende adesso ne sono consapevoli». Infine, per quanto riguarda nuovi mercati a cui guardare, Sassoli indica l’Iran. Upa ha in tutto 500 associati e rappresenta il 90% del mercato. Un fronte interessante, e si spera prolifico, su cui si sta sviluppando è quello della media e piccola impresa.