TIM: al via la nuova campagna firmata Havas Milan: Massimo Lopez torna nel fortino, le evoluzioni del brand
Partita con Sanremo la nuova campagna integrata che riprende lo storico spot del 1993; regia di Paolo Genovese, planning interno con consulenza WPP Media
Sandra Aitala
C’era una volta il telefono fisso, l’oggetto forse più conteso in famiglia insieme al telecomando (e anche prima), fino a che non sono comparsi i device mobili, che permettono di telefonare da ovunque e anche ‘guardare la tv’ in qualsiasi momento e luogo ci si trovi, in totale autonomia. Questa è la storia di una evoluzione tecnologica e di prodotto che TIM ha voluto raccontare a modo suo, con ironia e leggerezza, attraverso il lancio della sua nuova campagna istituzionale in occasione del Festival di Sanremo. L’azienda di tlc oggi offre servizi digitali, assicurativi, energia e per raccontare tutto questo ha deciso di riprendere il celebre spot di Armando Testa del 1993 (e oro l’anno dopo a Cannes), “Una telefonata allunga la vita”, e riproporlo in chiave moderna nell’epoca della iper connessione. Protagonista del commercial di allora era Massimo Lopez, prigioniero un po’ sui generis all’interno di un fortino militare, che grazie a una chiamata telefonica riusciva a evitare il plotone di esecuzione. Il nuovo spot, ideato da Havas Milan (VP ECD International Alasdhair Macgregor Hastie; Deputy Executive Creative Directors Antonio Campolo e Luigi Fattore) e prodotto da Think Cattleya con la regia di Paolo Genovese, ritrova Lopez nel medesimo fortino, mentre riguarda il vecchio spot sul suo smartphone e poi con una serie di azioni – che mettono in risalto le varie anime di TIM al giorno d’oggi – racconta la nuova realtà dell’azienda allontanando ancora una volta il compimento del suo destino.
Strategie
La nuova campagna ha debuttato martedì sera alle 21:15 durante la prima serata del Festival di Sanremo, preceduta dalla riproposizione in tv dello spot anni ’90. L’iniziativa ha funzionato come un teaser, intanto perché non è stato accompagnato da alcuna spiegazione e ha lasciato tutti con il dubbio su cosa stesse succedendo, e ha scatenato una ridda di ipotesi da parte degli spettatori/utenti che conoscevano quello spot: «Abbiamo scelto di riprendere il concept della ‘telefonata che allunga la vita’ – spiega Sandra Aitala, Vice President Brand Strategy, Media & Commercial Communication, TIM – in primo luogo per raccontare l’evoluzione di TIM utilizzando toni più leggeri rispetto al contesto attuale mondiale, e lasciare così il piccolo dono di un sorriso a chi ci guarda». Il fortino è il luogo simbolico che fa da tramite tra il passato, il presente e il futuro: «Non per guardarci indietro, ma per spiegare come la telefonata è oggi una connessione che, appunto, ‘allunga la vita’. Sul fronte strategico, l’obbiettivo è sottolineare la forza del brand, la sua affidabilità, soprattutto oggi che dalle tlc ci siamo ampliati a nuovi mercati, e la sua capacità di fare la differenza».
Planning
Oltre alla televisione (tutti gli editori) con spot da 30” e 60”, è prevista una pianificazione integrata su tutti i mezzi, compreso il cinema e i punti vendita, ctv e videostrategy digitale curata da TIM internamente con la consulenza di WPP Media (che ha vinto la gara a dicembre 2025, ndr). La durata è di due settimane e successivamente l’azienda valuterà altre iniziative. Sul fronte social, la ripubblicazione dello spot anni Novanta ha, come si diceva, acceso un ampio dibattito social. Ai contenuti spontanei sono state associate le iniziative dell’azienda, tra cui contenuti editoriali come la ‘finta’ cronaca di un calcio mercato del ’93 realizzata da Fabrizio Romano. Un passaparola che ha anche fatto conoscere alle giovani generazioni lo spot dell’epoca. Oltre alla pianificazione del commercial di brand, il piano ne prevede altri verticali legati all’offerta energia (powered by Poste Italiane) e a quella TIM Vision. “Una telefonata allunga la vita’ è una frase che ha segnato un’epoca. Ha raccontato un’Italia che iniziava a connettersi e un’azienda che costruiva infrastrutture. Oggi non celebriamo la nostalgia. Raccontiamo una trasformazione. TIM è cambiata con l’Italia e non smetterà di farlo. Siamo passati da un mondo in cui la connessione era solo voce a un ecosistema in cui la connettività è la base su cui costruiamo valore: connessioni ultraveloci e 5G, intelligenza artificiale, contenuti per l’intrattenimento, servizi digitali che vanno dall’energia alle assicurazioni. Tutto integrato in un’unica piattaforma. Per questo abbiamo fatto scelte coraggiose, ridisegnato il nostro perimetro e accelerato sull’innovazione. La tecnologia è il mezzo, non il fine. TIM oggi è questo: un Gruppo che unisce infrastruttura e servizi, tecnologia, innovazione e centralità delle persone. Il futuro si costruisce con visione e determinazione. E noi siamo pronti a guidarlo”, ha dichiarato Pietro Labriola, Amministratore Delegato del Gruppo TIM. “Quando una storia è vera, non invecchia – ha detto Lopez -. Rientrare in quel set mi ha emozionato come la prima volta: perché non era nostalgia, ma continuità. Un sorriso che torna, con la stessa eleganza”.