L’addio di Sky a Confindustria Radio Tv viene criticato
La decisione di uscire dall’associazione ieri è stata contestata durante l’assemblea, ma il suo presidente la giudica solo una scelta organizzativa
L’addio di Sky a Confindustria Radio Tv, annunciato la scorsa settimana con una lettera del suo amministratore delegato Andrea Zappia - e ripreso ieri da DailyMedia -, è stato uno dei temi oggetti di ampia discussione nel corso dell’assemblea generale dell’associazione di cui è presidente Franco Siddi e che si è svolta ieri, a Roma. ‘«Non voglio essere polemico con chi ha fatto la sua piccola Brexit, evidentemente possono permetterselo; hanno letto Kipling, sono in zona neocolonialismo - ha detto ironico al proposito il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri -. Ma è fondamentale il “level playing field”, giocare la stessa partita con le stesse regole. E l’associazionismo nasce proprio perchè ci siano delle regole, non per influenzarle a modo proprio, ma per mettere in evidenza i problemi. Se crediamo nel sistema tutti quanti avremo spazio». Anche per il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto «in questo momento non ha senso uscire da Confindustria Radio Tv, ma capire bene quali siano gli elementi comuni, perché non c’è dubbio che in passato si siano perse delle occasioni. Arriviamo con un settore audiovisivo di forza inferiore a quelli di altri Paesi europei, e questo è un limite. Credo che oggi più di ieri valga il teorema per cui l’interesse superiore a quello del singolo sia quello del nostro settore. Se lo riusciamo a difendere difendiamo anche noi stessi’». E’ d’accordo si è dimostrato nelle sue dichiarazioni anche Alessandro Araimo, Senior Vice President e Chief Operating Officer di Discovery Networks Southern Europe: «L’associazione è fondamentale e dovrà essere ancora più attiva in futuro per supportare il settore - ha spiegato il manager -. Il singolo in questo contesto ha sempre meno rilevanza sulle grandi battaglie’». Felice Blasi, presidente del Coordinamento italiano dei Corecom, non si stupirebbe «se Sky facesse domani una sua associazione, visto che ha lavorato come unico interlocutore in questi anni». Da parte sua, Franco Siddi ha sottolineato, comunque, che «non c’era niente di polemico da parte di Sky nella lettera e nei colloqui avuti con noi, la polemica è uscita sui giornali. Certo, sono rammaricato che Sky abbia deciso di andarsene. Ritengo sinceramente sia stata una loro scelta organizzativa piuttosto che una rottura del sistema, e auspico che il tempo consenta loro di elaborare una riflessione ulteriore, perchè la rivoluzione in atto ha bisogno di un confronto che sia unito al dialogo. Non essendoci stati, con noi, degli strappi, come ci hanno confermato, una interlocuzione proseguirà. E spero si comprenda che un’associazione è sfidante per cambiare ed essere innovativi, ciascuno per la sua parte».