Autore: Redazione
06/09/2016

Si chiama Tencent l’adv cinese che macina in Borsa

È la società a maggior capitalizzazione del Paese, nella top 10 a livello mondiale. Il merito va alla pubblicità e al gaming

Si chiama Tencent l’adv cinese che macina in Borsa

Nei giorni del G20 in Cina, Bloomberg ha dedicato un articolo a Tencent, la società fondata nel 1998 a Shenzen attiva nel mercato dei giochi online, dei social e della messaggistica istantanea. Il motivo? Tencent è la company con la maggior capitalizzazione di tutto il Paese asiatico e nella top 10 mondiale, dopo aver scavalcato China Mobile, grazie a una valutazione di 256,6 miliardi di dollari. A spingere le performance sono i giochi e la pubblicità online. La traiettoria di Tencent riflette quella della seconda economia più grande al mondo, con le industrie che stanno lasciando spazio, e occupati, alle aziende della digital economy, come per esempio Alibaba, quotata a New York. La situazione, spiega Bloomberg, è stata favorita da una politica più aperta e meno statalista, che ha permesso lo sviluppo del settore privato, ora vero e proprio traino economico del Paese. L’impero di Tencent Tencent è un vero e proprio impero nel settore internet e comunicazione in Cina, grazie anche all’assenza di concorrenza dall’estero. La holding possiede il portale  QQ.com, Tencent QQ e WeChat, Tencent Weibo, tutti servizi che hanno una popolazione compresa tra i 500 milioni e il miliardo scarso di utenti. La società è stata fondata nel 1998 nelle Cayman da Ma Huateng, Zhang Zhidong, Xu Chenye, Chen Yidan, Zeng Liqing. E adesso la società sta puntando forte su advertising e gaming, con le ultime sei semestrali che si sono concluse sopra le aspettative sia sul fronte dei ricavi sia per quello degli utili. A fare da c’è la pubblicità, guarda caso, sulla spinta del mobile e del video, su cui il colosso dice di voler concentrare i propri investimenti. Nel secondo trimestre dell’anno, questa voce è valsa 940 milioni di dollari circa. Perché anche in Cina, l’advertising sta facendo felici le Borse, allineando il Paese a quanto sta succedendo ormai da qualche anno in America, con nomi come Apple, Google e Facebook a farla da padrone sui mercati finanziari.