Autore: Redazione
14/07/2016

Rai e Arte insieme per promuovere le produzioni culturali

Rai e Arte insieme per promuovere le produzioni culturali

Dare vita a progetti co-produttivi europei ad alta mediazione culturale, destinati alla distribuzione internazionale e alla programmazione nazionale. E’ il senso dell’accordo, o contratto di associazione, che ieri la Rai, attraverso il suo braccio commerciale Rai Com, ha firmato con Arte, broadcaster franco-tedesco a forte impronta europea con alta capacità culturale e di produzione audiovisiva. Una firma che nella Sala degli Arazzi di Viale Mazzini , a Roma,ha visto protagonisti Gian Paolo Tagliavia, presidente di Rai Com, e Peter Boudgoust, presidente di Arte. La partnership prevede inizialmente 200mila euro a testa, ma l’esiguità della cifra di partenza - hanno chiarito Tagliavia e Boudgoust nella conferenza stampa tenuta con la presidente Rai Monica Maggioni e il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto - ha valore simbolico, non vuole essere un indicatore economico. L’intesa avrà durata biennale e a meno di disdetta sarà rinnovabile automaticamente alla scadenza. Ogni anno Rai Com e Arte individueranno di comune accordo una serie di progetti co-produttivi che saranno poi regolati da singoli accordi applicativi. Il contratto a due prevede che un rappresentante del gruppo Rai possa partecipare – a solo titolo consultivo – agli organi decisionali di Arte, e in particolare alla Conferenza dei programmi e all’assemblea generale del broadcaster. Gian Paolo Tagliavia ha rilevato l’importanza di questo accordo che suggella la collaborazione eccellente e di lunga data tra Rai e Arte, aprendo alla produzione tv italiana “nuove prospettive in ambito europeo e internazionale rafforzando al tempo stesso la strategia di fondo di Rai Com che prevede che i propri obiettivi commerciali si armonizzino con quelli più generali di servizio pubblico”. Di “accordo importante per una media company che vuole assumere una dimensione internazionale” ha parlato il direttore generale della Rai. “Un servizio pubblico – ha detto il dg Antonio Campo Dall’Orto – che vuol essere sempre più protagonista, e poi c’è la missione di raccontare sempre più il nostro Paese fuori dai confini nazionali”. E nel sottolineare che “l’accordo l’avremmo fatto anche senza Brexit”, Campo Dall’Orto ha tenuto comunque a sottolineare che si è in un contesto particolare, “oggi c’è una rilevanza in più perchè vogliamo dare un segnale ulteriore dell’essere parte di un luogo fatto di culture diverse (l’Europa, ndr), ma con forte spessore valoriale. Come pure portare nel nostro paese elementi culturali derivanti da altre realtà”.