Publicis Groupe: nell’anno del centenario l’intelligenza artificiale diventa protagonista della crescita; anche in Italia, dove l’amministrato media è cresciuto del 64%
Il Chief Operating Officer Paolo Stucchi e Marco Barbarini, General Manager di Sapient, spiegano numeri, trend e strategie del Gruppo nel nostro mercato
Marco Barberini e Paolo Stucchi
Nel 2026 Publicis Groupe celebra il centenario (l’agenzia è stata fondata nel 1926 da Marcel Bleustein-Blanchet) con numeri da record in termini di new business: secondo COMvergence l’azienda è leader globale con un gestito di circa 7,7 miliardi di dollari nei primi nove mesi dell’anno scorso, mentre in Italia mette a segno con una crescita “monstre” del 64%. Nel suo secondo secolo di vita, Publicis Groupe entra nell’era della tecnologia e dell’intelligenza artificiale come motori di sviluppo. L’AI sarà protagonista nel mercato e nelle pratiche del Gruppo, ha detto il Presidente e A.D. Arthur Sadoun nel messaggio di saluti natalizi di fine anno. Ma in che modo questa visione si tradurrà in strategie di crescita? Ne parliamo con il Chief Operating Officer Paolo Stucchi, e con Marco Barbarini, General Manager Italia di Publicis Sapient, l’agenzia di MarTech interna al Gruppo.
In che modo la tecnologia sta cambiando il mondo della comunicazione e dal punto di vista del media come se ne avvantaggerà Publicis Groupe?
Stucchi: La tecnologia è un po’ come la magia: rende possibili cose che un tempo sembravano irraggiungibili, sia nella creazione che nella distribuzione dei messaggi. 100 anni fa, Publicis ha avuto successo grazie alla creatività applicata alla radio, una tecnologia innovativa dell’epoca. Oggi, la tecnologia rende i contenuti dinamici, capaci di adattarsi all’audience, e i media sono sempre più connessi sia con gli individui che con touchpoint digitali o fisici come i punti vendita. Publicis si differenzia per la sua capacità unica di fondere tecnologia, dati e idee. Publicis nasce dalla creatività, cresce con il media e poi grazie all’acquisizione di Sapient diventa leader anche nella tecnologia. Più recentemente, le acquisizioni di Lotame e Epsilon le hanno dato accesso alle fonti dati più importanti a livello globale. È così che Publicis è diventata leader globale, anticipando sempre il futuro. Oggi, ciò che davvero fa la differenza sono gli investimenti in dati e persone. La tecnologia è un “qualifier” che permette di arrivare in finale, ma il vero “differentiator” è la capacità delle persone di utilizzarla per creare valore. Per questo motivo abbiamo scelto di portare l’intelligenza artificiale al 100% delle nostre persone, non solo come tool, ma come un vero e proprio mindset orientato al futuro della nostra offerta e delle nostre carriere. Questo cambio sposta l’intera organizzazione dal concetto di performance a quello di impatto misurabile sul business.
Il 2025 è stato un anno molto rilevante per Publicis Groupe, con una crescita impressionante del new business sia a livello globale, sia e soprattutto nel mercato italiano. Quali sono state le scelte strategiche nell’area media che vi hanno permesso di raggiungere questi risultati?
Il 2025 è stato un anno di grandi successi, ma anche di grande impegno. È stato il primo anno della nuova squadra media di Publicis in Italia, che abbiamo iniziato a costruire nella seconda metà del 2024. La qualità del team media, che ha portato a un netto innalzamento della qualità complessive del nostro lavoro. Tutto il resto è conseguenza naturale di un percorso che continua ogni giorno. Scegliere talenti con caratteristiche complementari e farli collaborare è essenziale, ma unire i professionisti di valore già presenti con il meglio che il mercato offre è ciò che fa la differenza. Ogni giorno lavoriamo per far crescere il valore del nostro team integrando nuove persone con l’obiettivo di costruire per il futuro. In Publicis esiste un grande valore e la nuova leadership ha il compito di esprimerlo al massimo. Con questa nuova configurazione del media ci siamo evoluti per poter fare evolvere anche ciò che ci circonda, e posso dire che tutto è cambiato in meglio. Abbiamo concentrato la nostra attenzione sui risultati concreti per i clienti. Abbiamo affrontato le gare con la forza di tutto il Gruppo, abbiamo costruito modelli di segregazione dei dati molto avanzati, e abbiamo sempre agito per il bene delle aziende e dell’economia italiana. Le nostre energie non sono mai andate nella competizione con altri gruppi, ma piuttosto nell’esprimere tutto il nostro potenziale e le nostre competenze. Questo approccio ci ha permesso di vincere le principali sfide dell’anno. E per essere ancora più efficaci ci siamo dati una regola importante e vincente: non replicare mai due volte la stessa storia. Anche nel media, la creatività resta per noi un fattore distintivo come capacità di pensiero laterale.
Quali sono stati gli andamenti economici delle attività media nel 2025? Cosa vi aspettate per il 2026?
Nel 2023, Publicis Media contava circa 500 persone; oggi siamo quasi 700. Tuttavia, il cambiamento più significativo non riguarda i numeri, ma l’evoluzione della nostra visione: siamo ora una rete di professionisti che lavorano insieme con obiettivi comuni. Il nostro amministrato è cresciuto del 64%, la fiducia nell’organizzazione è aumentata del 28% e il “Net Promoter Score”, che misura la qualità della nostra relazione con i clienti, è salito del 20%. Nel 2025, abbiamo gestito circa 50 gare, con un tasso di vittoria pari al 66%. Questo successo è arrivato mentre investivamo sulle nostre persone: più di 600 talenti formati e oltre 5.500 ore di training, con una parte crescente dedicata all’IA. Tutti i nostri investimenti in learning quest’anno saranno focalizzati sull’IA. Per il 2026, stiamo lavorando affinché i clienti che ci hanno scelto (o riscelto) raggiungano pienamente i loro obiettivi. Solo così avremo la possibilità di continuare a crescere e reinvestire nel nostro futuro.
Dal punto di vista del media, quali sono gli obiettivi di Publicis Groupe in Italia e quale ruolo gioca il nostro Paese nel Gruppo?
L’Italia è un mercato osservato con interesse da parte degli altri Paesi del Gruppo. Non solo per i risultati, ma anche per la capacità di applicare con successo il nuovo modello “Connected Media”, dimostrando che il media è oggi in grado di evolvere in una vera e propria piattaforma per la crescita del business. Il nostro ruolo nel mercato è far crescere l’economia e il benessere del nostro Paese, facendo crescere la potenza della comunicazione dei nostri clienti e dei loro brand. Il “Power of One” è l’abilitatore di questo ruolo perché ci permette di orchestrare la comunicazione attraverso il nostro modello Connected Media, Intelligent Creativity e Digital Business Transformation, con governance forti e processi resi semplici dalla tecnologia e dalla cultura della nostra azienda.
Intelligenza artificiale e approccio integrato “all in one”: come funzionano le sinergie all’interno del Gruppo e qual è il ruolo delle persone in questo contesto?
Molti dei clienti che ci hanno scelto negli ultimi anni hanno apprezzato il nostro modello integrato. Non è una questione di energie che si sommano, ma di energia che si moltiplica. “Power of One” è motivazione, stimolo reciproco, fecondazione incrociata. È anche disciplina, governance, seniority più alte. E, ancora, processi consolidati, Roles & Responsibilities chiare. Riduzione delle duplicazioni, esecuzione più rapida. “Power of One” è l’agenzia che pulsa e diventa intelligente, un’intelligenza non artificiale ma reale, fatta di professionisti con background diversi, uniti da un comune obiettivo. Qui l’AI è l’amplificatore del valore delle persone.
Il mercato della comunicazione è sempre più articolato, tra media “classici” e consolidamento di quelli digitali, retail media e nuove opportunità offerte dal marketing esperienziale. Qual è la vostra visione rispetto a questo scenario? Quali sono le scelte e i cambiamenti da fare per restare rilevanti e possibilmente migliorare?
I principi per comunicare in modo efficace sono sempre quelli, solo vanno rivisti e attualizzati in un ecosistema digitalizzato e sempre più articolato: primo, stare vicini alle persone: dove loro sono, esserci. Qui vincono OOH e geolocalizzazione della comunicazione. Secondo, la comunicazione è relazione e la relazione ha bisogno di essere nutrita in continuità. Nulla dice “ci sono, sono presente” come essere in tv e in radio. Non comunicare, comunica la propria assenza. Terzo, ottenere fiducia. Un brand è forte se la gente si fida, non se si limita a catturare l’attenzione. La qualità del contesto fa vendere e permette di farlo a prezzi più alti. Influencer premium, editori premium, piattaforme premium non sono un lusso, ma la grammatica per restare rilevanti e avere successo comunicazionale e commerciale.
Sapient Alla luce degli sviluppi digitali del marketing, come si evolve la vostra offerta attraverso Sapient e quali gli obiettivi dei prossimi mesi?
Barbarini: Avere le migliori competenze di media, MarTech e trasformazione digitale che lavorano insieme è alla base del percorso evolutivo di Publicis Groupe. In questo contesto Publicis Sapient rappresenta il vero abilitatore dell’innovazione e delle idee di Publicis Media. Publicis Sapient con la sua offerta di consulenza, innovazione e tecnologia ci permette di agire come partner strategici nel percorso di innovazione di business dei nostri clienti. Insieme spesso creiamo nuove connessioni con i consumatori, non solo attraverso il media, ma anche con CRM, commerce e dati. Questo ci permette di essere un vero e proprio partner di business. Insieme costruiamo ecosistemi intelligenti che trasformano la strategia in valore, il contenuto in esperienza, la tecnologia in abilitatore e i dati in impatto misurabile. L’innovazione è al centro e l’AI è il nostro superpotere che ci permette di fare molte cose prima impensabili, quali ad esempio l’automatizzazione dei processi e della produzione di asset, l’integrazione di media, social e CRM, la creazione di sistemi integrati di commerce e loyalty, la costruzione di nuove piattaforme e nuove app per restare sempre connessi con i consumatori. Il nostro obiettivo va oltre il media, oltre il digital marketing e oltre la tecnologia: vogliamo essere leader della prossima era del digitale. Un’era in cui il successo passa dalla connessione tra il valore delle persone e la capacità di innovare - e di osare - delle marche.