PepsiCo Italia: strategia integrata con partner consolidati tra canali massivi e touchpoint più mirati. Il nuovo A.D. Paolo Rizzo: «Nel 2026 focus sul rafforzamento dei marchi»
Il lavoro di rebranding e riallineamento alle piattaforme globali avrà l’obiettivo di rendere l’identità globale ancora più coerente, riconoscibile e contemporanea anche sul mercato italiano
Paolo Rizzo
Raccontare in modo integrato l’intero portafoglio prodotti e le strategie dedicate al canale Out of Home, con uno sguardo particolare ai formati Ho.Re.Ca. e alle sinergie con il mondo food. Questi gli obiettivi che PepsiCo Italia si è prefissata in occasione della recente partecipazione a Beer&Food Attraction, approfonditi dalla redazione di Dailymedia e Dailyonline insieme a Paolo Rizzo, nuovo A.D. e Country Manager dell’azienda. Un’analisi dettagliata tra progetti del 2026 e strategie di sviluppo, nonché l’opportunità di esplorare da vicino i brand e le innovazioni del gruppo.
Il 2026 a livello di lanci cosa prevede nel vostro portafoglio prodotti?
«Il 2026 sarà caratterizzato sia da nuovi lanci che dal rafforzamento dei brand commercializzati e sarà un anno molto rilevante per l’evoluzione del nostro portafoglio. Il focus principale sarà sul rafforzamento dei marchi, partendo da un lavoro di rebranding e riallineamento alle piattaforme globali, con l’obiettivo di rendere l’identità globale PepsiCo ancora più coerente, riconoscibile e contemporanea anche sul mercato italiano. In parallelo, lavoreremo su alcune limited edition nel mondo Snacks che ci permetteranno di mantenere alta l’attenzione e di presidiare momenti strategici dell’anno, parlando con linguaggi più attuali e vicini alle community. Torneremo poi ad avere innovazioni nel mondo degli Sport Drinks, dopo qualche anno dall’ultimo nuovo lancio. In sintesi, nel 2026 la priorità sarà consolidare l’equity dei marchi e renderli ancora più forti nel tempo. In questa fase la nostra strategia è molto focalizzata su due aspetti: consistenza e rilevanza. Stiamo lavorando per rendere la comunicazione sempre più integrata, mantenendo un equilibrio tra canali massivi e touchpoint più mirati, perché la frammentazione dell’attenzione oggi richiede un approccio più intelligente rispetto al passato. In questo contesto, il fuori casa ha un ruolo chiave: è uno dei pochi mezzi che riesce ancora a garantire impatto e presenza nel “mondo reale”, ed è perfettamente complementare al digitale. Per noi non è solo una leva di copertura, ma uno strumento di posizionamento e costruzione di immaginario, capace di creare continuità tra awareness e conversazione. Parallelamente, stiamo rafforzando il lavoro sulle occasioni di consumo attraverso partnership e attivazioni con realtà in cui Pepsi può inserirsi in modo naturale e credibile. Iniziative come “Better with Pepsi”, ad esempio, ci permettono di lavorare insieme a top client del mondo food valorizzando un rituale profondamente italiano come quello della pizza e portando il brand in contesti reali, vissuti e ad alta rilevanza culturale».
Stringerete delle partnership o avete pianificato delle sponsorizzazioni per il 2026 che potete anticiparci?
«Le partnership restano centrali nella nostra strategia, perché ci permettono di portare i brand dentro contesti culturali forti, dove la comunicazione diventa più autentica e meno pubblicitaria. Nel 2026 continueremo a lavorare su un mix tra asset globali, che garantiscono forza e coerenza, e progettualità locali, che rendono il racconto davvero rilevante per il mercato italiano. Su alcune iniziative specifiche non possiamo ancora entrare nel dettaglio, ma continueremo a presidiare asset di primo livello, in particolare nel mondo dello sport, che resta uno dei territori più rilevanti per i nostri brand. Il calcio, ad esempio, sarà un momento chiave anche in prospettiva dei grandi appuntamenti internazionali come la UEFA Champions League, così come la Formula 1 continuerà a rappresentare una piattaforma globale di grande forza, che guardiamo con attenzione in ottica di attivazioni e contenuti anche alla luce di una delle ultime novità come la partnership con Mercedes F1 Team. La direzione è chiara: non ci interessano sponsorship “di facciata”, ma collaborazioni che generino valore per i partner e che possano vivere su più touchpoint in modo integrato».
Con quali partner lavorerete nel 2026?
«Lavoriamo con un ecosistema di partner molto articolato, perché oggi la comunicazione richiede competenze specialistiche e capacità esecutiva su linguaggi diversi. Crediamo molto nel valore delle agenzie e nel fatto che, quando la collaborazione funziona, il risultato non è solo creativo ma anche di business. Sul 2026, al momento, non sono previste gare aperte di rilievo: continuiamo a lavorare con partner consolidati, con l’obiettivo di garantire continuità, qualità e coerenza su tutti i touchpoint. Per quanto riguarda i credits, dove opportuno li condividiamo volentieri, ma preferiamo sempre mantenere un focus sul valore delle attività e dei risultati, più che sulla logica del “who’s who”, soprattutto quando si parla di piani annuali e strategie integrate».