Autore: Davide Sechi
23/02/2026

Notoria, la nuova agenzia che mette i numeri prima delle campagne

Fondata a Varese da tre professionisti under 30 con esperienza tra consulenza, agenzie e ruoli in house, Notoria punta a integrare strategia, analisi economica e operatività per accompagnare e-commerce e aziende data-driven in una crescita sostenibile e di lungo periodo

Notoria, la nuova agenzia  che mette i numeri prima delle campagne

Alessandro Ronga

In uno scenario in cui il digital marketing è sempre più orientato alla performance immediata e ai risultati nel breve periodo, molte aziende rischiano di scollegare le attività promozionali dalla sostenibilità economica e dal piano commerciale. È in questo contesto che nasce Notoria, agenzia fondata a Varese da tre professionisti under 30 con esperienze tra consulenza, agenzie e ruoli in house, con l’obiettivo di integrare strategia, analisi dei numeri e operatività. Un modello che rimette al centro il business, i margini e la visione di lungo periodo per accompagnare e-commerce e aziende data-driven in una crescita più consapevole. Ne parliamo con il CEO e co-founder Alessandro Ronga (ospite di DailyOnAir - The Sound Of Adv).

Com’è nata l’idea di fondare Notoria e quali esperienze vi hanno portato a fare questo passo?

«In Notoria innanzitutto siamo tre soci: io, Alessandro, Christian e Matteo. Arriviamo tutti e tre da percorsi diversi. Io ho lavorato principalmente come freelance collaborando con diverse agenzie di consulenza oppure direttamente con aziende, sempre nel settore e-commerce e performance marketing. Christian tra noi è quello che ha avuto esperienze un po’ diverse perché ha lavorato prima in una multinazionale che si occupa della vendita di spazi pubblicitari digitali, poi in un’agenzia più tradizionale e successivamente come e-commerce specialist in un e-commerce, prima di essere qui con noi su Notoria. Matteo invece, come me, ha lavorato sempre in partita IVA collaborando con agenzie, ma concentrandosi sulla parte di video editing, videomaking, comunicazione e grafica. Siamo amici di vecchia data, ci conosciamo da tanti anni e ci siamo seguiti nella nostra crescita professionale, confrontandoci spesso sulla nostra evoluzione. Un giorno, tornando da un viaggio tra amici, parlando come sempre di lavoro, è emerso che nelle realtà con cui collaboravamo c’erano attività che non funzionavano come avrebbero dovuto e ci sarebbe piaciuto intraprendere un percorso in autonomia per portare una soluzione concreta a quelle criticità. Così è nata Notoria, con l’obiettivo di proporre un approccio diverso rispetto a quello che si vede solitamente nelle aziende e nelle agenzie tradizionali».

In cosa consiste concretamente questo approccio orientato al business e non solo alla performance?

«Il nostro approccio si basa sulle esigenze dell’azienda. Noi partiamo sempre da un piano commerciale e quel piano diventa un po’ la nostra Bibbia, perché ci permette di definire insieme all’azienda la direzione che deve prendere. Tante aziende hanno già un piano commerciale, tante invece non lo hanno e quello che facciamo è intervenire per far comprendere l’importanza di questo strumento e soprattutto per mantenere un’organizzazione e una metodologia ben definita che permetta di evitare errori e di avere una visione anche nel lungo periodo. Lavorando con tante aziende che hanno un approccio puramente digitale, soprattutto negli e-commerce, sia di prodotti sia di servizi, abbiamo notato che spesso si crea confusione, non si riescono a prendere decisioni strategiche ben definite e manca una pianificazione delle direttive aziendali. Questo è il primissimo step che determina il nostro approccio, perché ci poniamo come veri partner delle aziende, assistendole e cercando di modulare il loro approccio lavorativo interno rendendolo più business oriented e non solo performance. Le attività di performance sono fondamentali, ma se non c’è una direzione aziendale chiara si rischia di perdere il focus sulle attività realmente importanti. Una volta definito il piano commerciale si entra nello specifico, andando a sviscerare tutte le attività necessarie per eseguirlo nei minimi dettagli. Non ci basiamo solo su quello che il cliente ci dice, ma portiamo anche noi iniziativa e metodo per avere organizzazione e controllo dei numeri. Gestire un e-commerce significa gestire un’azienda a tutti gli effetti, con logiche diverse rispetto a imprese nate 30 o 40 anni fa, soprattutto dal punto di vista organizzativo».

Come integrate le competenze, come misurate i dati e come accompagnate le aziende verso una visione più moderna e data-driven?

«Noi in primis siamo sempre aggiornati sulle nuove tecnologie. Una difficoltà che riscontriamo spesso nelle aziende è la fatica di stare al passo con l’evoluzione tecnologica, che soprattutto grazie all’intelligenza artificiale sta andando velocissima. Comprendo che non sia il loro core business aggiornarsi continuamente, ma per noi sì. Questo ci permette di dare spunti concreti alle aziende su dove sta andando il mercato e su come stanno evolvendo le piattaforme che utilizziamo. Partendo dal piano commerciale definiamo le attività operative come advertising, piano media, piano editoriale organico, mail marketing e commercial data optimization. Il piano commerciale serve anche a organizzare il lavoro in anticipo: se oggi siamo a febbraio e a maggio vogliamo lanciare determinate attività, lavoriamo prima per evitare errori e non arrivare impreparati. Quando le attività partono analizziamo i dati delle campagne pubblicitarie e delle piattaforme per individuare eventuali punti di bottiglia. Questo ci consente di avere chiarezza operativa e di essere allineati con l’imprenditore o con il team interno. Oggi esistono strumenti di intelligenza artificiale che permettono di analizzare i dati in modo più veloce rispetto a qualche anno fa e noi possiamo suggerire come utilizzarli per prendere decisioni basate sui dati e non sul secondo me, che spesso porta a risultati fuorvianti».

Quali obiettivi vi siete dati nel medio periodo e come immaginate l’evoluzione del mercato e-commerce data-driven?

«Nel medio periodo vogliamo ampliare sempre di più i nostri servizi per colmare il gap tra evoluzione tecnologica e operatività aziendale, portando un metodo adatto al digitale ma con una supervisione del business e un approccio imprenditoriale forte, altrimenti le aziende fanno fatica a stare in piedi perché i numeri non tornano. Non bisogna concentrarsi solo sulle metriche di marketing, ma soprattutto sui KPI di business che poi si traslano nelle attività di marketing, e questo è uno dei nostri primissimi obiettivi. Per quanto riguarda l’evoluzione del mercato, l’e-commerce sarà sempre più radicato nelle nostre abitudini ed è un mercato in continua crescita; le aziende che oggi non fanno digitalizzazione saranno portate a farla perché sarà sempre più necessario. Grazie all’intelligenza artificiale vedremo un’evoluzione incredibile: oggi magari non viene ancora sfruttata a pieno, ma nei prossimi anni assisteremo a cambiamenti importanti. Basti pensare all’evoluzione di ChatGPT, dove all’interno delle chat vengono suggeriti prodotti: questo permetterà alle aziende di avere sempre più traffico, ma bisogna stare al passo con i tempi ed essere veloci nei cambiamenti, altrimenti si rischia di incontrare difficoltà. È un mercato che crescerà su diversi fronti, però bisogna stare al passo, e noi ci poniamo l’obiettivo di educare le aziende su questa evoluzione, adeguando i nostri servizi alle loro esigenze per aiutarle a strutturare al meglio il loro ecosistema».