Autore: Redazione
06/12/2016

Native e Programmatic: l’evoluzione di Ligatus

L’intervista a Julien Mosse, COO Ligatus Gmbh, incontrato in occasione dell’ultima edizione di IAB Forum, tenutosi il 29 e 30 Novembre scorsi a Milano

Native e Programmatic: l’evoluzione di Ligatus

di Anna Maria Ciardullo
In occasione dell’ultima edizione di IAB Forum lo scorso 29 e 30 Novembre, una delle aziende protagoniste è stata Ligatus, native performance network numero uno in Europa, che in un workshop tematico ha portato dati e previsioni sullo scenario del Native Programmatic Advertising con un focus specifico sulla brand safety e sul valore di un network premium a tutela dei brand e dei loro contenuti online. L’intervista a Julien Mosse, COO di Ligatus GmbH, che ha spiegato l’evoluzione della company nell’ultimo anno e le novità legate al mercato Italiano, in crescita costante.

Può descriverci brevemente cosa è successo quest’anno? Com’è stato il 2016 di Ligatus?

Il 2016 è stato un anno di grande trasformazione per Ligatus, soprattutto nell’ambito della nostra offerta di programmatic native, che si è consolidata anche grazie alle partnership che abbiamo stretto con aziende come Adform, AppNexus, Criteo, LiquidM e Sociomantic. Abbiamo stretto rapporti con molti trading desk per aumentare il numero delle campagne, dal momento che in Europa tra il 20 e il 40% della digital spending viene appunto dal programmatic. Abbiamo, dunque, allargato il nostro network di agenzie, con le quali riusciamo a lavorare molto meglio e più facilmente, grazie anche ad una nuova DSP e al comune scopo di mantenere sempre un focus particolare su contenuti di qualità.
ligatus-opengraph-e1472809514443

Come si prospetta la chiusura in termini di business e fatturato?

Purtroppo non posso ancora condividere i dati del bilancio. Posso però dire che siamo in linea con le attese, anzi in alcuni ambiti le abbiamo addirittura superate: già il 10% delle revenue arrivano dal programmatic ed è un dato molto positivo che contiamo di raddoppiare già nel corso del prossimo anno. Complessivamente ci riteniamo soddisfatti e abbiamo tutti i presupposti di cui abbiamo bisogno per mantenere il trend di crescita che ha caratterizzato tutto il 2016.

Quali saranno i nuovi trend del programmatic che vedremo nel prossimo futuro?

Penso che il programmatic sia un ambito che non vedrà un arresto nella sua evoluzione poiché si tratta di una tecnologia con grandissimi margini di crescita e che ha già dimostrato la sua efficacia in molti ambiti. Fino a poco tempo fa si poteva evitare di considerarlo una priorità ma oggi è imprescindibile per ogni società. Per quanto riguarda il programmatic native, è previsto che cresca di oltre 18 miliardi già nei prossimi tre anni. Quello che vedremo da qui a poco tempo sarà probabilmente un uso più massiccio del programmatico anche in ambiti come la radio, la televisione, l’out of home e non solo nel web, cosa che si sta già affermando ma che probabilmente rappresenterà un trend di particolare rilevanza.

Cosa può dirci riguardo all’andamento del mercato italiano?

Siamo molto soddisfatti della situazione italiana, dove c’è un mercato digital molto vivace che ormai si può definire maturo. Siamo cresciuti parecchio anche qui quest’anno e abbiamo soprattutto ottenuto riscontri più che positivi dalle conversazioni con i trading desk che apprezzano in un crescendo continuo il contributo unico di Ligatus.

Altri progetti futuri?

Intendiamo proseguire come sempre con importanti investimenti sullo sviluppo di prodotto per garantire un miglioramento continuo della nostra offerta tecnologica, soprattutto in ambito programmatic native. Accanto al prodotto, stiamo lavorando costantemente al nostro processo di internazionalizzazione che ci vedrà a breve pronti a fare il nostro ingresso nel mercato britannico, con nuovi clienti e una nuova sede operativa.