Mastercard: nel 2025 il valore delle transazioni online cresce del 14%, i volumi del 16%
Lo studio sui trend di acquisto digitale mostra il radicamento dell’e-commerce in Italia; intervista all’ head of retail and commerce Italia Andrea Calisti
Andrea Calisti
Le compere online sono entrate di diritto nelle abitudini di acquisto degli italiani; e così il pagamento elettronico, che si sta facendo sempre più sofisticato e impone ai principali operatori dei pagamenti digitali – Mastercard, Visa, American Express, Diners – di sviluppare metodi più sicuri e garantiti contro frodi e furto di dati. Anche perché lo scorso anno, solo nel mercato di Mastercard (80 milioni di carte in Italia, 3 miliardi nel mondo), il valore delle transazioni commerciali digitali è cresciuto del 14% rispetto al 2024, e addirittura del 16% in termini quantitativi. Lo dice la terza edizione della ricerca ‘Mastercard eCommerce Insights: trend e abitudini di acquisto online degli italiani’, che viene presentata proprio oggi in occasione del Netcomm Forum 2026. «Storicamente, i pagamenti online presentano un livello di frizione o complessità che stimiamo intorno al 10/12%. Stiamo parlando di transazioni che non vanno a buon fine per ragioni di sicurezza - spiega Andrea Calisti, Head of Retail and Commerce Mastercard Italia -. Il nostro impegno, con gli altri operatori all’interno del consorzio (EMVCo) è definire standard di pagamento semplici e sicuri come in negozio, sulla scorta di quanto fatto con il contactless, con l’ambizione di eliminare dalla rete la circolazione di qualsiasi dato sensibile (numero carta, scadenza, codice di sicurezza), attraverso la tokenizzazione». Mastercard ha lanciato il suo sistema Click to Pay, integrato già da 18mila esercenti online, per ottimizzare la customer journey: riducendo drasticamente l’abbandono del carrello, semplificando il processo di checkout e offrendo un’esperienza sicura e veloce che aumenta le conversioni e riduce il rischio di frodi.
La frequenza aumenta
Ma veniamo ai dati. Dallo studio, effettuato sulle transazioni Mastercard in modo che restituiscano dati aggregati e assolutamente anonimi, emerge una frequenza d’acquisto che raggiunge le 33 transazioni medie annue per consumatore (circa 3 al mese per milioni di carte, ma ci sono picchi di 16): «E’ la frequenza più che la penetrazione, ovvero l’acquisizione di nuovi utenti come avveniva in passato, il primo driver di crescita, e l’aumento della frequenza è il primo trend che ci aspettiamo in futuro, superiore anche all’acquisto in store. Il 40% circa della spesa online dei consumatori in Italia nel 2025 si è concentrata sui marketplace generalisti (20% di quota mercato e-commerce) e sul settore dei viaggi (trasporti ed ospitalità, 19% quota mercato), seguiti dall’abbigliamento (10% della spesa). Interessanti sono i trend di crescita: se la crescita dei generalisti è relativamente contenuta (+6%), quella della categoria elettronica di consumo è del 20%, esclusi i marketplace. Questo è un mercato dove le insegne specialiste fanno sentire il proprio peso. Il travel aumenta dell’11%, mentre il fashion del 6%. E poi ci sono categorie che si avvantaggiano molto della digitalizzazione, tipo la spesa alimentare online e il food delivery (che insieme valgono il 5%) con il +13% sul 2024, le assicurazioni (+16%), le utilities (+12%), il beauty e il farmaceutico (+11%). Sulla base di questi dati «ci aspettiamo una crescita dell’omnichannel e osserviamo la transizione digitale di tante categorie tradizionali: utenze, assicurazioni che passano dall’agenzia fisica all’online, e ancora la crescita del medicale e del farmaceutico».
Milano capitale e-commerce
Ma dove si compra di più? L’e-commerce è sempre più diffuso, ma Milano è la capitale con il 35% di penetrazione del commercio digitale, mentre Bologna e Firenze raggiungono il 30%, con forte accelerazione anche al di fuori dei principali hub tradizionali. Seguono Brescia (29%), Roma, Torino e Napoli (28%), fino a Verona (26%), Bari (25%) e Palermo (23%). Il Black Friday si conferma l’appuntamento ricorrente più strategico per l’economia digitale nazionale. Durante le settimane promozionali legate all’evento, si concentra infatti il 7% della spesa online annuale, con incrementi impressionanti rispetto alla media annuale: +30% di spesa e-commerce e +17% di utenti attivi. Sul fronte rimborsi e resi, il 3% delle transazioni online è oggetto di rimborsi o resi, riflettendo la crescente aspettativa dei consumatori di poter annullare o restituire agevolmente gli acquisti effettuati. Il fenomeno è particolarmente rilevante nel fashion, dove interessa il 17% degli ordini (+26%), e nei marketplace generalisti, che registrano un’incidenza del 6% degli ordini (+12%). Le altre categorie mostrano invece una dinamica più stabile. Dal punto di vista geografico, le città con la maggiore incidenza di resi risultano Napoli (3,6% degli ordini online) e Catania (3,2%).