Autore: Davide Sechi
08/07/2026

Meta porta WhatsApp Business in una nuova fase: dall’assistenza alle conversazioni che generano valore

L’incontro di ieri a Milano segna un passaggio strategico nell’evoluzione della piattaforma per le grandi imprese. Tra AI, automazione e nuovi modelli relazionali, l’obiettivo è trasformare il dialogo con i clienti. Ne abbiamo parlato anche con Luca Colombo, country director di Meta Italia

Meta porta WhatsApp Business in una nuova fase: dall’assistenza  alle conversazioni che generano valore

l'intervento di Luca Colombo al primo WhatsApp Business Summit italiano

L'incontro di ieri a Milano segna un passaggio strategico nell'evoluzione della piattaforma per le grandi imprese. Tra AI, automazione e nuovi modelli relazionali, l'obiettivo è trasformare il dialogo con i clienti. Ne abbiamo parlato anche con Luca Colombo, country director di Meta Italia.

WhatsApp non vuole più essere soltanto il luogo delle conversazioni private. La piattaforma di messaggistica di Meta punta a diventare uno dei principali punti di contatto tra aziende e consumatori, portando anche in Italia strumenti pensati per gestire milioni di interazioni, automatizzare i processi attraverso l'intelligenza artificiale e costruire relazioni sempre più personalizzate.

È il messaggio emerso ieri a Milano durante il primo WhatsApp Business Summit italiano, appuntamento con cui Meta ha riunito aziende, partner tecnologici e agenzie per raccontare l'evoluzione della piattaforma e mostrare come il canale stia entrando in una nuova fase di maturità. L'Italia rappresenta uno dei mercati più rilevanti per WhatsApp grazie a un livello di penetrazione tra i più elevati al mondo, un contesto che rende naturale l'accelerazione sul fronte business.

Conversazioni evolute
Se fino a oggi il servizio era utilizzato soprattutto da piccole realtà per gestire conversazioni con volumi limitati, l'obiettivo diventa ora offrire alle grandi imprese una piattaforma capace di sostenere milioni di contatti, integrandosi con CRM, sistemi di customer care e soluzioni AI per rendere ogni conversazione più efficace e pertinente.

La novità non riguarda soltanto la tecnologia, ma soprattutto il cambio di paradigma. Meta insiste su un concetto: WhatsApp non deve trasformarsi in un canale di comunicazione invasivo, bensì in uno spazio dove le aziende costruiscono fiducia attraverso servizi utili, assistenza e dialoghi rilevanti.

In questa prospettiva la messaggistica supera la semplice funzione di customer care e diventa uno strumento che accompagna il cliente lungo tutto il percorso, dalla richiesta di informazioni al supporto post-vendita, fino alla conversione commerciale. L'integrazione con l'intelligenza artificiale permette già oggi di automatizzare una parte crescente delle interazioni mantenendo un elevato livello di personalizzazione. Gli agenti AI sono in grado di comprendere il contesto della conversazione, recuperare informazioni dai cataloghi aziendali, suggerire prodotti, rispondere alle domande più frequenti e accompagnare l'utente nelle diverse fasi del rapporto con il brand.

Secondo Meta, il vero salto di qualità non consiste nell'automazione in sé, ma nella possibilità di offrire esperienze sempre più naturali, coerenti con il linguaggio e le esigenze della singola persona.

Dalla pubblicità al dialogo
Uno dei temi centrali della giornata riguarda il rapporto tra marketing e conversazione. Meta immagina un ecosistema nel quale le campagne pubblicitarie non si esauriscono più nel clic verso un sito web, ma diventano il punto di partenza di un dialogo continuo con il cliente. Strumenti come Click to WhatsApp consentono già oggi di passare direttamente da un'inserzione pubblicata su Facebook o Instagram a una conversazione aperta con l'azienda, riducendo la distanza tra scoperta del prodotto e relazione con il brand.

Durante il Summit è stato ricordato anche come alcuni mercati, tra cui India e Brasile, abbiano già raggiunto un livello di maturità superiore, con transazioni che possono essere completate direttamente all'interno di WhatsApp. L'Italia segue un percorso graduale, ma la direzione è ormai definita: la piattaforma si prepara a diventare sempre più anche un ambiente di acquisto, oltre che di assistenza.

L'era degli agenti
L'evoluzione di WhatsApp Business si inserisce in una trasformazione più ampia, quella dell'agentic commerce. Secondo i dati presentati nel corso dell'evento, nei prossimi anni una quota significativa delle decisioni d'acquisto sarà influenzata o gestita da agenti AI. Per le aziende non sarà quindi sufficiente ripensare il marketing: dovranno rendere cataloghi, informazioni e contenuti comprensibili anche agli assistenti intelligenti che dialogheranno con i consumatori.

Accanto alla tecnologia resta però centrale il fattore umano. Meta sottolinea come la differenza non sarà determinata soltanto dagli strumenti disponibili, ma dalla capacità delle aziende di costruire conversazioni autentiche, pertinenti e coerenti con la propria identità. Una sfida che coinvolge anche partner, system integrator e agenzie, chiamati a sviluppare nuove competenze in un contesto nel quale la conversazione diventa parte integrante della strategia di comunicazione.

Più conversazioni, non meno campagne
Durante l'incontro, abbiamo approfondito l'argomento con Luca Colombo, country director di Meta Italia, con cui abbiamo discusso delle implicazioni dell'evoluzione di WhatsApp Business per aziende, consumatori e mercato pubblicitario.

WhatsApp Business sta passando da semplice piattaforma di messaggistica a vero strumento di relazione tra aziende e clienti. C'è un limite che Meta non vuole superare per non intaccare la fiducia degli utenti?

«Come ho detto anche sul palco, la linea che indichiamo alle aziende parte da un principio molto semplice: WhatsApp è un canale nel quale le persone vivono relazioni personali e sono disponibili ad averne anche con le aziende. Proprio per questo non può essere considerato una piazza nella quale urlare messaggi o riversare qualunque tipo di contenuto. È un ambiente nel quale esiste un enorme potenziale per costruire una relazione attraverso il dialogo. Nessuno apprezza una conversazione che il giorno dopo perde valore. Alle aziende diciamo che prima di pensare a vendere devono creare un punto di contatto con il cliente, offrendo servizi utili, rilevanza e valore. Solo dopo aver costruito fiducia le persone saranno naturalmente più aperte anche a una proposta commerciale. Penso, ad esempio, alla mia esperienza con l'assistenza clienti del gestore della connettività di casa. Poter risolvere un problema via WhatsApp, senza restare in attesa al telefono, cambia completamente la percezione dell'azienda. Quando un servizio ti aiuta davvero, diventi molto più disponibile anche a prendere in considerazione altre proposte dello stesso brand».

Oggi molte conversazioni iniziano su WhatsApp, ma la conversione avviene altrove. In futuro sarà possibile misurare direttamente i risultati all'interno della piattaforma?

«Dipende dal tipo di percorso che l'azienda costruisce. In alcuni casi WhatsApp rappresenta il punto di ingresso e poi il cliente viene indirizzato verso altri ambienti dove completa l'acquisto. In altri la conversazione è già parte integrante del processo di conversione. In mercati come India e Brasile, dove il prodotto è più maturo, le conversioni possono già avvenire direttamente all'interno di WhatsApp. In Italia siamo ancora in una fase precedente, ma quella è chiaramente la direzione. Progressivamente arriveremo anche qui a un modello che consentirà di completare e misurare direttamente le conversioni sulla piattaforma».

Con la diffusione degli agenti AI non c'è il rischio che tutte le conversazioni diventino simili tra loro? Dove si giocherà la vera differenza tra un'azienda e l'altra?

«Pensiamo a due amici: nessuno dei due conversa nello stesso modo. Succederà la stessa cosa anche tra aziende. La differenza continuerà a farla il contenuto, la rilevanza, l'utilità e il valore che si riesce a restituire alla persona. Arrivare con un messaggio generico, rivolto a un generico cliente, produce un effetto completamente diverso rispetto a una conversazione costruita sulla persona, sul suo linguaggio, sui suoi interessi e sul momento che sta vivendo. Si può essere tutti presenti su WhatsApp con agenti AI, ma sarà la qualità della conversazione a distinguere davvero un'azienda. Il consiglio che diamo sempre è molto semplice: mettersi nei panni di chi riceve il messaggio e chiedersi che cosa si vorrebbe trovare dall'altra parte».

L'evoluzione di WhatsApp Business potrebbe cambiare anche il ruolo delle agenzie pubblicitarie?

«Molti dei partner presenti oggi sono anche agenzie e per noi rappresentano una componente fondamentale di questa evoluzione. Si apre un segmento completamente nuovo, diverso dalla comunicazione come l'abbiamo conosciuta finora. Serviranno competenze nuove per accompagnare le aziende nella costruzione di queste esperienze conversazionali. Io vedo questa trasformazione come una grande opportunità per il mercato delle agenzie, che potranno affiancare i brand nello sviluppo di nuovi linguaggi e nuovi modelli di relazione con i clienti».

Quindi vedremo meno campagne pubblicitarie e più conversazioni?

«In realtà una conversazione potrà diventare essa stessa una campagna. Non credo che le due cose si sostituiranno, anzi potranno convivere perfettamente. Una campagna su Facebook o Instagram, ad esempio, può utilizzare il formato Click to WhatsApp: l'utente vede l'inserzione, fa clic e si apre immediatamente una conversazione con l'azienda. La campagna diventa quindi l'inizio di un dialogo. Più che parlare di meno campagne e più conversazioni, parlerei di un'integrazione sempre più stretta tra le due dimensioni. Le persone cambiano continuamente il modo in cui comunicano e trascorrono il loro tempo. Le aziende devono essere presenti nel momento giusto e con il linguaggio più rilevante. È questo il vero cambiamento».