Autore: Redazione
15/03/2016

La Svezia vuole fermare gli ad blocking

Il piano, coordinato dallo Iab svedese, prevede la standardizzazione dei formati adv dopo un incremento del fenomeno di 30 punti percentuali nell’ultimo anno

La Svezia vuole fermare gli ad blocking

Mentre in Italia Iab è corso ai ripari nei confronti del fenomeno ad blocking schierandosi a favore di chi “fa buona pubblicità che rispetti l’utente e renda piacevole la user experience” come ha recentemente affermato Noseda, e convocando un tavolo di lavoro per la realizzazione di un White Paper sul tema, in Europa c’è chi ha già iniziato ad adottare misure ad hoc. È il caso della Svezia, in cui una ventina di publisher, circa il 90% del totale, hanno annunciato di voler mettere a punto una strategia collettiva per fermare questa pratica nei prossimi mesi. Il piano, coordinato dallo Iab svedese, prevede la standardizzazione dei formati adv, perché “c’è bisogno di intraprendere azioni più decise, potenti, dopo un incremento del fenomeno del 30%”, come ha affermato il ceo dell’associazione Charlotte Thuer. A differenza di quanto accaduto in altri Paesi, la Svezia non ha alcuna intenzione di intraprendere azioni legali contro le company di ad blocking né tantomeno di pagare affinchè venga inserita nelle cosiddette white list. “Non vogliamo cedere al gioco del gatto che si mangia la coda”, il concetto espresso chiaramente da Fredrik Strauss, head of programmatic di MittMedia, un publisher svedese.