Autore: Redazione
15/09/2026

September Reset, a settembre riparte l’economia degli italiani: la ricerca di KIWI e FLU

Lo studio di INDA Research, osservatorio delle due strutture Part of Be Closer, racconta un settembre progettuale, tra cura di sé, nuove abitudini e intenzioni d’acquisto, mentre oltre 16.900 contenuti social spontanei restano quasi del tutto fuori dal presidio dei brand

September Reset, a settembre riparte l’economia degli italiani:  la ricerca di KIWI e FLU

Settembre non è soltanto il mese del rientro. Per gli italiani rappresenta una sorta di secondo Capodanno, con una differenza sostanziale: invece di promettere cambiamenti dopo aver archiviato le feste, si riparte da ciò che si è vissuto durante l'estate. Tornano le routine lavorative e scolastiche, ma insieme alla quotidianità si riaccende il desiderio di cambiare ritmo, prendersi cura di sé e fissare nuovi obiettivi. È il «Fresh Start Effect», la soglia temporale che interrompe la routine abituale e spinge verso nuove progettualità.

A indagare il fenomeno è la ricerca «L'economia della ripartenza: un'opportunità tra settembre e gennaio», realizzata da INDA Research, l'osservatorio di KIWI e FLU, Part of Be Closer, dedicato all'Influencer Economy e allo studio di ciò che oggi influenza società e cultura. Il quadro restituisce una distinzione netta tra settembre e gennaio: due momenti di ripartenza solo apparentemente simili, ma sostenuti da motivazioni, comportamenti e logiche di consumo differenti.

Settembre punta sulla progettualità
A settembre prende forma un'«economia progettuale», nella quale la spinta all'acquisto nasce dal desiderio autentico di prendersi cura di sé e di aggiungere valore alla propria quotidianità. La prospettiva è orientata al futuro: le persone scelgono di investire in nuove routine, corsi di formazione, iscrizioni e prodotti per il benessere personale. La spesa tende quindi a essere ponderata e collegata a un obiettivo preciso.

Gennaio segue invece una traiettoria differente e attiva un'«economia riparativa». Dopo gli eccessi delle festività, il senso di colpa diventa una delle principali leve comportamentali e gli acquisti si concentrano soprattutto su soluzioni «per togliere»: percorsi detox, correzioni e diete drastiche — una logica più impulsiva, che tende a perdere efficacia quando viene recuperato l'equilibrio iniziale.

La differenza emerge anche dal linguaggio delle conversazioni social. A settembre le parole chiave si concentrano sulla crescita personale: «amor proprio» raggiunge il 79% di utilizzo, «mindfulness» il 67% e «selfcare» il 61%. A gennaio il vocabolario si sposta verso il recupero degli eccessi: «senso di colpa» arriva al 68%, «detox» al 57% e «dimagrire» al 50%.

Dal proposito nasce il carrello
La ripartenza autunnale non rimane confinata alla dimensione dei buoni propositi. Il fitness e lo sport sono tra i principali beneficiari del fenomeno: il 68% degli italiani intervistati inserisce l'iscrizione in palestra o la partecipazione a corsi sportivi, anche online, tra le priorità del mese. La spinta coinvolge anche l'alimentazione, con una maggiore attenzione alla spesa in GDO orientata verso cibi sani e funzionali, mentre si registra un picco del 24% nelle visite dietologiche rispetto alla media annuale.

La logica della ripartenza riguarda anche la cura della persona: nel comparto dell'estetica, le intenzioni d'acquisto di trattamenti per pelle e capelli aumentano del 71% rispetto ad agosto. Accanto alla dimensione estetica cresce l'interesse per la salute generale, con comportamenti che spaziano dall'integrazione alimentare ai check-up sanitari, fino all'avvio di percorsi dedicati al benessere psicologico ed emotivo.

Formazione, hobby e crescita
La progettualità del September Reset investe anche la dimensione personale e professionale: la formazione registra un incremento del 21% nelle ricerche online di corsi, percorsi di hobbistica e sviluppo professionale. Palestra, alimentazione, estetica, salute, formazione e hobby entrano nella stessa dinamica: la ripartenza diventa un momento nel quale le intenzioni prendono forma concreta e gli investimenti personali acquistano un orizzonte temporale più lungo.

È proprio la componente progettuale a distinguere il fenomeno dalla logica tipica di gennaio: se il primo mese dell'anno tende a partire dalla necessità di rimediare agli eccessi, settembre parte dalla possibilità di aggiungere qualcosa alla propria vita.

Sui social corre la ripartenza, ma i brand restano indietro
La forza del September Reset emerge con particolare evidenza nelle conversazioni online. Secondo i dati raccolti da INDA Research, durante il mese di settembre si registrano oltre 16.900 contenuti social spontanei legati al tema della ripartenza, attraverso format come i video Glow Up, le Routine Reset, i GRWM (Get Ready With Me), i video ironici e i Personal CV. I post legati al September Reset registrano un engagement mediano superiore rispetto agli altri mesi dell'anno.

Eppure proprio qui emerge il paradosso individuato dalla ricerca: il 97,3% dei contenuti dedicati alla ripartenza è generato spontaneamente da utenti e creator, mentre soltanto il 2,7% è presidiato dai brand. La ragione è anche strategica: molte aziende, proprio mentre gli utenti concentrano attenzione e intenzioni d'acquisto sul nuovo inizio, spostano precocemente il focus sulla pianificazione dell'autunno inoltrato e delle festività natalizie.

Una finestra per i brand
La distanza tra attenzione del pubblico e pressione dei brand crea una vera opportunità di mercato. Per le aziende che scelgono di presidiare il September Reset, la competizione mediatica risulta più contenuta e aumenta la possibilità di costruire rilevanza, consideration e intention to buy.

«I dati del nostro studio dimostrano che a settembre non assistiamo a un semplice picco di attenzione passeggero, ma all'attivazione di una vera e propria economia progettuale, in cui le persone sono guidate dal desiderio autentico di migliorare la propria quotidianità e costruire nuove abitudini», commenta Federica Pasqual, COO di KIWI e FLU, Part of Be Closer. «Per i brand, questo rappresenta un'opportunità straordinaria e ancora ampiamente inesplorata: mentre la maggior parte delle aziende sposta precocemente lo sguardo sulle festività invernali, chi sceglie di presidiare la ripartenza di settembre con un ascolto attivo e un tono di voce vicino ai bisogni reali delle persone non offre solo prodotti, ma diventa un alleato credibile. È la chiave per trasformare un'intenzione d'acquisto passeggera in una relazione di fiducia solida».

Tre leve per intercettarlo
Per trasformare lo slancio di settembre in un vantaggio competitivo, INDA Research individua alcune linee guida: la prima riguarda il fattore tempo, con un presidio tattico capace di accelerare la conversione nel momento in cui l'intenzione si trasforma in comportamento; la seconda riguarda i messaggi, che devono poggiare su insight autentici e rilevanti; la terza riguarda il tono di voce, con un approccio motivante e aderente alle esigenze concrete delle persone.

Sul piano operativo, la ricerca indica tre soluzioni ad alto impatto: l'influencer marketing, attraverso collaborazioni tattiche con talent e creator; una strategia proattiva di community management, per portare i brand nelle conversazioni più rilevanti dei rispettivi settori; e la pianificazione media con attività di retargeting, attraverso mini-campagne profilate sugli utenti che hanno già mostrato un interesse concreto nelle settimane precedenti.