Retail Summit, il mercato conferma seimila aperture e oltre 35.000 nuovi posti di lavoro nonostante l’incertezza
Il settore, raccontato da Confimprese, JAKALA e TIG - The Innovation Group, conferma i piani di espansione e individua in dati, AI e Customer Experience le leve per affrontare un mercato sempre più complesso
Mario Resca, Emilio Mango e Marco Di Dio Roccazzella
Si è svolto a Baveno l'annuale Retail Summit, appuntamento promosso da Confimprese, JAKALA e TIG - The Innovation Group dedicato al futuro del retail. Dall'analisi semestrale del Centro Studi Confimprese-JAKALA, realizzata su una base associativa equamente distribuita tra ristorazione, abbigliamento-accessori e altro retail, è emerso un comparto che, pur operando in uno scenario internazionale segnato da conflitti e guerre commerciali, ha confermato i programmi di sviluppo annunciati all'inizio del 2026. Restano infatti previste 6mila nuove aperture, tra negozi diretti e franchising, con una ricaduta occupazionale superiore a 35mila nuovi addetti.
Piani di crescita confermati
Nel dettaglio, la ristorazione ha confermato 1.718 aperture, l'abbigliamento-accessori 1.353, mentre altro retail — che comprende casa-arredo, elettronica, telefonia e cura della persona — ha stimato 2.892 nuovi punti vendita, tornando a crescere dopo la flessione registrata nel 2025 in seguito al rimbalzo delle vendite del periodo post-Covid. Gli investimenti proseguono con maggiore selettività, privilegiando progetti sostenibili nel medio-lungo periodo.
«Le aziende stanno investendo in modo mirato», afferma Mario Resca, presidente Confimprese. «Privilegiano location ad alto potenziale, format più efficienti e una maggiore integrazione tra fisico e digitale. In una fase di incertezza gli investimenti non si fermano, ma diventano più selettivi e orientati al medio-lungo periodo. I consumi risentono delle dinamiche di breve termine, mentre le strategie delle imprese guardano a orizzonti più ampi, puntando su innovazione, prossimità e qualità dell'esperienza. Le nuove aperture riflettono un retail che cambia pelle: negozi più vicini ai territori, più connessi ai canali digitali e sempre più centrati sui bisogni di un consumatore in trasformazione».
Anche i dati dell'Osservatorio permanente sui consumi Confimprese-JAKALA hanno mostrato segnali incoraggianti. Dopo un primo quadrimestre chiuso a -0,5%, maggio ha registrato un incremento del 3,7%, riportando il bilancio dell'anno in territorio positivo. L'abbigliamento-accessori ha sorpreso con una crescita del 6,2%, davanti alla ristorazione (+4,5%), mentre altro retail è rimasto l'unico comparto negativo (-0,4%). Tra i format distributivi, i centri commerciali hanno ottenuto il risultato migliore (+5,2%), seguiti dai negozi di prossimità (+3,9%); le high street sono tornate sopra lo zero con un +0,8% dopo un avvio d'anno debole.
Espansione oltre confine
Le aspettative sui fatturati di fine 2026 sono rimaste sostanzialmente stabili, con una revisione media sul totale mercato limitata a -0,8%. Sul fronte internazionale, l'85% delle aziende ha confermato o incrementato i programmi di apertura all'estero, segnale che la diversificazione geografica continua a rappresentare una leva di sviluppo nonostante il contesto globale.
«L'espansione internazionale e la conferma dei piani di apertura mostrano il volto di un settore che continua a crescere, ma con logiche profondamente diverse rispetto al passato», dichiara Marco Di Dio Roccazzella, managing director & global retail & consumer leader di JAKALA. «La vera leva competitiva non è più soltanto la capacità di aprire nuovi punti vendita, ma la precisione con cui le aziende integrano dati di mercato, comportamenti di consumo e performance dei singoli canali per prendere decisioni più rapide e sostenibili. È in questa trasformazione, che coinvolge Customer Experience, intelligenza artificiale e tecnologia, che il retail si gioca la possibilità di mantenere margini di crescita anche in uno scenario instabile».
Personalizzazione come leva operativa
Il Retail Summit ha evidenziato anche il ruolo sempre più centrale di dati, AI e Customer Experience nella trasformazione del commercio. La capacità di conoscere i clienti, anticiparne i bisogni e offrire esperienze personalizzate viene ormai considerata un fattore competitivo decisivo per sostenere crescita e fidelizzazione.
«In un mercato in cui i consumatori si aspettano esperienze sempre più rilevanti e su misura, la personalizzazione non rappresenta più un valore aggiunto, ma il vero terreno di competizione del retail moderno», conclude Emilio Mango, general manager di The Innovation Group. «Interpretare i dati per anticipare i bisogni e costruire relazioni autentiche con il cliente è oggi la leva decisiva per generare fedeltà e crescita sostenibile».