Autore: Davide Sechi
06/03/2025

Quantcast al lavoro su due novità per aumentare l’efficacia della Advertsing Platform e per facilitare l’utilizzo del media mix

Ilaria Zampori, vice president Italy & Spain si inoltra anche sui temi della donna nel mondo del lavoro, tra evoluzioni e pregiudizi duri da scalfire

Quantcast al lavoro su due novità per aumentare l’efficacia  della Advertsing Platform e per facilitare l’utilizzo del media mix

Ilaria Zampori

Mimose e tech? Come l’immaginario titolo di un film capace di miscelare fantascienza e romanticismo, con qualche spunto di natura apocalittica? In attesa di qualche risvolto in bilico tra Hollywood e underground, la discussione si sposta su temi più delicati e, nonostante il costante progresso socio culturale, ancora ben radicati: il ruolo della donna nel mondo del lavoro, le difficoltà nel trovare figure femminili in ruoli apicali. Ci inoltriamo nell’argomento, con il sostegno dell’imminente 8 marzo, Giornata Internazionale della Donna e, soprattutto, di Ilaria Zampori (ospite di DailyOnAir - The Sound Of Adv), vice president Italy & Spain di Quantcast, società specializzata in pubblicità in tempo reale basata sull’intelligenza artificiale, sull’analisi del pubblico e sulla misurazione.

Qual è stato il suo percorso, quali difficoltà e quali aspetti positivi ha riscontrato nell’intraprendere una carriera in ambito tecnologico?

«Ho cominciato il mio percorso nel digital adv oltre 20 anni fa quando la pubblicità online era solo all’inizio. Sono approdata negli Stati Uniti, ho frequentato un master alla Georgetown University e ho potuto fare la conoscenza delle più grandi aziende del settore. Sono poi approdata in Quantcast per l’apertura delle due sedi in Italia e Spagna. Il nostro è un’ambiente di respiro internazionale, dinamico, che offre grandi opportunità di apprendimento, in costante evoluzione. Ma è anche frenetico, sfidante e competitivo, focalizzato sempre più sui risultati».

Donne e tecnologia: si parla sempre di un gender gap sia in termini di formazione (meno donne rispetto agli uomini intraprendono studi STEM e analoghi) sia in ambito professionale. Come si sta evolvendo lo scenario italiano in questo senso, secondo la sua esperienza?

«Un tema molto attuale, ma non è statico, anzi è in costante evoluzione. Il gender gap parte dalla formazione: in occasione della Giornata delle Donne nella Scienza, Save the Children ha riportato dei numeri tratti da report Istat che racconta come solo il 16.8% delle donne tra i 25 e i 34 anni abbia una laurea in materia STEM, un divario che si traduce nella conseguente assenza di figure femminili in ruoli tecnici e scientifici. Tuttavia, aumentano la consapevolezza e l’attenzione sia all’interno delle aziende sia nella società sul tema; pensiamo, per fare degli esempi, a iniziative come quella di Assolombarda del 2016, o quella varata dal Ministero dell’Istruzione nel 2023. Si tratta di segnali importanti, ma quello che serve è un radicale cambio culturale, sia nel sistema educativo sia all’interno dei management. Gli stereotipi sono radicati ovunque, non solo in Italia. È una realtà molto difficile da scalfire, eppure le cose si stanno evolvendo». 

Capitolo Quantcast, dall’anno scorso la vostra piattaforma pubblicitaria è alla portata di inserzionisti e agenzie di ogni dimensione: quali sono stati i risultati?

«Quantcast Advertising Platfom utilizza l’AI e i dati di prima parte con i segnali in tempo reale per aiutare brand e agenzie a pianificare le campagne programmatic in autonomia. Abbiamo scelto di ampliare la piattaforma a realtà più piccole per eliminare le barriere all’ingresso e democratizzare quanto più possibile l’adv sull’open internet. Il consenso è stato ampio, come confermano centinaia di inserzionisti e agenzie che si sono registrati sui mercati americani, europei e asiatici».

L’era cookie: siamo pronti a salutarla? Avete pensato a ulteriori soluzioni nel segno dell’AI?

«La situazione è chiara: il 50% del open internet è già cookieless e l’80% delle nostre campagne include anche il target cookieless, una componente essenziale, ormai naturale del marketing odierno. Noi abbiamo la nostra soluzione, ma intanto lavoriamo su due novità: una tecnologia utile per aumentare l’efficacia della nostra piattaforma; abbiamo lanciato un tool che trasferisce il brief degli advertiser direttamente sulla platform e va creare upset e audience in maniera automatizzata, in modo da ridurre il tempo di gestione delle campagne. Inaugureremo anche un motore di recommendation, per aiutare i clienti nell’utilizzo del media mix, con consigli e indicazioni per ottenere il massimo dalle pianificazioni. AI e machine learning sono da sempre nostri capisaldi».

Sono in qualche modo cambiate, o si sono quantomeno aggiornate, le richieste che arrivano dai clienti?

«La tendenza è ormai su strategie multicanali, un approccio che abbiamo sposato subito. La nostra soluzione permette di costruire una singola audience e attivarla su diversi canali, garantendo la misurazione su un’unica piattaforma; un’abilità unica che ci contraddistingue, una proposta programmatic facile da usare che porta a risultati certi».

Quali saranno i principali focus per il 2025?

«Lo scorso anno ci siamo focalizzati sull’espansione della piattaforma e sul rafforzamento delle capacità multicanali. Nel 2025 punteremo ad accrescere ulteriormente le performance della piattaforma per aiutare i clienti a raggiungere i loro risultati di business».